La chiusura del cerchio

Giro cicloturistico di 3 giorni in bici da corsa da Venzone a Lienz e ritorno

Tre anni fa il meteo non era dalla nostra. Con Due ruote e una carta di credito abbiamo apostrofato:

La tappa in Austria è ad alto rischio piogge e temporali. A malincuore, ma consapevolmente, decidiamo di accorciare di un giorno valutando alternative….”.

La sconfitta bruciante (ma comunque appagante), vuole una rivincita.

Il nuovo giro aggiornato e riproposto, convince lo zoccolo duro dei MIB.

Primo giorno

Effettivamente, le ruote sono sei.

Su ogni bici, un ciclista con velleità da Giro d’Italia.

Abbiamo lo scalatore….

Il passista….

Il cicloturista….

….talmente rilassato che dimentica i “poteri del Prof” a casa.

Obiettivi di giornata? Sforzi….

…e riposi.

Ovviamente privilegiando percorsi bucolici…

…e passaggi iconici.

Il traguardo è un piccolo paradiso. Solo per noi, su prenotazione personalizzata.

Secondo giorno

Coccolati, sfamati e riposati come la Magnifica Regola di Vigo propone, ci apprestiamo verso l’ignoto di fronte a noi.

Per non perdere l’abitudine, ci scaldiamo assieme a dei mediocri agonisti…

…e in solitaria, arriviamo alla tracotante bellezza cadorina.

Seguendo il percorso delle acque al contrario, da ora si sale incessantemente. Serve una ricarica di sali e frescura…

…cercando la giusta strada, minata da un cielo plumbeo.

Dal Passo di Monte Croce Comelico, è un attimo arrivare a San Candido. Nel mezzo, lauto pranzo obbligato a Moso per finta tempesta.

Dopo l’unica curva a 90° a destra per imboccare la ciclabile del signor Loacker…

…si prosegue in compagnia.

Lienz è ai nostri piedi.

Città scorbutica, dai mille volti, a tratti chiusa, ma che nasconde piccoli tesori fatti con funghi e arrosto.

Terzo giorno

Dopo regale colazione austriaca, le gambe frullano di buon ora.

Il percorso è noioso, e qualche curva eleva la difficoltà.

Di sicuro non mancano le tappe di approfondimento storico.

Dalla Valle della Drava, si salta nella Valle del Gail, con filanti ed infiniti rettilinei.

I giganti naturali meritano una tappa d’obbligo al loro cospetto.

MA NON QUESTO !

Montasio e Mangart ci indicano la strada. Tarvisio si palesa di fronte a noi.

Ci manca la chiusura del cerchio. Coca, birra e mortadella ci danno ispirazione. L’ultimo tratto diventa una passeggiata, anche se il culo non aggrada.

Icefoot cerca il record con la ciclabile Tarvisio-Venzone….poter iscrivere 170 km nel curriculum sportivo lo farà parlare per giorni.

Sinossi

351 chilometri e 5.160 m di dislivello, attraverso vari passi alpini lungo 2 regioni e 2 nazioni.

Video ricordo in 2K (da forzare la qualità a 1440p nelle opzioni):

Stanchi? Certo….ma già pronti per altre avventure.

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