Il giro dei cento anni

Due piccioni con una fava, ecco il programma di questa domenica. Il 2020 infatti regala il mezzo secolo a due fondatori MIB, Cinci e Prof, che nonostante l’età riescono ad abbinare un giro in bici con il festeggiamento dei loro cento anni.

Un breve cenno per inquadrare i due individui è d’obbligo, soprattutto per quanto riguarda il loro rapporto con la bicicletta. Entrambi con passione smodata per il velocipede sono fronte e rovescio della stessa medaglia: uno nei secoli fedele alla sua amata, l’altro eternamente libertino.

CINCI

Inguaribile romantico, quando si lega alla sua compagna di vita non la molla più. Sempre apprensivo e onnipresente, non perde mai occasione di coccolarla e vezzeggiarla.
Tanto attaccamento però può essere controproducente. Si ricorda ancora infatti il drammatico episodio successo qualche anno fa quando, pur di scappare dalle sue soffocanti attenzioni, una sua ex si lanciò dall’auto in corsa lungo l’autostrada.
Sogno nel cassetto: weekend lungo a Cincinnati partendo in bici da casa.

PROF

Farfallone impenitente, vola di fiore in fiore come se non ci fosse un domani. Nonostante questa fama di sciuparuote, non ce n’è una che non cada ai suoi piedi.
Certe volte però questa passione, pur legittima, sconfina in ossessione morbosa.
E’ stato visto girare di notte nei pressi della stazione e nei vicoli più malfamati della città, analizzando minuziosamente ogni preda di qualsivoglia forma, colore, provenienza.
Niente di strano che abbia poi finito la nottata nei freddi locali della polizia ferroviaria.
Sogno nel cassetto: praticare lo scambismo a dueruote nei campeggi naturisti per pensionati polacchi gestiti da anziani olandesi (inorridisco solo a scriverlo NdA).

Torniamo al giro. La conformazione appositamente corta e facile è stata creata per non stancare troppo gli attempati festeggiati. Ne approfittano anche Spargel e Ucio che lasciano a casa le batterie per affidarsi, come ai vecchi tempi, solamente alla forza delle loro gambe. Vaivai, che la sa lunga, non cade nel tranello. Dopo tanto tempo, ed un periodo di convalescenza, torna a pedalare con il gruppo il giovine Manigo. Medioman, Bussola, Icefoot, Ichea e Zar completano gli undici che scenderanno in campo. Defezioni giustificate purtroppo per Diesel e Tito, mentre il carneade Juri sarà attivo nel terzo tempo.

Luogo di partenza, arrivo e festa è il paesino di Sveto in Slovenia.

Puntuale come un orologio svizzero la pioggia arriva al primo colpo di pedale. Con alternanza di scrosci ci accompagnerà nella prima parte del giro, senza tuttavia compromettere il nostro buonumore. La linea tracciata porta attraverso i primi passaggi sconosciuti a Komen.

Raggiunta Gabrovica ci si infila in tracce da analizzare, quindi divertenti, con sorprese ostative e scorci inimmaginati. L’evoluzione dei MIB passa attraverso upgrade tecnologici come l’uso di droni ad alta tecnologia “domacia”.

A Kobjeglava è l’ora della sosta e dello spuntino.

La direzione da seguire in leggera salita è ora verso Lukovec che solamente lambiremo. Il colpo d’occhio che ci si prospetta davanti, verso la sella della Rabotnica, è semplicemente spettacolare.

E come d’abitudine libera le fantasie interpretative.

Giunti al pianoro che poi porta verso il Golec si palesano ampie visioni sulla Selva di Ternova e verso il Nanos.

E se Tito non va dai MIB, i MIB vanno da Tito…

Dopo la doccia è tempo di tornare sui propri passi per andare a conquistare il castello di Branik.

L’abbassamento verso valle avviene lungo la cresta dell’altura appena conquistata. Ma prima di affrontare la pietrosa e insidiosa traccia diretta che ci spara in fondo, si accende una sfida a chi sale più in alto su invitante erto pendio.

Perdio… ancora una volta la dura pellaccia dell’inossidabile Ucio mette in riga i raminghi triestini.

La visita al Castello di Riffembergo si rivelerà più fruttuosa del previsto. Fortuna e pervicacia ci permetteranno di dare non solo la prevista occhiata dall’esterno ma di usufruire di una visita privata all’interno delle mura.

Questo grazie alla gentilezza e soprattutto alla grande passione della guida, una coinvolgente signora slovena che ci ha rapito con i racconti della storia del castello e della sua evoluzione nei secoli.

Oltrechè a farci scoprire che in questo luogo ha sede una delle più grandi colonie di varie specie di pipistrelli in Europa. Ichea ha invano pregato di poter adottarne uno per allargare la sua personale collezione gelosamente custodita in cantina…

Arriva così il tempo di rimettersi in moto, una lunga e costante ascesa intervallata da brevi intermezzi ci aspetta fino alla cima del Trstelj. Dapprima una bella salita su asfalto fino all’isolato paesino di Pedrovo che offre scorci verso la valle del Vipacco. Poi più impegnativa carrareccia smossa e pendente che permette di salire sulla cresta che divide le valli.
Il programma prevedeva la salita al belvedere di Sv. Katerina ma un po’ la fame, la voglia di festeggiare e l’antenna sul Trstelj visivamente ancora lontana, fanno optare per la rinuncia.
Si continua tra saliscendi, qualche sburtan, fino ad arrivare allo strategico snodo della Zelena Vrata.

Si pedala, si spinge, si spinge, si pedala. E ci si diverte. Il ritornello dei MIB ha il suo copione oramai divenuto marchio di fabbrica. E la voglia di divertirsi è così tanta che Medioman, Manigo e Spargel neanche puntano alla cima del Trstelj ma si fiondano direttamente in rifugio a far baldoria.

Tutti gli altri, come copione ordinava, salgono in cima. E sobriamente, si immortalano compìti per certificare lo svolgimento del compito.

Il giro in bici sta volgendo a conclusione. Manca la discesa verso Lipa, gli undici si ricompattano in uno scassante andamento discendente. Sveto è alle porte, aprite le porte, che i festeggiamenti abbiano inizio!

50+50, anche questa è fatta.

La massiccia presenza di alcol ha permesso che tutto si svolgesse nelle più strette condizioni di sicurezza.

PS1: è rimasta la vaga sensazione di aver giocato a tombola, non essendo però Natale deve essersi trattato di un brutto sogno…

PS2: il cartonato per il 2021 è in lavorazione…


Total distance: 34.75 km
Max elevation: 620 m
Total climbing: 1034 m
Total time: 06:01:25
Download file: 2020-10-04-Cinci_Prof_100.gpx

Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Google Foto

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Icefoot

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