Planina Razor e valle Tolminska

1 agosto 2020

La proposta è molto tosta ed interessante: circa 50 km x 2000 m di dislivello nella zona di Tolmino. Doppia salita e doppia discesa che metterà a dura prova gli audaci partecipanti che aderiscono all’iniziativa di Icefoot: Bussola, Cinci e Prof rispondono presente.

La prima certezza è destinata subito a cadere: “avremo sole e gran caldo dal primo colpo di pedale!”
Tolmino mattutino, avvolto nella nebbia, è pronta a smentirci.

Briefing in partenza, riscaldamento muscoli… abbiamo preso seriamente il duro impegno che ci attende.

Il clima goliardico svanisce ben presto quando ci accorgiamo che l’ascesa ha già mietuto la prima vittima.

Cinci, che oggi non sarà in una delle sue migliori giornate, cerca conforto nella spiritualità.

E come d’incanto la luce prende il sopravvento, a Ljubjni cominciamo a respirare aria di montagna.

E’ infatti in questa località che inizia la serie di tornanti su asfalto che ci porterà fino a Planina Stador. Lasciamo la valle assonata ed ovattata sotto una spessa coltre bianca.

Il negativo di Bussola ci sorpassa zompettando e fischiettando.

Presso la koca chiusa di Stador scorre l’acqua da una benefica fontana, approfittiamo per rifocillarci.
Poco dopo inizia la sterrata ed entriamo ufficialmente nel Parco nazionale del Triglav.

Il procedere nel bosco al riparo dal sole è piacevole, le pendenze non sono mai esagerate, l’arrivo alla conca di Planina Lom offre scorci tipici.

Una Planina tira l’altra, alla Planina Kuk si apre il panorama, paesaggi mozzafiato si palesano davanti a noi.

Manca solamente ancora una rampa prima di arrivare alla quota più alta, superare quattrozampe e quattro ruote motrici è benzina per lo sprint finale.

Infatti pochi chilometri in falsopiano ci separano dal rifugio posto sotto le pendici del Vogel, la sua collocazione è spettacolare.

Un’ultima rampetta per la meritata birretta…

Sono le 11, il rifugio è già pieno di CCC sloveni. Concordiamo tutti che i 20 km di ascesa sono stati tutto sommato piacevoli, i primi 1200 m di dislivello sono andati. Dopo goulasch con polenta e strucoli al formaggio dolce, ci godiamo un’oretta abbondante di meritato relax prima di ripartire per la prima discesa di giornata. Ucio e Vaivai ci aspettano!

Il Prof ha lo sguardo perplesso, tra sé e sé mugugna “mhhh… troppe mucche…”

Il sentiero fila via liscio in un bellissimo sottobosco, linee flow veloci e sinuose ci fanno divertire come bambini, l’assenza di camminatori in senso contrario agevola il nostro procedere.

All’improvviso dobbiamo fermarci di colpo. Quattro mucche dallo sguardo torvo ci squadrano in mezzo al sentiero intimandoci di retrocedere. Al loro muuu… muuu… di avvertimento rispondiamo con il nostro urlo di battaglia: miiib… miiib… I quadrupedi non si aspettano la nostra dura reazione, quattro contro quattro diventa una sfida all’Ok Corral. La situazione è in stallo fino a quando il Prof ha l’intuizione giusta: estrae dalla saccoccia il suo flobert che prudentemente porta sempre con sé in tutti i paesi dell’ex cortina di ferro (chi sa sa…). Ovviamente nessuna intenzione di offendere, solo di minacciare. E porca vacca anche stavolta il Prof estrae il coniglio dal cilindro: i raminghi bovini girano i possenti culoni, si scansano dal sentiero e fanno passare i vittoriosi MIB. Miiib… miiib…

Dopo questa botta di adrenalina arrivare a Tolminska Ravne è un attimo, all’appuntamento prestabilito la soddisfazione è palese e il contesto idilliaco.

Dal rifugio siamo scesi di 400 metri, dobbiamo perderne ancora 500, il che avverrà attraverso tecnici e ripidi budelli che tagliano i tornanti asfaltati che gli amici friulani hanno utilizzato per salire. Sassi smossi, tornantini stretti a fondo cieco, tratti attrezzati con cavi d’acciaio. Anche i più bravi e capaci in alcuni punti dovranno scendere dal sellino.

Quando usciamo dal bosco il phon (o sarà il fohn?) che ci accoglie a piena potenza è preludio alla parte più tosta di giornata. Alla fine del giro mancano ancora 800 metri di dislivello positivo.

Per pendente stradina asfaltata dobbiamo arrivare a Cadrg e oltre, ma nonostante il caldo soffocante, la stanchezza montante, la sete costante, ne varrà assolutamente la pena. Una fonte salvifica ci viene in soccorso, arrivare alla sosta senza rendersene conto è ancora più bello.

Cinci vede la Madonna trasformatasi in luppolo.

Sembra di essere fuori dal mondo, ci troviamo invece in un punto cruciale crocevia di intrighi internazionali. La sosta presso la fattoria pri Lovrcu a Cadrg ci permette infatti di mangiare sotto lo stesso porticato dove hanno posato le loro chiappe personaggi di un certo spessore. Quali di questi?
1. La confraternita dei frati “avocali” in missione nel primo dopoguerra
2. Il capo della CIA alla ricerca di prodotti biologici
3. Il Re e la Regina di Svezia in visita ufficiale

Chi indovina vince una vocale… La soluzione dopo le foto.

http://www.prilovrcu.si/it/galerija/incontro-della-regina-di-svezia/
http://www.prilovrcu.si/it/galerija/una-visita-a-cia/

Con la pancia piena, ancora salita fino a fine paese, apriamo il cancelletto e ci rituffiamo dentro il bosco. Ci avanza di sbagliare incrocio e di inerpicarci in un classico sburtan bike per un buon quarto d’ora. Quindi dietrofront, l’alberello sotto al quale anche Cinci sembra voglia mettere radici segna il punto di partenza di una discesa a dir poco spettacolare.

E’ una traccia che scende di 400 metri in abbondanti 3 km, il segmento su Strava è denominato “Freeriders Dream(with a lot of Airtime)”. Ex post sottoscriviamo del tutto l’azzeccata denominazione. Divertimento totale che mette a prova l’abilità di discesa in tutte le sue sfaccettature: roccette, salti, guadi, flow, tratti esposti, serpentine, tornanti a gomito e una compressione da paura… adrenalina allo stato puro! L’occasione per fare foto solo nei pochissimi tratti obbligati a scendere di sella.

Come al solito c’è chi si lancia più allegramente, chi arriva venti minuti prima, chi venti minuti dopo. Sempre però ci si aspetta, come per immortalarci sopra la frana vis a vis sulla Javorca.

A malga Prode abbiamo l’opportunità di rinfrescarci, ancora poco e il rumore della Tolminska ci avverte che stiamo per attraversarla.

Mtbikers vecchio stile, amanti della fatica e dei risultati conquistati con il sudore, mal digeriamo quando ci accorgiamo che per attraversare il fiume dovremo utilizzare un passaggio meccanizzato, una teleferica. La delusione traspare dai nostri volti.

La kurukula finalmente!!!

Siamo sull’altra sponda della Tolminska, per Cinci è veramente tardi. Un impegno inderogabile gli fa salutare la compagnia per lanciarsi a tutta birra verso la sua macchina e quindi a Trieste. Per il rimanente gruppo le sorprese non sono ancora finite.
Imbocchiamo la valle che ci porta in direzione Tolmino, passando per Malga Polog il procedere è piacevole e rilassato, ancora per poco…

In alto a sinistra risulta ben evidente la notevole frana che abbiamo lambito qualche ora prima nella parte superiore.

Dopo quasi 2000 m di dislivello ci attende l’ultima tremenda rampa che ci porterà alla Chiesa di Santo Spirito di Javorca. Eretta durante la prima guerra mondiale, è simbolo di pace e di ricordo dei soldati austroungarici che la combatterono.

In questi luoghi intrisi di ricordi dolorosi siamo fortunati a lottare per altri tipi di battaglie.
Bussola affiancato dal suo mental coach Ucio parte lancia in resta. Basteranno pochi giri di pedivella, la pedalata tonda e continua del Prof si insinua tra i due e si lancia in fuga.
Qualche decina di secondi e la progressiva ed agile cadenza di Icefoot fende l’esterefatto duo e si lancia all’inseguimento.
Bussola sembra cedere ma l’apporto motivazionale di Ucio è di alto livello, così lo stimola:
• “Sapevo che eri una pippa in discesa, ma in salita sei ancora peggio!”
• “Ok, hai una bici di merda, ma mia nonna con la graziella avrebbe pedalato più veloce!”
• “Hai mai provato con il biliardo? Almeno lì lo scassamento di palle avrebbe un senso!”

Niente da fare, il generoso impegno di Ucio non porta ad alcun risultato degno di nota.
Nel frattempo parecchio più in alto gli altri due se le stanno dando di santa ragione. Ai piedi della scalinata il Prof si accontenterà di arrivare prima di Bussola, Icefoot si accontenterà di arrivare prima del Prof.

Ora sì che ci avviamo alla conclusione di questo splendido giro. Ancora qualche chilometro di strada scorrevole ad un ritmo bello sostenuto e Tolmino appare sotto i nostri piedi.
Giusto il tempo di arrivare alle macchine, mettere via le bici, cambiarci, salutarci. Il temporale che scoppia con tuoni e fulmini è come una festa di fuochi d’artificio a suggellare una giornata a dir poco spettacolare!


Total distance: 53.92 km
Max elevation: 1312 m
Total climbing: 2307 m
Total time: 10:54:34
Download file: 2020-08-01-Planina_Razor_Kurukula_Javorca.gpx


Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Google Foto

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Icefoot

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