Mandi Mandi DOIMILEDISENUF

29 dicembre 2019

Ultima domenica dell’anno. Icefoot e Diesel sono in macchina e si stanno dirigendo verso la zona del Collio per una pedalata a cavallo del confine friulansloveno.
Diesel è la tipica nagana triestina, schietta e fumantina. E’ eccitato all’idea di trasferirsi oltre il confine di Duino, la sua indole rissosa è fomentata dal futuro confronto con i bikers marilenghe:

D: “ciò Iazo… prima li imbiavemo e dopo ghe spieghemo perchè…”
I: “stacalmo Jure, ara che gavemo contro anche quel giuda de Spargel mezosangue”
D: “xe vero ciò, el se ga vendù per un piato de frico e bruscandoli!”

Sarà che siamo nel bel mezzo delle feste natalizie, sarà che Ucio e Vaivai si presentano con tripla scorta armata , sarà che i due triestini sono gli unici senza pile, sarà soprattutto che i -3 gradi che anestetizzano Vencò hanno il potere di raffredare i bollenti spiriti… fattostà che l’ascia di guerra viene subito seppellita.

Massimo, Fulvio e Nicola sono i 3 tosti compari che Ucio ha assoldato per questa giornata.
Avendo immaginato la presenza di un più nutrito numero di bikers giuliani, si era premunito a coprirsi le spalle. Non aveva messo in conto però che la maggior parte dei MIB triestini, passando per Barcola la mattina, non avrebbe resistito al tepore del sole dicembrino fermandosi quindi per l’ultima abbronzatura 2019.

M: “Veso vioduut ? E son dome in doi e samein ancje piciui ! Ah ah…”
F: “E les bicicletes ? E an ancjmò chees ca tu scugnis fá fature ! Ué o ridin! Ah ah ah …”
N: “Quant ca iu menarin tal mur spache gjambis si pentaran di sedi vignuts ! Ah ah ah ah ah …”

Al segnale “Vonde monadis!” Ucio mette tutti in riga e si parte con la recondita speranza che le salite arrivino quanto prima, fa un freddo becco! Attraversiamo senza soluzione di continuità distese di campi di vite tra Vencò e Scriò, colpo d’occhio suggestivo per i foresti, croce e delizia per gli autoctoni.

E come promesso all’interno di questo tragitto si trova il famigerato muro “spache giambis”.
Roberto da noto conoscitore dei luoghi aveva consigliato: “da bravi ed esperti sburtanbikers quali siete, appena comincia la salita, scendete di sella e risparmiatevi patimenti”.
Diesel ed Icefoot invece, tipici fruitori della terribile di Prebeneg, rilanciano: uno chiacchierando, l’altro ascoltando, salgono agevolmente in impennata senza sforzo apparente.

Attraversato il confine la traccia in costante salita porta verso il paese di Vrhovlje, tentazioni asfaltifere vengono cassate, altro strappo impegnativo ci fa giungere nei pressi della chiesetta di Sv. Andrej.

Già una volta i MIB solcarono questo luogo provenendo dalla direzione opposta. Oggi però il meteo è spettacolare e la vista aperta permette di spaziare lo sguardo in tutte le direzioni.
Nicola azzarda: “Triestini… guardate laggiù, sembra addirittura di scorgere Miramare!”
Diesel tendente Amplifon capisce fischi per fiaschi, diventa una furia e si scaglia urlando contro il povero malcapitato: “MIAMARECOSSA???”

Ci vuole la saggezza femminile di Daniela (“dai ragazzi, è stato solo un disguido”) e l’ansia opportunistica di Spargel (“dei muli, non ste far i mone, non gavemo gnanche ancora magnado”) per far rasserenare gli animi e firmare un patto di non belligeranza. Ninja Massimo non sembra del tutto convinto…

E’ ora di proseguire, di salire ancora, attraverso una delle strade forestali che portano verso il Korada, che oggi non è la nostra meta. Arrivati al culmine altimetrico di giornata la nostra guida ci guida in una bella discesona più scassata che tecnica, comunque molto divertente. Sbuchiamo nei pressi di un caratteristico abitato disabitato.

Scendendo fino a fondovalle sembra di calarsi all’interno di una cella frigorifera. La repentina perdita di dislivello coincide con la concomitante perdita dell’Ucio furlan. Finito di giocare a nascondino si attraversa il guado e si conquista il paese di Nozno. Andiamo a mangiare? C’è tempo, prenotatato per le 13.30!

Adesso le vigne ce le gustiamo in discesa, lambiamo le località di Hrusevlje e di Neblo, risconfiniamo in Italia nei pressi di Ruttars. Andiamo a mangiare? No, è ancora presto… ma è tempo di un merendino. Ed è anche l’ora che Massimo decide di lasciare la compagnia. Ufficialmente per impegni familiari, in realtà disgustato dal clima di “volemosse bene” che si sta insinuando nell’eterogeneo gruppetto.

Siamo quindi tornati a valle ma il divertimento non è finito. Infatti abbiamo ancora l’opportunità di esplorare il bosco Plessiva: sentierini su e giù, singletrack filanti, la vetta del monte Mò a due passi, la Subida di fronte, l’appetito vien pedalando! E pedalando sconfiniamo per il pranzo, a Trobno ci aspetta una tavola imbandita.

A fine pasto Ucio, degno padrone di casa, si sente in dovere di dire due parole: “Nonostante alcuni attimi di tensione prontamente stemperati sono proprio contento che alla fine la comune passione per la bicicletta abbia unito in maniera piacevole uomini e donne geograficamente così vicini ma talvolta purtroppo così lontani. E tutto questo trova sublimazione davanti a dorati boccali di birra e libagioni abbondanti…”
Icefoot strabuzza gli occhi: “ABBONDANTI??? Jure, imbiavemoli… non ocori spiegarghe perchè!”


Distanza totale: 46.78 km
Altitudine massima: 553 m
Totale salita: 1198 m
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Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Google Foto

2 commenti su “Mandi Mandi DOIMILEDISENUF”

  1. Come al solito, bellissimo, vi aspettiamo questa primavera, con l’ora solare, per un’altro bel giro semi enduristico, se volete qualcosa di più tecnico, superenduristico, si può fare, ma tutti vestiti da Robocop.

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