Giro in Barka

20 ottobre 2019

Attenzione MIB! Dobbiamo trovare la soluzione a 2 problemi:

  1.  Imbastire un itinerario che possa soddisfare i fini palati dei foresti Ucio e Vaivai, senza proporre una solita minestra riscaldata.
  2. Imbastire una tavolata in un posto degno e succulento dove poter brindare a Spargel ed al suo nuovo modellino elettrico.

Per il punto 1 un mix di idee dei neuroni di Icefoot e Medioman portano ad un telepatico accordo sul primo tassello del giro: Skocijanske Jame. Di certo niente di nuovo per i pedalatori triestini, novità invece per i due friulani.
Il classico collegamento delle altane verso Lokev ed il proseguire ad ottimo ritmo verso Matavun servirà a far capire a Cinci che la sua parabola discendente è inevitabilmente iniziata.

Presso le grotte ci fermiamo ad ammirare le meraviglie della natura e l’ingegno dei suoi abitanti.

Sotto di noi scorre il fiume Reka/Timavo, dall’altro lato dello stesso, in posizione nei secoli strategica, si trovano le rovine del castello Skolj.
E’ lì che ora Medioman guida il gruppo in un aggiramento a ferro di cavallo che ci fa attraversare il paese di Brezec e attraverso incursioni nella foresta vergine ci fa approdare alle rovine del castello medioevale. Una visita più approfondita è pregiudicata dallo sbarramento del cancello, facciamo buon viso a cattivo gioco accontentandoci della lettura del cartello.

Contraddicendo il DNA del gruppo, la maggioranza cassa un simpatico taglio per agevole sentiero lungo il fiume, la minoranza perde il ballottaggio per un pugno di voti.
Si arriva quindi a Famlije per comodo sterrato.
Il ponte sul reka Reka ci presenta un corso d’acqua sostanzioso che creerà dei dubbi per decisioni future.

A Skofije la palla passa ad Icefoot, che indica la via per andare a risolvere il punto 2 dell’agenda: Barka e la sua pivovarna ci aspettano.

L’ascesa costante ai 600 metri del paese avviene su bellissima sterrata ombreggiata. Gli stantuffi potenti dei potenti MIB non ne sono intimiditi. Ucio e Spargel provocano, Cinci attacca, Icefoot si attacca, Diesel riflette, Vaivai va, Zar si accoda, Medioman scatta…

Gli ordini di scuderia avrebbero imposto a Diesel un ritorno ai box per le ore 14, ma alchimie tattiche/telefoniche gli permettono di non privarsi della giusta ricompensa.
Cin-cin a Spargel, alla sua nuova Canyon ed al piacere di stare assieme.

Attenzione MIB! Dobbiamo decidere tra 2 alternative:

  1. Salire ad Artvitze, scendere da Artvitze, arrivare a Slope, birra e siesta dalla “sesta”.
  2. Scendere a Podgrad, attraversare la valle dei pomi, affrontare guadi pericolosi.

Il pericolo è il nostro mestiere, come teniamo a bada feroci quattrozampe così affronteremo temerari il flusso delle correnti.

Quindi opzione 2, la valle davanti a noi è pronta ad inghiottirci.

La discesa nel bosco fino all’abitato di Potok-Podgrad è un taglio divertentissimo nuovo per tutti. Terreno compatto sotto foglie autunnali, derapate controllate, velocità sostenuta su curve a raggio progressivo.
Ma che bello! E’ il momento di scaricare le emozioni (o forse le birre e il liquore di terrano?).

E’ sempre un piacere attraversare questa valletta per fortuna misconosciuta. A parte qualche sparuta pozzanghera, d’acqua nemmeno l’ombra. I guadi tutti asciutti fanno scorrere veloci le nostre ruote, ci lustriamo gli occhi entrando nel prato in versione tardo estiva.

Si diffonde la voce che la “sesta” dimori in questo luogo…

Una folla di fans si mette in fila per andare a salutarla. Trattasi però di notizia falsa e tendenziosa…

Cinci va a quindi sfogare la sua delusione solitario e ramingo.

Ma cosa sarebbe un giro in Barka senza effettuare agili e spericolati tuffi?

Quando usciamo da questo posto magico spuntiamo a Naklo. Passiamo davanti all’entrata delle turistiche grotte, come sempre e giustamente molto visitate. Per singletrack, con attenzione e circospezione, arriviamo a Dolnje Lezece.
Sfogliamo la Margherita? Ci sarebbe un’altra Canyon da annaffiare…
Sarà per un’ altra volta!
Si punta al rientro, verso Lokev prima, verso Lipica poi.
Filanti sentierini ci riportano in zona Basovizza, il cross dei diavoli è l’epilogo di un altro tour da incorniciare.


Distanza totale: 53.86 km
Altitudine massima: 632 m
Totale salita: 1057 m
Total time: 06:49:13
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Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Google Foto

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