Mašun e i picchi nascosti

Accompagnati da un clima ottimale, effettueremo oggi un rigenerante giro nella sterminata ampiezza dei boschi del Nevoso.

Partenza da Zagorje e prima fermata turistica alle rovine del castello di Kalc.

Superato l’abitato di Bač ci immettiamo nella lunga sterrata che inizialmente costeggia un’ampia radura adibita a poligono militare. Si sale dolcemente con la vista aperta, si entra nella luminosa foresta, si sbaglia ad un bivio, si riprende la retta via.

L’immutata bellezza di Mašun ci accoglie nel suo splendore.

Siamo nel certificato regno dell’orso…

e della motosega.

La famosa Gostilna è tentatrice, ma dobbiamo proseguire il viaggio come da programma.

Ci immergiamo nelle curatissime forestali in costante ascesa, l’innevato Nevoso ogni tanto fa capolino colorato di bianco.

Dopo un leggero abbassamento di quota nel nodo strategico di Grda Draga, l’ultimo strappo ci conduce alla meritata sosta nello snodo di Sviščaki, punto di partenza classico per la “normale” a piedi verso la cima dello Snežnik. O per sosta al rifugio a godere di prelibatezze.

Rispetto le ultime volte l’offerta di cibarie è notevolmente aumentata, tutto di alta qualità e porzioni abbondanti. Se ci tenete alla linea non ordinate pasticcio…

L’atmosfera è così rilassante che quasi non ci accorgiamo delle due ore di sosta. Ma tanto dopo è tutta discesa! Più o meno.

Ripartiamo su asfalto ma dura ben poco. Ci reimmergiamo nelle sterrate del bosco puntando ai programmati “points of interest”.

Si scende e si sale.

Ci lasciamo tentare da un affabulatore in uno “fake point”.

Ma non ci lasciamo sfuggire il “grande picco di Milanja”.

Con il Nanos e la Vremščica di qua.

E l’Učka e Cherso di là.

Un mini trail ci riporta sulla sterrata principale che passa a fianco dell’enorme antenna di 85 metri da noi regolarmente certificata.

Altra deviazione, ad attenderci c’è il “picco di Malinka”. Come consuetudine, attendiamo l’arrivo del “pacco di mal’anca”.

Quattro “frecce” studiano l’orizzonte, inconsapevoli bersagli nel mirino di una “freccetta”.

Un gustoso singletrail scivola verso valle, un grosso vermicello salva una fastidiosa foratura.

Stiamo giungendo alla conclusione di una giornata veramente appagante. Veloci sterrate ci riportano verso il punto di partenza, un bagno nell’erba conclude l’ennesima avventura a due passi da casa.


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