In salita e in discesa, in bici e non solo...

Monte Craguenza e i sentieri della NBA
Ispirato dal sito della Natisone Bike Arena copio (e studio) la traccia xc#6 che parte dal comune di Pulfero. La propongo ai soliti compagni di pedalata che me la rubano e si organizzano per farla al sabato.
Io solo domenica riesco quindi, solo, domenica esco.
Da Pulfero a Goregnavas passando per Erbezzo e Zapatocco è una bellissima salita asfaltata: all’ombra, senza muri impossibili, esente traffico. Poi si devia nel bosco, con leggero saliscendi e suggestivo punto panoramico.

Ai tre desaparecidos del giorno prima questo tratto che porta a Montefosca è piaciuto così tanto che se lo sono fatto avanti e indietro più volte. Io proseguo lineare.
Nei pressi di una sella finisce la bitumara salita per inserirsi in una sterrata che corre sotto le pendici del monte Ioanaz. Per invitante sentiero si arriva alla cima Uorsic , breve singletrack in discesa prima dello rigenerante sburtanbike che fa approdare nella fantastica piana del monte Craguenza.

I merenderos del sabato sono troppo stanchi per la piccola deviazione che li avrebbe portati alla panoramica cima e al libro di vetta. Spetta al MIB della domenica porvi rimedio.

La vista a 360° spazia dalla pianura friulana alle Alpi Giulie, dalla cresta dello Stol al Matajur, luogo di scorribande con gli sci di circa un mesetto fa.


La prativa discesa panoramica dà un effetto rigenerante di libertà. Non si incontra anima viva ma ti fa sentire vivo. Scoprire più tardi che su tanta bellezza è in atto un progetto di parco eolico…


La sterzata a sinistra in fondo al pendio conduce all’avvio della sessione tecnica della giornata. Attraversato l’abitato di Coceanzi la visita al castagno monumentale di Pegliano è un obbligo irrinunciabile.
Di sabato…

… e di domenica.

Più di trecento anni portati con naturalezza.

Ed in questo punto le strade virtuali dei due giri si dividono. Il terzetto segue la traccia disegnata e va ad imboccare il trail “Husku” che li riporta a valle e quindi alla fine del tour.
Il mio progetto oggi è diverso. Proseguo per qualche centinaio di metri fino alla partenza della discesa denominata “Alpini”.

Classificato di livello intermedio è un trail scorrevole e naturale che non presenta particolari difficoltà. La presenza di sassi e radici potrebbero mettere a dura prova solo in caso di terreno bagnato. Che non è la situazione odierna dove le ruote scavalcano e scorrono senza nessuna problema.
Giunti alla fine si scende lungo una pista forestale sino all’imbocco della prosecuzione naturale della traccia precedente: il “Guba basso”.

Molto divertente, facile, con continui cambi di pendenza e curve in successione. Il paese di Lasiz è il punto di arrivo.
Pulfero tentatrice è dietro l’angolo, ma oggi Big Ben non ha detto ancora stop. L’assenza di zavorra è uno stimolo, decido di puntare le ruote nuovamente verso l’alto. Per strada arrivo a Tarcetta e salgo verso Antro.
Arrivo nuovamente a Coceanzi stavolta dal basso, per fare “Husku” potrebbe anche bastare. Ma “zacheson”…
L’ultimo sforzo prevede ulteriori 200 metri di dislivello positivo per giungere a 200 metri in linea retta sotto la cima del Craguenza. Ad attendermi c’è la partenza di “Supertramp”.

Lungo, scorrevole, tutto su terra, per amanti del total flow. Quindi non il mio preferito ma comunque molto piacevole da guidare. Le uniche tecnicità sono negli attraversamenti della forestale di risalita.
E dove finisce uno, comincia l’altro: “Husku”.

E’ il più lungo di tutti, con qualche pietra che lo rende leggermente croccante ma nel complesso sempre facile. Bello da fare tutto d’un fiato e sempre intuitivo da seguire.
L’arrivo a valle stavolta segna anche la fine del mio giro. Giornata perfetta da tutti i punti di vista. E complimenti a chi cura questi tracciati tenuti in maniera esemplare senza alcun tipo di intoppo.
