In salita e in discesa, in bici e non solo...

Adrenalina in Val Resia
Icefoot prepara un tracciato in Val Resia ispirandosi ad un giro di Nicola, amico di Ucio. E se il primo porta la traccia, Ucio porta direttamente Nicola, “di persona personalmente”.
Loden trasecola quando si rende conto di essere nuovamente sulla salita di sella Sagata. Ma non s’agita, con sagacia segue il susseguirsi di selle di siffatta saga.
Odermat invece si agita. Per la fame, per la motoretta scarica, perchè sta per fare buio.
Giunti all’oasi del benessere, la già conosciuta bellezza del luogo ricarica energie fisiche e mentali.


Quando si ricomincia a muovere le gambe la strada s’impenna decisamente.

Anche se la vista che alternativamente si apre sulle valli dirimpettaie aiuta a lenire la fatica.

E mentre i saggi studiano…

… i panchinari si accomodano.

Tra colle Curnic e la cima Tanacope finiscono i primi 800 metri di dislivello positivo. La brigata indossa gli armamenti ed è pronta ad affrontare la prima discesa, il Lux Trail.


Che poi, all’inizio, discesa per modo di dire. Lunghi rilanci prima di cominciare a perdere quota più decisamente lungo una linea esile, a tratti esposta, con anomalo foliage autunnale e repentini cambi di direzione. Cinci soffre a destra, Vaivai soffre in mezzo, Odermat soffre la fame.

Si prosegue in un flow spettacolare con terra prevalente, fino a giungere ad uno snodo dirimente. La “local legend” ci consiglia la salita alla cima Tulsti, considerata un’opzione che diventa certezza. Nonostante il traffico in tangenziale.

Lo sburtanbike è tosto ma assolutamente meritevole per il risultato.


Dopo un pasto frugale siamo pronti a ripartire. Il tratto dalla cima si rivelerà uno dei più belli da guidare. Seguono parti sinuose alternate a sottili linee oblique. Ogni tanto sosta per ricompattare il gruppo.

Il Lux Trail termina sulla forestale già percorsa per raggiungere sella Sagata. Per Vaivai l’avventura finisce qui e convince un tutt’altro che recalcitrante Spargel a scendere a valle per andarsi a strafogare di birra.
Nicola guida i rimanenti bikers verso nuove emozionanti avventure.
Pedalando a ritroso la Val Resia lungo una bella forestale, attraversiamo in saliscendi una serie di stalli: lo Scia, il Rastie, il Pischiuarch, l’Odermat. Quest’ultimo è quello che ci farà perdere più tempo.

Nei pressi del Monte Plagna si scollina definitivamente fino ad imboccare un vivace singletrack che ci fa giungere agli stavoli Ruschis. Cassato lo Staulizze con cognizione di causa, non ci resta che affrontare la parte più croccante di tutta la giornata.
Il DH San Giorgio è un sentiero totalmente roccioso che arriva nel paesino omonimo. Gradoni importanti con curve secche, rocce affioranti con canalette, balze rocciose “ociodesoto”, ponticelli in legno più o meno stabili.
Nicola lo conosce molto bene e si pone in testa al gruppo. Icefoot si piazza dietro con l’idea di non mollarlo. Ucio terzo con l’idea di superarlo. E mentre Odermat procede guardingo facendo da tappo a Loden, Cinci adotta la tecnica della silvoterapia: se non puoi schivare un albero almeno abbraccialo.
Dopo essere scesi tutti dal sellino nei pressi del passaggio impossibile (la leggenda narra che solo un 78enne di Muzzana del Turgnano riesca a passarlo indenne), si giunge ad un altro punto cruciale.
Pochi metri davanti a sè Icefoot vede Nicola sparire dall’orizzonte come inghiottito da una fessura carsica. La balza rocciosa è scoscesa e verticale, non c’è tempo per pensare, bisogna lasciarsi andare. L’adrenalina positiva che segue si mescola all’ansia quando dietro a lui, Klaus “Ucio” Dibiasi rallenta troppo e si cimenta in un carpiato dalle conseguenze per fortuna non troppo letali.
Con qualche ammaccatura ed escoriazione come trofeo possiamo dirigerci serenamente verso la fine del giro.

Un tratto del sentiero Ta Lipa Pot è l’ultima divertente scorribanda che ci fionda nel punto dove abbiamo parcheggiato le macchine.
La Trattoria all’Arrivo di Stolvizza è la ciliegina sulla torta di una spettacolare gita intensa e impegnativa, resa ideale da un clima perfetto, da una guida esperta ed efficiente, da una combriccola come sempre ben affiatata.
