In salita e in discesa, in bici e non solo...

Un angolo giro di meraviglia
Giro tondo, andata ritorno, senso antiorario.
In cima, 360° di stupendore (stupendo splendore).
Il Monte Cocco dei Carnici, sconosciuto ai Triestini.
Monte Neddis…più vicino, più gusto.
Antefatto
Partenza serale il venerdì, cena a Paluzza, pernottamento allo chalet Nissan.
Confort limitato, ma vista sul Castello Valdajer.

Svolgimento
7.30 già operativi. Nessuno in vista.

Salita solitaria. Silenzio assoluto.

Linea chiara, linea dritta, Cai 404 docet.

Pendenza costante, neve quasi perfetta, Prof felice.

E’ a quota 1.990 che il Neddis ci parla….”Godete di questa cima“.
E noi godiamo…..di un carosello di vette, vicine e lontane.

Ma il panettone è già finito? Fatto un Neddis, ne vogliamo mangiare un altro….

Non ci resta che proseguire, verso voluttuose sfumature…

…crostolosi sali-scendi…

…superando, quasi in volo, lunari versanti…

…puntanto sempre più in altoooo…

Concludendo…concludendo…sul monte Dimon ( 2.043 m), dove due “tutine” ci hanno già preceduto.

Dietro di noi, gli altri….ma anche 360° di meraviglia.

Epilogo
Girati i tacchi, e gli attacchi, si volge al ritorno.

Curva dopo curva, dal firn si passa alla pappa. Alle 10.30 del mattino, suona la mezzanotte e il sogno svanisce, come neve al sole.
Corriamo a più non posso, rincorrendo la sciata perfetta, ma ci smarriamo nel bosco, con gli sci in mano, sprofondando nell’acqua.
Gita bagnata, gita comunque fortunata. Un Neddis da ricordare e da rifare.
