Mare dentro, mare fuori

Mare dentro

Dopo lungo corteggiamento e insistite pressioni, i Capitani di FREGATA Spargel, Ucio e Vaivai riescono a convincere i Tenenti di Vascello Prof ed Esperanta e gli aspiranti mozzi Cinci, Bussola e Icefoot ad intraprendere la fantomatica gita in kayak sponsorizzata da anni.

Rapporto di confidenza con l’acqua dei novellini:

  • Cinci: egregio. Esperto fruitore delle acque di Lussino e del golfo di Trieste nonché vorace predatore dei suoi abitanti.
  • Bussola: notevole. Ha attraversato a nuoto tutte le isole della Grecia.
  • Icefoot: buono. Preferisce quella naturale rispetto a quella gasata, soprattutto al mare.

Gli imprenditori friulani sono proprietari del famoso marchio “Poltrone & Kayak” noto per la lungimirante promozione “ogni cinque divani acquistati un kayak in regalo!”.
Le troppo ottimistiche previsioni hanno riempito i magazzini di imbarcazioni che possono coprire i fabbisogni di ogni MIB terracqueo per le prossime dieci generazioni.

Tra Fossalon e Grado quindi va in scena la “premiere”, con fondamentali attività di complemento.

Sabato 22 giugno il trio maledetto organizza la replica. Solo con il senno di poi Icefoot intuirà come mai era stato l’unico boccalone ad abboccare all’amo. Spiegandosi di conseguenza perchè…:

  • …Prof ed Esperanta siano scappati nell’isola più lontana dei cinque continenti.
  • …Bussola si sia rifugiato nella vicina penisola istriana.
  • …Cinci abbia organizzato un auto “qui pro quo” pur di non salire a bordo.

Osmer recitava: “brezza sostenuta sulla costa”. Che vuol dire:

  • Mare leggermente ondulato e quindi massimo divertimento per Spargel.
  • Mare ondulato, ed era meglio se non lo fosse stato, per Ucio e Vaivai.
  • Montagne russe, come i peggiori “brucomela” nelle giostre di periferia, per Icefoot.
Mare in burrasca

Mal di mare e pagaiare nella jota, cosa volere di più?
Non tutti i mali però vengono per nuocere.
Infatti, grazie a Cinci “bicidrone”, abbiamo la documentazione della traversata del trio tricolore nel mare caffellatte. Dal Villaggio del Pescatore fino a Canovella dè Zoppoli dalle privilegiate postazioni sulla costiera triestina.

Ed inoltre, in caso di eventuale rigurgito in mare, non c’è da imbarazzarsi per l’alterazione pigmentosa dello stesso.
Con calmetta quindi, grazie al kayak rosso, si arriva a destinazione. Accolti da un aumentato comitato d’accoglienza.

A godere infatti dei tagliolini alla pescatora nel locale Chiringuito si aggiunge, oltre che ovviamente a Cinci, l’austrotriestina Ingrid, da lui ivi conosciuta e ben lieta di ascoltare le storie di vecchi lupi di mare.
Le birre, il luogo, la compagnia, l’Austria, fanno quasi dimenticare che bisogna anche tornare indietro.
Icefoot propone uno scambio a Cinci che inspiegabilmente non accetta. L’endurista prestato alla pagaia, sornione, se la ride.

Il ritorno con il mare leggermente più calmo e anche in certi tratti più pulito sembra andare meglio. Grazie al più giovane dei quattro il ritmo è da gita INPS.

Il tratto tra la baia di Sistiana e quella di Duino è il famoso segmento delle Bermude. Il mare si ingrossa e fa ballare nuovamente. Anche Vaivai va in crisi, il naufragio sulla spiaggetta del Castello diventa un dolce miraggio.

L’arrivo è veramente dietro l’angolo, poco oltre la Dama Bianca.
L’esperienza è stata molto utile per capire i propri limiti e le proprie predisposizioni.
Immaginarla con una distesa limpida e TOTALMENTE piatta dà lo stimolo per un giorno riprovarci.
E intanto l’indomani ci sarà l’occasione per un’altra giornata al mare, potrà esserci anche burrasca, la terra rimarrà comunque saldamente sotto i nostri piedi.

Mare fuori

Ci è giunta voce, che in un campeggio istriano vicino, alloggi un cadorino, con innumerevoli casse di vivace vino. Formazione a cinque, andiamo a controllare!
Anche oggi il mare è costante presenza, contorno di una affascinante gita domenicale a due passi da casa.
Il tratto che su costa congiunge Strugnano a Pirano è spettacolare.

Prima sterrato fino a Fiesso e poi lungo costa salendo il promontorio.

Pirano val bene una messa, tornarci ha sempre il suo perchè. Turisti non mancano e anche noi oggi ci sentiamo tali.

Greetings from Pirano.

E’ ora di rimontare in sella, laggiù in fondo Punta Salvore ci aspetta.

I percorsi ciclabili sloveni ci stupiscono ogni volta di più. Attraversiamo Portorose, ci infiliamo nel campeggio, pausa caffè al bar “minestrina”, sfruttiamo la passerella in legno delle saline di Sicciole.
Lungo la Parenzana raggiungiamo il confine con la Croazia, traffico auto scorrevole, risaliamo lo sterrato lungo la costa opposta.

Abbandoniamo il sedime dell’ex ferrovia all’intersezione con Kanegra. Che cercheremo di raggiungere al ritorno…
Continuiamo invece per sterrato segnalato verso Monte Rosso, saliscendi scorrevole. Un po’ di orientamento, un po’ di intuito. Verso l’ora di pranzo conquistiamo il porticciolo di Salvore.

Fiumi di Prosecco ghiacciato ci attendono. Non ci resta che stanare Odermat e famiglia rinchiusi nella fortezza del campeggio. Il faro ci indica la via.

E così come avevamo facilmente immaginato, ecco le condizioni in cui troviamo l’ex membro attivo dei MIB:

  • spaparanzato sul lettino da mare con un occhio chiuso e l’altro semiaperto.
  • nella mano destra una bottiglia di Prosecco semivuota.
  • nella mano sinistra un cartone di Tavernello vuoto.

La Odermat’s wife minimizza: “non c’è da preoccuparsi… siamo veneti”.
Birra, calamari, bagno, nuoto, doccia, roulotte, dolcetto, Prosecco, caffè.

Ciao ciao famiglia Odermat, è stato un piacere passare un po’ di tempo assieme!
Noi dobbiamo tornare indietro.
Il percorso che faremo è praticamente lo stesso dell’andata. Optiamo solo per una deviazione verso Kanegra per poi risalire verso la Parenzana.
La discesa è bella, veloce e un po’ scassata. Alla fine della stessa però rimaniamo fregati.
Una rete di recinzione delimita il campo FKK. Ci sarebbe anche la maniera di oltrepassarla, ma proseguendo solo attraverso sguardi di disapprovazione verso cinque pesci fuor d’acqua.
Siamo quasi tentati, pur di non fare la salita a ritroso. Ma un evidente cartello ci fa fare dietrofront senza più nessun indugio:
“KOSTUMEN UND SELLINEN VERBOTEN!”




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