In salita e in discesa, in bici e non solo...

Nuove esperienze in zona Vremščica
Adocchiate da tanto tempo, oggi è l’occasione giusta per andare a scoprire nuove tracce che erano rimaste in naftalina. Come resistere alla tentazione di una partenza da Divača andando incontro a bora sferzante e temperatura tendente allo zero?
Detto fatto! Gennaio è tempo di neve e di avventura.

Per raggiungere le disabitate strutture dell’Auremiano affronteremo nei tratti più esposti una lotta impari con il vento, ma il ricordo di mitici “longlife” ci permette di non cedere e di goderci lo spettacolo della galaverna.

Evitiamo la salita alla cima rimanendo sul pianoro in parte ghiacciato fino a raggiungere l’imbocco della discesa nel bosco.

Non tecnica, ma divertente per gli ostacoli del terreno che insidioso testa le nostre doti di equilibrismo.
Giunti al versante verso Volče la deserta strada in direzione di Pivka offre scorci spettacolari verso sud.

Strada che ben presto lasciamo per infilarci nel bosco, pedalando a monte della ferrovia, per raggiungere con nuovi tagli la base dell’Osojniča.

E che bello! Senza troppo sforzo di ricerca, cartellini indicatori ci segnalano la retta via. Anche stavolta Trailforks si è rivelato molto utile al nostro scopo.

Siamo all’imbocco di Kalanska, il primo trail in ordine di discesa. La nostra atavica curiosità ci porta però a risalire come salmoni la traccia che giunge dalla nostra sinistra.

Un pre-Kalanska che sale molto in alto, forse fino alla cima dell’Osojniča, che ci riserviamo di scoprire in una prossima esplorazione. Le bozze del progetto sono già pronte.

Il tratto della prima discesa è tutto sommato breve e ci accorgiamo che ci sono due versioni: la diretta e la flow. In due le proviamo entrambe, Bussola anca-no, Odermat immortala l’uscita.

Il secondo tracciato, subito dopo il ponte della ferrovia, è denominato Potočin. Partenza col salto e via con ritmo e velocità in un divertentissimo e filante trail ottimamente costruito.

Missione compiuta, ci siamo regalati delle nuove emozioni e preparati il terreno per future escursioni. Non ci resta che prendere la via del ritorno. Che inevitabilmente ci porterà ad una fermata da “tetedelegno”.

Brindiamo alla squisitezza delle “domace” leccornie e alla gentilezza dell’accogliente gestore.

Bussola non fa affidamento ad Icefoot e alla sua decennale esperienza di solette riscaldanti. L’improvvisazione porta a scarsi risultati.

Temevamo la ripartenza in salita, ma un nuovo approccio verso il mai esplorato passaggio attraverso Čepno ce la rende più digeribile. Una moderna stazione ferroviaria immersa nel nulla risulta estremamente affascinante.

Con il sottopasso perfettamente agibile ai più svariati mezzi di locomozione.

Risaliamo per sterrati fino a sbucare sulla strada asfaltata che seguiremo fino a raggiungere la discesa del vagone ferroviario. Scoperta tanti anni prima in una “Diversa Vremšĉica” https://mib-trieste.it/2017/07/diversa-vremscica/
Siamo all’ultimo step, le nostre ruote mangiano avidamente il terreno nel segmento Mangiafuoco. Arriviamo nei pressi dell’aeroporto in un battito di ciglia, un saluto senza sosta a Margherita e mettiamo in archivio un’altra prolifica avventura.
