In salita e in discesa, in bici e non solo...

Nomadi in Normandia
Cicloturistica lungo la pista Eurovelo 4
tra storia normanna antica e moderna
Preambolo
La Francia? Non conosco bene la Francia….
Cosa dici? Un tour in Normandia?
Ma dove, esattamente?

La terra degli Impressionisti? Quella dalle immense distese di sabbia?

Dove la marea ha escursioni pazzesche?

E il tempo? Dicono che faccia schifo….

Mai hai idea, più o meno, di come muoverci?

Facile dire ‘su due ruote’…..ma il bagaglio, come lo porti?

Lievitazione dell’idea
Esperanta sa come mettermi pressione. Tutto quello che propone mi sembra abbia una logistica complicata. Entro subito nel pallone…..

Non basta avere una borsetta sotto al culo e dire “viaggiamo leggeri“; la realtà è ben più scomoda.

In un mondo ideale, vai alla stazione di Hogwarts, prendi un binario qualsiasi e porti tutto quello che vuoi…..

Nel mondo reale, invece….Due bici, ma dove le metti?

Le regole della logistica sono severissime….e sei costantemente sotto controllo.

PS: foto mancante della bombola di gas scoperta ai raggi X nel bagaglio da stiva, con sputtanata pubblica al megafono e blocco di tutto l’imbarco.
In viaggio sul sellino
Ammetto che già prima di partire, sento un ingiustificato freddo influsso maligno.

Ma che importa…La dolce metà è felice…

Affidiamo il nostro girovagare alla solita famosa guida cartacea e andiamo alla ricerca dei primi borghi medioevali.

Incominciamo a conoscere le città-stampino (tutte con baia, insenatura, porto e pescherecci, chiesetta con ex-voto in cima alla bianca scogliera).

Nei secoli, il legame con il mare ha plasmato vita, morte e arte.


Quando ci allontaniamo dal mare, verso distese agricole infinite, vaghiamo da isola a isola.

Per non perdere la rotta in mezzo a questi spazi infiniti, devi affidarti a percorsi conosciuti.

Intermezzo – Quesito della Susi: da che parte soffia il vento atlantico? E in che direzione pedalano i nostri eroi, dal primo all’ultimo giorno? (*)

Terra di francesi, questa…o di normanni? Di sicuro, con la doppia personalità….

Sempre e ovunque amanti del bello…


Ma ammettiamolo: certe forme e certi colori ci hanno insospettito…

Qui la Natura ancora comanda. Acqua è vita…

…ma anche lavatrice.

E dire che ho fatto tutti gli scongiuri e toccato tutto quello che c’era da toccare.

Terra turistica, la Normandia. La “seconda casa” regna sovrana. Ma sempre in tinta.


E il turista “vaga”, vagabondo e nomade, alla ricerca dei selfie.

Terra sicura, la Normandia? Chi-pol-dir…..di sicuro, l’economia gira….

…e gira…

…e non ha paura del futuro.

E’ una Terra piena di risorse naturali…

…e artificiali…

…Che guarda avanti…

…ma alla giusta velocità…

…senza dimenticare il passato…

…e chi la ha servita.

Io: “Esperanta, da che parte giro?“
Lei: “Segui il profumo del fornoooo……”. Facile.

La vita del nomade a due ruote ruota attorno a poche certezze. Panza piena e un telo dove recuperare le forze.

Passano i giorni, ma la storia e la bellezza rimangono sempre lì….

…cultura compresa.

Intermezzo – Secondo quesito della Susi: cosa fanno tre palle mediche che pedalano attorno ad un ombrellone? (**)

Che si salpi via mare…

…o via cielo…

…la Normandia è terra di conquista. Lo sanno anche i gabbiani.

Per onorare chi la ha liberata dagli invasori, cambiando la storia dell’Europa intera, non va per il sottile…




Avendo provato due bagni di mare, manca ora il bagno di folla. La vacanza giunge al termine, e si punta verso il kitch. Ma che bello, anche il kitch.

Chi decide di godersi la bellezza con un caffè…

…chi di arrivarci con le proprie gambe.

E quante gambe !!!!


Il bello della vacanza è che droga le sensazioni. E dopo i momenti sù…

…invevitabilmente, arrivano anche i momenti giù.

Dal rientro non si scappa. Il trucco è renderlo momento importante del viaggio e…

…se possibile, allungarlo sempre più.

Fatta la Normandia, si prosegue in Slovenia…

…ma con i ricordi nel cuore.

Logistica meccanica
Non banale portarsi due bici al seguito. Servono due scatoloni da tagliare e adattare, una adeguata miniaturizzazione degli ingombri…

…e la ricerca via Google Map della più vicina officina meccanica dove chiedere il deposito degli involucri per i 10 giorni necessari.
Ma non sempre tutto è programmabile. Scoprire che la pioggia rammolisce il cartone è cosa a cui si pensa solo quando succede.

Il buon viaggiatore sa essere barbone…

…e poco attaccato ai beni materiali, anche se costano fatica, quando tutto finisce.

L’importante è sentirsi leggeri, in attesa di un nuovo viaggio.

Info e notizie utili
Quasi tutto il giro segue la tratta dell’Eurovelo 4. Abbiamo percorso un breve tratto della Ciclovia del Lino. Tutta la Normandia si presta alla bicicletta, con una ragnatela di stradine in aree agricole e piste ciclabili sicure nelle città.
Percorso totale di circa 450 km, poi allungato a 530 km con i tratti cittadini e in Slovenia.
Volo da Lubiana a Parigi Orly. Flixbus fino a Rouen. Treno fino a Dieppe.
Ulteriori tappe: Pourville-sur-mer, Saint-Valery-en-Caux, Veulettes-sur-mer, Fécamp, Etretat, Le Havre, Honfleur, Trouville-sur-Mer, Deauville, Caen, Bayeux, Omaha Beach, Saint-Lò, Pontorson, Mont-Saint-Michel, Granville (in colore MIB quelle da non perdere).
Usato il treno in tratte intermedie e per il ritorno a Rouen, per i successivi Flixbus e aereo.
Da Brnik (SLO), pedalato fino a Lubiana, e rientro con treno fino a Divacia.
I treni francesi sono pessimi. Pochi posti bici (max 3), non su tutti i treni, e nel periodo estivo su alcune tratte serve la prenotazione on-line. Almeno le bici viaggiano gratis.
Sante “boulangerie” (panetterie): il buon profumo da forno ancora esiste. Dolce e salato a prezzi onesti per sopravvivere alla scarsa cucina francese.
I campeggi, meglio se comunali, praticano sconti a ciclisti e camminatori. Costo a persona di 9 euro al giorno.
Soluzioni enigmistiche
Quesito della Susi (*). Il percorso da noi scelto è da est verso ovest. L’immagine sottostante riporta invece la direzione del vento sette giorni su sette….

Secondo quesito della Susi (**). Macchina con palle mediche, pedali e ombrello presso la Casa Museo dedicata ad Erik Satie a Honfleur:
“Questa macchina rappresenta il desiderio di Satie di creare una musica che fosse al tempo stesso funzionale e poetica, capace di muoversi e di proteggere. La macchina a pedali richiama l’idea di un mezzo di trasporto personale, mentre l’ombrello evoca l’immagine di un rifugio e di una protezione dalla realtà. Questi oggetti, presi singolarmente o insieme, rappresentano l’idea di un viaggio interiore e di una ricerca di significato attraverso la musica.” – cit. IA Gemini 2.5 – Google
Foto, tracce per tappa e indicazioni su richiesta.
