In salita e in discesa, in bici e non solo...

Utile e dilettevole
Dopo molti anni i MIB tornano sul Veliki Razbor nel comprensorio del Monte Nevoso, formazione variata ma non avariata. Anzi, proprio oggi fa il suo debutto in gruppo una forza fresca, Mattia. Del quale sfrutteremo subito l’orologio tracciante.
Il Veliki Razbor, con i chilometri e il dislivello per raggiungerlo, rappresenta l’utile. Le discese di Crne Njive, con alcune gustose novità, saranno il dilettevole.
Partenza da Ilirska Bistrica, 10 km di pianura tra sterrate e strade secondarie fino a Zabice. Dopodichè 15 km di salita morbida e costante che si innalza senza soluzione di continuità su ampio e compatto sterrato.

E che il Prof definisce: “la salita più noiosa che abbia mai fatto!”.
Icefoot, creatore della traccia, non gradisce l’attacco frontale del collega. Abbozza, fa buon viso a cattivo gioco, inter ipsum et ipsum lancia l’anatema: “che ti si potesse rompere la molla del cricchetto della ruota libera seduta stante o comunque entro le prossime due ore!”.
La deviazione sulla cimetta del Goljak cade a fagiolo.


La vista è ampia, sconfinata, non del tutto limpida.

Un bel venticello accarezza sguardi fieri e rilassati.

E’ ora di ripartire. Tutti… meno uno.

CRICK! CROCK! SDENG! BADABAM!… “Così impari a criticare la traccia!”.
Ruota libera kaputt, ma non il Prof. Il Gran Maestro trova ovviamente la maniera di risolvere la situazione e di continuare il giro (e menomale).
Anche perchè il Veliki Razbor ci aspetta.


Ritornati dalla cima conquistata a piedi, scivoliamo in discesa fino ad Okroglina e poi per asfalto fino all’imbocco del primo trail che darà l’inizio alla seconda fase. E’ giunta l’ora di indossare le protezioni.

Corriamo veloci mantenendo l’equilibrio sullo Stanga, acceleriamo concentrati sul Polzek, sculettiamo felici sul Kozlek. Che divertimento!
Seguiamo la traccia preparata a tavolino fino ad imboccare un trail per noi inedito, il Bandarija. Bella la prima parte, rocciosa e tecnica. Una piccola parabolica e poi da pedalare nel bosco. Probabilmente il meno esaltante tra quelli fatti.
Interessante però come collegamento alla successiva serie di discese. Saltiamo Masterchef e puntiamo su Borovci.

Traccia flow con salti e paraboliche molto veloce e divertente. Ognuno danza come sa, i sorrisi dietro gli integrali evidenziano felicità.
Bussola scalpita e racconta eccitato la sua esperienza: “giuro che non volevo, ho preso un salto troppo veloce, mi ha sparato in aria, ho anche girato il manubrio, sono atterrato incolume…non so come ho fatto!”.
Nessuno ovviamente gli crede, almeno fino a quando una fototrappola conferma incredibilmente il suo racconto…

Ci meritiamo tutti un giro di birre e radler prima del gran finale.
Altro trail da battezzare, il Kwaza. Raggiungere il punto di partenza non è proprio agevole, solo Vaivai si macina tranquillamente l’impervia salita con la sua nuova Rolls mentre chiacchiera amabilmente al telefono con le amiche del circolo del bridge.
Dopo aver rifiatato siamo pronti a tuffarci in questa nuova incognita.

Curve strette, rocciose e ripide nella prima parte. Compressioni toste e insidiose nella seconda, la fatica della salita viene ampiamente ripagata.
Alto godimento che trova sublimazione nell’ultimo e definitivo trail, forse il più divertente, ovvero il Francka. Curve strette, compressioni, scelte di linee che lo rendono ritmico, modello videogioco.
Alla fine della fiera tutti estremamente soddisfatti: terreno ideale, bikers senza graffi, solo una ruota libera da sistemare, anzi, già sistemata.
Utile, dilettevole, non ci resta che finire con l’imprescindibile.

