Ritorno a Silentabor

L’affascinante mondo dei Brkini è una certezza che non delude mai. Che lo si sia calcato già più volte o che lo si scopra per la prima. Come accade oggi a tre cavalli di razza: Prof, Odermat e Zar.

Ebbene sì, finalmente lo Zar è tornato. Più di un anno in naftalina lo ha reso ancora più forte, determinato, ansioso di ricominciare.

Pronti a prendere il volo dove un volo vide il suo tragico epilogo.

Ricordi di guerre passate, ammonimenti tendenti all’oblio in epoca di nuove turbolenze.

Ma noi ci facciamo trasportare: dalla pace dei boschi, dai luoghi isolati, dallo scorrere dell’acqua che costantemente ci accompagna.

Risaliamo contrari al torrente Suhorica e ci infiliamo nella valle del Postrev. Posti bucolici, crampi famelici. Che sono quelli che attanagliano Cinci, convinto di mangiare trote alle ore 13 quando il programma recitava chiaramente “tettedilegno alle 15.42”.

Nei pressi del mulino Novak avremmo dovuto attraversare il fiume, ma il ponte distrutto e l’alta marea non ci permettono di cambiare versante. Ci concediamo un pò di relax prima di cercare soluzioni alternative.

Che non fatichiamo a scoprire prima di affrontare l’affascinante innalzamento di livello verso Podtabor.

Nei pressi delle pozze del rio Podstenjsek il Prof utilizza l’arte zen dell’assorbimento: se hai sete e non hai acqua in borraccia, assimila per osmosi.

Praticamente come aveva fatto poco prima Cinci: se hai fame e non hai pane in saccoccia, guarda gli altri che mangiano e assimila per osmosi.

Arrivati a Podtabor non ci resta che intraprendere la lunga strada sterrata che in leggera ma costante ascesa ci porterà alla meta di giornata.

Raggiunta la punta estrema e più alta godiamo il panorama che questo splendido inizio di primavera ci sta regalando. Con uno sguardo abbracciamo il percorso fatto e quello che ci resta da fare.

Un ultimo saluto al cocuzzolo appena abbandonato lungo impervia via tecnica, prima di catapultarci a valle verso il meritato ristoro.

La Gostilna di Gornja Kosana è per i MIB assoluta garanzia di buon cibo, gentile accoglienza e rilassante tranquillità.

Il punto di fine giro non è distante, poco oltre le colline da scavallare. Ci concediamo la chicca di un taglio non ancora sperimentato verso Stara Susica. Risaliamo con pancia piena e gambe molli, pronti a sfidarci nella discesa finale che ci porta verso Buje e quindi alle macchine.

Classifica finale:

Medaglia d’oro: Zar

Medaglia d’argento: Icefoot

Medaglia di bronzo: Cinci

Medaglia di legno: Ucio

Ucio soddisfatto stringe forte la sua medaglia

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