Dobratsch, ma soprattutto do gamb…

… assolutamente necessarie per raggiungere la panoramica vetta.

Partendo dalla base di Heiligengeist, 1300 metri più sotto.

In un contesto di ex comprensorio sciistico riconvertito “impianti free”.

Dove non c’è il rischio di sovraffollamento, perlomeno fino a Rosstratte.

Da dove parte l’ultimo strappo per i 2166 metri del Dobratsch Gipfel.

Neve più che a sufficienza, vista a perdita d’occhio.

Stradina condivisa con sciatori, camminatori, adulti in slittino. Ma senza pestarsi i piedi.

Ancora un piccolo sforzo, dietro la curva dovremmo esserci.

Imponente, come un fratello maggiore del Nanos, il nostro obiettivo si para davanti.

In cima sferza il vento, ci inerpichiamo alla chiesetta che domina la valle.

La successiva sosta in rifugio è obbligata e più che meritata.

Ci prepariamo per la modalità rientro. Ci aspettano nove chilometri di costante discesa. Un ultimo sguardo alle nostre spalle.

Ed un ultimo click verso gli immensi spazi.

Non ci sono problemi di traffico, sta a noi scegliere la linea che più ci aggrada.

Buona la prima! Anzi, ottima.


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