In salita e in discesa, in bici e non solo...

Stregati dalla Strugova
Dopo la scampagnata della domenica precedente si ritorna ai laghi di Fusine.
E questa volta per una vera gita scialpinistica. Destinazione canalone della Strugova.
La formazione a quattro è così composta:
- Esperanta: organizzatrice
- Emanuela: supervisore
- Icefoot: aspirante
- Cinci: sospirante
Cinci, Icefoot e parzialmente Esperanta sono scialpinisti del Covid: ovvero quegli individui che pur di andare a sciare in epoca di restrizione pandemica si reinventarono pellatori.
Ma se Esperanta, nel frattempo, ha innalzato notevolmente il suo livello con frequentazioni assidue di corsi specifici e di uscite dedicate con gruppi esperti, gli altri due, per svariati motivi, sono rimasti sostanzialmente al palo.
Emanuela invece è scialpinista di lungo corso. Esperta, sicura, smaliziata. In salita come in discesa. Ed averla oggi in gruppo infonde sicurezza.

La salita verso lo Zacchi lungo la forestale ricalca la traccia della settimana precedente.

Con la licenza di suggestivi tagli nel bosco che l’altra volta ci eravamo preclusi.


Poco prima del rifugio deviamo definitivamente nel sentiero per raggiungere la base della nostra meta. Ed è subito spettacolo.


Ed iniziano anche i primi sospiri di Cinci. Che dopo aver litigato con le pelli malferme dei suoi sci noleggiati, si mette a discutere con le vesciche, regalo degli scarponi nuovi appena acquistati.

Continuando ad immergerci in tanta bellezza si palesa per la prima volta lo spettacolare anfiteatro che fa da contorno al canalone.

L’uscita dal bosco ci porta alla base del percorso a zigzag che affronteremo per salire 500 metri di dislivello. E’ l’altezza che ci separa dall’obiettivo del terrazzino sommitale e quindi dall’inizio della discesa.


Sono circa una ventina gli sciatori che tra salita e ritorno stanno affrontando il nevaio della Strugova.
La neve c’è ed è bella abbondante. Traverso, pendolino, traverso, pendolino…
Le pelli tengono bene aiutate da un fondo grippante. Traverso, pendolino, traverso…
Non fa né freddo né caldo, assenza di vento. Traverso, pendolino…
I cambi di direzione si susseguono, la pendenza aumenta leggermente. Traverso, traverso, traverso…
Qualcosa va di traverso! Cinci sospira.
Un pendolino mal riuscito, uno sci che si stacca, lo scarpone che affonda.
Successivo pendolino, di nuovo casino.
Due curve più su Icefoot simula generosamente gli stessi problemi, tentativo di sollevare psicologicamente l’amico. Sarà uno sforzo inutile.
Esperanta ed Emanuela supportano Cinci al quale, nel frattempo, si è anche staccato l’attacco scarpone dallo sci. Panico! Sembra un danno ingestibile, per fortuna si è solamente sfilato e non rotto. Tutto ciò porta via serenità e succhia irrimediabilmente energie fisiche e mentali.
Siamo circa a 2/3 della ascesa. Cinci decide di non proseguire.
Esperanta, con il giusto tatto, agita la racchetta in segno di esultanza!

Abbandonato il quarto al suo destino, il terzetto rimasto prosegue la risalita.
Icefoot detta il ritmo, rallentando ogni tanto per serrare le fila. Più o meno…
Le curve si fanno sempre più strette, il vertice è a vista d’occhio.
L’organizzatrice assicura che dietro quel cumulo ormai ci siamo.
Ci siamo!

E’ bello ed emozionante essere quassù. Condividiamo lo spazio ristretto con un piccolo manipolo di altri sciatori. Il verticale canalino laterale non riceve la visita di nessuno dei presenti.

L’imponente massiccio che ci cinge da dietro contrasta con la splendida vista, affacciata sui laghi di Fusine, che si palesa davanti.


Non siamo in pista e per affrontare la discesa la neve va interpretata. Successivamente in chat verrà così definita:
• sotto bene, sopra più pesante perchè mossa
• farinosa in trasformazione
• paciocosa
• mista ed eterogenea
• abbondante ma raspante per poco fondo
Emanuela apre le danze, facendosi strada con classe ed eleganza.
Esperanta, fresca di corso per la fresca, affronta le asperità con assoluta nonchalance.
Icefoot si scoordina, piega, prega.

Verso il tratto finale è quasi polvere, il ricongiungimento con Cinci avviene tra volti molto soddisfatti e giunture integre.

Il rientro dal bosco verso la forestale necessità di ripellamento degli sci. Al raggiungimento della quale, già che ci siamo, decidiamo di deviare in salita per finire la giornata in bellezza allo Zacchi.
Birra, cioccolata e bombardino sono più che meritati.

Stregati dalla Strugova e pronti a nuove avventure, giungiamo così alla fine di una splendida giornata da ricordare.
Grazie a Esperanta per la pianificazione.
Grazie a Emanuela per la pazienza.
Grazie a Cinci rifaremo la Strugova.
PS: gpx con dislivello palesemente errato. Circa 1100 effettivi.
