In salita e in discesa, in bici e non solo...

Il giorno “dello” Civetta
Approfittando dell’ultimo giorno di apertura impianti e di una prevista splendida giornata di sole, raggiungiamo Pecol in Val Zoldana per effettuare il tour Enduro del Civetta, spettacolare giro alpino su tracciati naturali consigliato a mtbikers esperti. Che nella fattispecie sono: Bussola, Cinci, Eolo, Icefoot. E poi c’è Odermat.

Dopo la prima seggiovia affrontiamo uno dei pochi tratti pedalati che in dolce salita ci porta alla partenza della prima discesa.

Anche un solitamente refrattario Bussola si adegua ai canonici standard di protezione.

E’ ne ha ben donde! La sequenza di tre trails che scendono decisi in contropendenza su radici, ne giustificano sicuramente l’uso. Atterriamo nei pressi dell’ ovovia Col dei Baldi.

Che ci riporta in cima ad apprezzare tutta la bellezza delle Dolomiti. Sotto lo sguardo del Pelmo e del Civetta, l’occhio si perde tra il vicino massiccio della Croda da Lago e le più lontane Marmolada e Lagazuoi. Neanche sul celebrato monte Usello si provano tali emozioni.


La successiva discesa, veloce e filante, ci fionda verso Malga Vescova e poi in salita pedalata verso Malga Fontanafredda. L’obiettivo è Pescul in val Fiorentina. Azzecchiamo il primo trail, diamo buca al secondo. Scendiamo giù per la pista, qualcuno scende giù per terra.
Ma nessun problema, ci pensa la seggiovia a farci rialzare.

Siamo nella panoramica cima Fertazza. E’ l’ora della pausa lunga, di altri panorami, attiviamo la modalità cazzeggio.


E’ anche l’ora di reintegrare, le successive discese avranno bisogno di energie fisiche e mentali.

Dalla cima parte il Fertazza deer trail: qualche canaletta, tendenzialmente flow, panoramico, particolarmente insidioso in un passaggio. E che ci porta ad un foto point.


Tocca ora il Lagusello trail. E’ quello più lungo e probabilmente il più impegnativo. All’unanimità decidiamo di seguirlo nella sua interezza fino a Caprile. Tutto naturale, alterna tratti tecnici a passaggi sinuosi nel bosco. Tratto esposto con reti di contenimento, pietre friabili scivolose, anche il punto più critico lo passiamo indenni. Un terzo occhio sarebbe necessario per godere degli scorci che si aprono sotto di noi.
La sosta nella “mitica” Lagusello è foriera di riempimento liquidi.

Non ci resta che arrivare a Caprile. Partenza divertente nel bosco e poi una serie di tornanti strettissimi e pendenti. L’uso del “nose press” sarebbe l’ideale: in mancanza di questo fondamentale ci si arrangia con il “surplace direzionale” o con il classico “lo fazo a pie”. L’integrità dei corpi e dei mezzi è salva, che alla fine è ciò che conta.
La ciclabile che ci porta ad Alleghe diventa occasione per analizzare ciò che abbiamo portato a termine. Un ispirante tuffo nel lago viene stoppato dall’imminente arrivo del buio…

Primo impianto, secondo impianto, siamo nuovamente in cima al Col dei Baldi. Dopo l’ultima sosta in rifugio siamo pronti per il gran finale: il Wild trail.
E’ la ciliegina dell’enduro tour del Civetta, veramente spettacolare: ripido, tecnico, ostico all’inizio; veloce, scorrevole, esaltante nella parte successiva. Ne vorremmo subito altro ma purtroppo siamo arrivati alla fine della nostra esperienza odierna.
Visi contenti e soddisfatti sanciscono la piena riuscita della spedizione.

Non ci resta che caricare le bici sul tetto e fare ritorno a casa.

