Fiume al-di-qua

Nell’ambito di un fine settimana ciclistico in terra croata, la proposta della conquista dell’Ucka stimola la partecipazione di un nutrito numero di bikers. Dodici MIB accettano la sfida di una scalata diretta che parte dal mare di Lovran e arriva ai 1400 metri della cima del Vojak.

I primi 20 chilometri sono costante salita.

Loden è elettrizzato al pensiero di rivivere una così esaltante avventura. Odermat non è elettrizzato ma vorrebbe esserlo.

Eolo e Manigo scelgono una gita TOP per il rientro in gruppo. Non per scelta, il “rientro in gruppo” è diventato il marchio di fabbrica di Bussola.

Si parte su strada, si prosegue su rampe da garage, si continua su ghiaino smosso. Nulla di tutto questo scalfisce la gamba di Cinci.

Il Prof con la traccia digitale conferma le indicazioni mnemoniche di Icefoot che confermano la traccia digitale del Prof.

Il gruppo elettrogeno ronza amabilmente. Esperanta sogna le braccia di Morfeo, più che ronzare vorrebbe ronfare. Spargel spegne il motore per non disturbare.

Vaivai ha fatto lo scalpo al grandecapo. La pelata di Ucio e il ripetitore dell’Ucka, affini per fonetica e sembianze.

Il passaggio in fattoria regala fango piuttosto che formaggio. Deviazione in albergo per confermare la prenotazione.

Nei pressi del passo Poklon abbiamo l’occasione di rifiatare e di riempire le borracce. Ci aspetta l’ultimo strappo verso la cima.

Sentiero tosto inizialmente e poi tornanti di asfalto. Gli ultimi metri di dislivello portano sul tetto dell’Istria e al suo affascinante panorama.

Le Ozujsko premiano soltanto i migliori. Eolo si gode una schiacciante vittoria.

Chi è rapido beve, gli altri guardano. Cinci riflette amaramente sulle sliding doors.

Nel frattempo nuove complicità si cementano in quota.

E quando finalmente anche Bussola rientra in gruppo, è già ora di ripartire.

Aggiriamo la cima e scendiamo verso Mala Ucka.

Mala tempora currunt!

Sentierino a mezza costa nel bosco – Il Prof ordina al drone: “segui Loden” – Il drone si rifiuta e scappa dall’altra parte – Il Prof ordina a Loden: “segui il drone!” – Il drone fa harakiri e perde l’unico occhio

Nostradamib aveva previsto tutto…

Mala Ucka…bela compagnia.

Per alcuni di noi la salita all’Ucka evoca l’infinita discesa degli scalini verso Lovran, ma non oggi. Il menù odierno punta le ruote verso sud, in una sterrata tutta pedalabile, che offre nuovi scorci e panorami spettacolari.

Continuo saliscendi fino ai 900 metri di passo Bodaj.

Raggiunto il quale ci si catapulta in picchiata verso Sveta Jelena e il paesino medioevale di Moscenice.

Anche stavolta i MIB hanno puntato in alto, lasciando ai posteri indelebile ricordo.

Non ci resta che chiudere il cerchio ritornando al livello del mare verso Mosceniska Draga, quindi Medveja ed infine Lovran.

Finisce così il primo giorno di un weekend che ha la città di Fiume come spartiacque. Oggi al-di-qua, domani al-di-là.

Quattro amici ci lasciano per ritornare alla base, otto MIB rimangono e gettano le basi per una nuova giornata ricca di novità.

Ma… dov’è finito il Prof?… mumble… mumble…


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