Anello solitario

29 marzo 2015

La giornata in bici domenicale mi aveva messo davanti varie opportunità:

  1. ritrovo ufficiale MIB ore 9 al golf club di Padriciano
  2. giro proposto da Maverick zona post Materija
  3. giro autopropostomi zona Postumia per preparazione idea primaverile
  4. giretto “figlieinbici”
  5. giraleballe con tagliaerba in giardino

Scartate le ultime 5 proposte decido di autotrovarmi alle 10 al Golf Club di Padriciano.
L’idea iniziale è quella di lanciarmi all’inseguimento di Specy e Ivano che telefonicamente mi hanno avvisato che stanno facendo rotta verso Sezana per percorrere il Kosovelova pot.
Nel frattempo Maverick e Cinci, che avevo contattato in precedenza, declinano gentilmente l’invito a pedalare entrambi con la stessa motivazione di stanchezza del giorno precedente: duro ‘sto Timavo eh?
Arrivo a Sezana ed ovviamente i 2 fuggitivi sono a Tomaj, si delinea quindi un giro in solitaria tutto da inventare.
Sono vicino al luogo che ha lasciato segni indelebili ad uno dei nostri soci fondatori, risalgo verso Dane e vado a perlustrare la zona alla ricerca di qualche corpo del reato.

foto 1

foto 2

Batto la zona palmo a palmo, non scorgo tracce di sangue, nè resti di carne umana, tantomeno rocce appuntite fuori norma UE. Prende sempre più corpo l’ipotesi che circola sui siti alternativi: quanto è accaduto è una pura messinscena per nascondere la realtà del vero incidente, ovvero uno scivolamento casalingo durante un’esecuzione di “Just Dance” estremo con la Wii…
Riparto a caccia di tracce nuove e prontamente questo sentierino mi offre subito un’ opportunità: il collegamento tra Filipcje Brdo e Grahovo Brdo.

 

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All’inizio il tratto è sconnesso ma ben presto si trasforma in sterrato; proseguo fino ad incontrare un bivio, svolto a sinistra, contento finalmente di trovare il collegamento già cercato una volta, vedo le prime case e soddisfatto sbuco in paese… si… nuovamente a Filipcje Brdo di fronte alla nostra sede sociale!!!

foto 4

Chiedo lumi ad un abitante del luogo che mi spiega che il collegamento non c’è più da circa 20 anni, alcuni privati hanno chiuso il passaggio, la guerra tra i fratelli Brdo continua…
Però non desisto e imbocco un’altra stradina che secondo i miei calcoli dovrebbe portarmi verso Kriz, ai bivi scelgo d’istinto e mi fermo in uno spiazzo a scattare qualche foto.

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Da una parte l’ altipiano del Nanos e dall’altra un’invadente fabbrica che con le sue emissioni radioattive permette alla mia bici di stare in piedi da sola.

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Sbuco sulla strada asfaltata che ad un incrocio mi dà indicazioni interessanti.

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Arrivo a Utovlije piccolo paesetto che si staglia con la sua chiesa e che permette ampie visioni sulle zone circostanti.
Per strada giungo poi a Grahovo Brdo, l’osmica è molto invitante, passo oltre e cerco il collegamento che dovrebbe portarmi a Storje. Lo trovo, lo imbocco, anche in questo caso bivi non segnalati da scegliere con coscienza ed inizia forse la parte più selvaggia del giro, uno scorrevole sterrato che si trasforma in sentiero, immerso nel nulla e nel silenzio della natura. Ogni tanto si aprono spazi brulli e sconfinati che ti ripagano delle fatiche.

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Proseguo a vista con la traccia che tende a perdersi fino a quando in mezzo allo sterrato trovo incastonata questa targa seminascosta dall’erba degna di Lost. Cosa vorrà dire?.

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Strane ombre si allungano all’orizzonte…

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Mi sto avvicinando ai 40 km e a Storje approfitto di questo bruttino laghetto artificiale per rifocillarmi un po’.

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Riparto avendo ben chiara la mia prossima meta: Senozece.
Imbocco la dorsale interna, parallela alla parte più nascosta della val Rasa, il ritmo è lento ma regolare e come consuetudine, non incontro anima viva.

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Ora il bosco si apre, così come l’azzurro del cielo, ed avvisto il punto di riferimento prefissatomi.

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Timbro il mio passaggio a Dolenja Vas ed in breve tempo sono a Senozece.

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Il contakm segna 50 e l’insana idea che mi frulla in testa sta prendendo corpo: riuscirò a fare 100 km?
Escludo l’idea di salire sulla Vremscica dal sentiero che parte dal paese, pedalo verso la classica sterrata che porta verso la cima e faccio sosta decisionale all’incrocio.

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Decido di non proseguire in vetta e mi lancio in discesa sullo stradone, poi sterrato, poi sentiero, arrivo in aeroporto e perdo la coincidenza con Ronchi… Non mi resta che seguire la rotta verso Betanja. All’inizio della salitina che raggiunge il paese c’è la deviazione verso il Timavo, ma il tentativo di emulazione dei MIB del sabato lascia posto ad una più saggia sosta all’agriturismo in paese. Meritata sosta con spuntino e bibita…

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Il giro ad anello continua, attraverso Kacice-Pared, ultimo sguardo alla Vremscica, in salita verso Roditi, la stanchezza si sente ma non troppo, sono al km 65 , devo allargare ancora… Slope arrivo!

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Mi getto nel labirinto di sentieri e sterrati, mi perdo (ottimo!) e scopro così un nuovo collegamento che mi fa spuntare nella parte alta di Herpelle.
Oramai mi rendo conto che la cifra tonda è impossibile da raggiungere, mi sfiora l’idea di un parziale Taiano ma meglio non esagerare!
Punto però al secondo obiettivo, superare i 90 km, limite massimo finora raggiunto.
Dopo ore di vagabondare solitario tra sassi e praterie carsiche, l’impatto con la ciclabile pullulante di gitanti domenicali non mi infastidisce per niente, anzi la percorro quasi fino alla fine con la scusa di una visita parenti.
Ciò mi permetterà di poter timbrare sul libretto il mio giro più lungo, 93 km per il ciclocomputer, 91 per Sportracker e quando arrivo a casa sono un po’ stanchino… ma mica tanto!

Come riflessione finale devo dire che al di là dell’ampio chilometraggio, è stata un’ uscita che mi ha riempito di soddisfazione, mi ha fatto ricordare le prime escursioni in solitaria alla ricerca di nuove vie e non ultimo ho assaporato il gusto di una giornata intera a contatto con la natura senza ansia di rientro o di prestazione.


Distanza totale: 93.1 km
Altitudine massima: 729 m
Totale salita: 3183 m
Total time: 08:12:13
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Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Google Foto

4 commenti su “Anello solitario”

  1. Tanto di cappello. Mi spiace solo non aver potuto far strada assieme, ma non mancherà occasione. Grazie del bel resoconto e delle foto.

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