In salita e in discesa, in bici e non solo...

iNEBRIAti dalla RAUNA: divertimento sfrenato.
Il Gran Tagar di Tarvisio convoca gli abbonati per il pellegrinaggio a piedi nel venerdì di passione arancione: Corsi e ricorsi storici. Lasciamo lui e il suo compagno di merende agli insani propositi, al pulcino bagnato preferiamo il pollo fritto.
Il mito di Ratece prende forma quasi allo scadere del tempo. Davanti ai cosciotti dorati si rivedono gli antichi Cinci-scattini: lo sforzo profuso sarà pagato a caro prezzo.
La notte porta consiglio e video di Youtube: il dado è tratto, si preannuncia un divertimento senza freni.
Al mattino Bussola prende alla lettera i buoni propositi, la bici gli cade da fermo e mette fuori uso irrimediabilmente il freno anteriore. Aggiunge così ulteriore pepe ad un giro già piccante di suo. A Cinci viene la nausea, Icefoot è pronto per l’evacuazione.
Destinazione Valbruna. Destinazione Malga Rauna.
Che parte verticale su sterrato abbastanza compatto che non finisce mai. Punta il cielo senza un attimo di respiro, non stupisce non incontrare anima viva. Se non Bruna della valle, giovane donna che con passo deciso sale a piedi nella nostra direzione. E che ha la delicatezza di non superare Bussola in salita.

Più di un’ora di ascesa viene ripagata quando lo spazio prativo e il contesto in cui è incastonata la malga si apre davanti ai nostri occhi.


Dieci minuti di pioggia ci permettono di scambiare quattro chiacchiere con Bruna sotto la tettoia. Il suo obiettivo è quello di raggiungere lo Jof di Miezegnot, meteo permettendo. Ma il sole oggi è preponderante, regala a lei i suoi propositi e a noi la Cappella Zita in tutta la sua bellezza.

Chi davanti.

Chi dietro.

Chi insieme.

Ma il bello, e il difficile, deve ancora iniziare. Si sale con un pò di sburtan nel bosco fino al bivio che sancisce l’inizio della discesa.

Il sentiero parte morbido ma poi verticalizza, tornanti stretti e leggermente infidi, le radici bagnate hanno il comando della situazione. Tutto sommato si riesce a stare parecchio in sella, l’uomo senza freni ha invece seri problemi. Allenato dalla camminata di ieri prosegue con il trend, non può fare altrimenti.
I MIB si adattano e solidarizzano.

La Malga Strechizza e i suoi dintorni offrono scorci di rara bellezza.


Dopo 600 metri di dislivello negativo raggiungiamo la sterrata che collega Valbruna a Malborghetto, spartiacque con il secondo obiettivo di giornata che fa capolino alle nostre spalle: il Monte Nebria.

Non vediamo l’ora di ricominciare a salire, ci concediamo solo uno spuntino. La salita è molto più corta e meno impegnativa della precedente. Il cartello indica dove abbandonare le bici e proseguire a piedi.

La piccola cima è sorprendente per bellezza e panorama. Scorci inusuali e una miriade di vette da decifrare.


E con una vetta dirimpettaia di scorta.


La giornata limpida permette di allungare lo sguardo, allunghiamo anche i muscoli e ripartiamo in discesa sulle creste con lo sfondo di Valbruna.

Ricongiunti alle bici, convinto Bussola a continuare con subdole promesse, ci ritroviamo ben presto all’imbocco della seconda discesa. Il sentiero è molto più pedalabile anche per il “brake free”. Le radici sono asciutte, possibilità di scelta delle traiettorie, le ruote scorrono che è un piacere in un crescendo di libertà e divertimento.
Valbruna è ai nostri piedi.

Irma del dolce ci aspetta. Arriviamo!
