Lo spettacolo dell’Ostric, i miracoli del Brinjevec

9 febbraio 2020

L’importanza della preparazione di un itinerario:

  1. Scegliere il punto di maggior fascino ed elevazione del giro e collocarlo circa a metà escursione. PUNTO B
  2. Individuare il punto di partenza immaginando congrui chilometri e dislivello. PUNTO A
  3. Selezionare il punto di ristoro il più lontano possibile da zone di traffico veicolare in tipica gostilna, rifugio, kmetija. Tale punto deve essere posizionato dopo il punto B ma non oltre 1/3 della percorrenza della linea Y + Z. PUNTO C
  4. Tracciare il segmento che unisca A a B, inserendo punti di interesse naturalistico, storico e panoramico riducendo al minimo indispensabile tratti di asfalto. Oltresì individuare tratti mai solcati prima al fine di aumentare meraviglia e godimento. LINEA X
  5. Tracciare il segmento che unisca B a C, che non intersechi mai la linea X, che sia dotato di spettacolare discesa tecnica. LINEA Y
  6. Tracciare il segmento che unisca C ad A, che non intersechi mai la linea X, tenendo conto delle seguenti discriminanti: ripartenza a stomaco pieno, gradazione alcolica del sangue, reattività muscolare, escursione termica percepita in uscita dal locale, scarsa autonomia di luce naturale. Scegliere linea preferibilmente conosciuta con dislivello positivo tendente allo zero. LINEA Z

Sulla carta sembra complicato, sulla cartina sembra un giro con i fiocchi, nella realtà sarà una delle escursioni più affascinanti e complete della storia MIB.

PUNTO A – Hrpelje

Per motivi logistici ed organizzativi il punto di ritrovo viene fissato presso il confine di Pese; trasferimento quindi ad Hrpelje per la partenza vera e propria. Oltre ai soliti noti si aggrega per la prima volta Pippo, biker esperto e navigato, nonché personal trainer e mental coach di Medioman. Nel corso della giornata verrà valutata l’efficacia del supporto. Gli altri partecipanti sono: Ucio, Vaivai, Spargel, Cinci, Icefoot, Medioman ed un Bussola doverosamente superCAR.

LINEA X – da Hrpelje all’Ostric

Bussola integralista del monocorona scatta nei sentierini filanti orgoglioso della sua evoluzione. Cinci sbianca più della neve solcata il giorno prima quando viene a conoscenza dell’itinerario di giornata. Medioman e Pippo confabulano come non ci fosse un domani. Spargel, al solito, fischietta… Nel frattempo una cavità segreta spalanca le fauci ai curiosi pedalatori.

La ricerca del leggendario blob di Hoticna risulta vana, ma seguire, inventare e tracciare linee vergini è alquanto divertente. Da un bosco all’altro, da un terreno morbido ad uno più sassoso, da una grotta misteriosa ad una già esplorata. L’affumicatoio del Diavolo è pronto ad accoglierci nelle sue viscere.

Ma il contrappasso è vicino, dopo una doppia immersione, giunge l’ora di stagliarsi verso l’alto. Che la saga delle altane abbia inizio.

Fin qui zero asfalto, solo attraversamento di strade. Secondo i piani a Ritomece un po’ di bitume verso Gracisce sarebbe stato necessario. Ma la realtà supera la fantasia, freccia di legno dentro nel bosco, libidine…

I cavalli di Gracisce sono stupendi, in tipico ambiente bucolico e montano. A qualche centinaio di metri la strada ad alto scorrimento che porta verso Obrov e la Croazia riporta Bussola alla cruda realtà: anche stavolta per lui “l’Ostric non s’ha da fare”. I doveri di bravo papà lo indrizzano verso un bitumaro e precoce ritorno alla base.

Gli altri sette attraversano velocemente il punto di non ritorno, cambiano versante, la lenta marcia di avvicinamento ha il suo inizio. Gli elettrici sono sciolti, Medioman si traforma, Pippo approva, Cinci tace, Icefoot gongola… Siamo su sterrate mai solcate, per asfalto senza ombra di una macchina un cartello ci ricorda che stiamo entrando in Ciceria, svoltiamo verso Poljane. In questo abitato isolato dal mondo gli edifici diroccati sono predominanti, le altane private come avamposti di frontiera. Si respira aria antica e misteriosa.

Lungo una strada forestale ci si rituffa nel bosco, nel silenzio della natura le foglie secche sotto le ruote sono la colonna sonora. La salita è costante ma mai cattiva, dobbiamo innalzarci di quasi 500 metri, i novizi di questi luoghi si chiedono se l’Ostric esista veramente.

Esiste, esiste… vedrete che spettacolo! La forestale si trasforma in sentiero, la traccia si nasconde e riappare, elfi e gnomi ci scrutano dietro i tronchi. La selletta per il Goli vrh è conquistata.

Destra, sinistra, dritto? Sburtan a sinistra, MIB a sinistra, anche perchè è lì che dobbiamo andare. Sono gli ultimi tratti dentro il bosco, gli alberi si diradano, stiamo per rivedere la luce. La piana sul bordo confine è uno spettacolo, le creste della Ciceria croata in lontananza, la sorgente Ribnik in secondo piano, eccitati cicloescursionisti scalpitano…

Ancora due giri di pedale e finalmente ci appare il punto B!

PUNTO B – Ostric

La piramide erbosa fa capolino, non indugiamo oltre, andiamo a conquistarla!

Più che ci si avvicina più la cima sembra lontana, nel frattempo si studiano le angolature da dove attaccarla.

I tre elettrici procedono a zig zag sviluppando watt alla massima potenza arrivando belli freschi in cima.

Pippo sembra elettrico per la scioltezza con cui arriva a più di metà erta con le chiappe sul sellino. Topolino, Pluto e Clarabella se ne infischiano e si godono il paesaggio passeggiando…

Cinci finalmente rilassato, si complimenta con Spargel ed il suo mezzo per aver regolato tutti ai 1050 metri della vetta.

In un gioco di cromature Icefoot si mimetizza con pali e frecce segnalatrici.

Il vento sferzante in cima ha già messo in fuga i più sensibili al torcicollo. Cinci, Icefoot e Medioman si godono con un’ultima veloce occhiata il fantastico panorama a 360 gradi. Tempo di un ultimo autoscatto e partenza per la linea Y, abbassate i sellini!

LINEA Y – dall’Ostric a Golac

La discesa che porta a Zagrad, ultimo avamposto abitato sloveno in questa direzione, è il classico sentiero di circa due km che viene usato dagli escursionisti a piedi. Quindi la raccomandazione è d’obbligo in caso di incontro: rallentare, salutare, sorridere. Pur essendo domenica e perdipiù una bella giornata, 4 umani ed un cane saranno gli unici riceventi del nostro “Doberdan! Hvala!”.
Ad inizio discesa, subito alle pendici dell’Ostric, ci si destreggia tra pini mughi nella più classica ambientazione alpina. Un filotto di sette felici enduristi sfila in uno spaziale singletrack in sequenze da favola. Poi ci si infila nel bosco destreggiandosi tra sassi, rocce, balze e salti naturali. “I gomiti! I gomiti!” Medioman switcha da allievo a maestro. “Ne razumem! Ne razumem!” Icefoot switcha da italiano a sloveno.
Ci si ritrova quindi in un batter d’occhio presso Zagrad, soddisfatti della discesa appena goduta e pronti a godere di altri tipi di soddisfazione. In picchiata verso Golac, il punto C ci aspetta!

PUNTO C – GOLAC

La tabella viene rispettata, sosta programmata era, sosta programmata si fa. Magari un po’ fuori orario, anche questo comunque in previsione. La turisticna kmetija pri Cepcovih è garanzia di qualità e accoglienza. La ragazza che ci serve è deliziosa e sorridente, le pietanze che andremo ad assaporare sono squisite… anche per l’esigente Ucio! Gnocchi, carne ai ferri, ma soprattutto klobase domace e funghi alla piastra veramente speciali. E che dire del strucolo de pomi con dedica speciale sotto forma di cuoricino al cacao per il biker preferito?

Con la palpebra già calante per alcolici pensieri, il biker preferito svela che il suo amico Claudio ha rivelato che in questa Gostilna si assapora il più buon brinjevec del Creato. Bevanda alcolica tipica della zona, di gradazione tra i 40° e 50°, distillata dalle bacche di ginepro, come sentenzia qualcuno nella tavolata… praticamente un succo di frutta!
E’ veramente tanto tanto buono il brinjevec, chissà perchè l’ora di luce che ci resta per tornare alla base dà a tutti la sensazione che sarà tanto tanto divertente!

LINEA Z – Golac – Hrpelije

Sensazioni all’uscita del locale:
• temperatura dell’aria -18°
• temperatura esofagea +45°
• peso bici in carbonio 29kg
• peso bici in alluminio 42kg
• peso bici elettrica (np)
• secchezza delle fauci

La leggera discesa all’inizio della tratta inganna gli ansimanti ciclisti. Sembra di aver recuperato velocemente le forze, un tratto di falsopiano prima, una salitina che qualche ora prima avremmo fatto con una gamba sola poi, sembrano le terribili rampe del Mortirolo.
Però, sto brinjevec era veramente tanto tanto buono!

Nella successiva veloce discesa, infida e sassosa, Cinci e Ucio se le danno di santa ragione per conquistare la palma di maschio alfa: sportellate, rilanci, cambi di corsia. Icefoot cerca la posizione migliore per godersi l’epica battaglia.

Sta diventando scuro, da Markovscina in poi sentierini e singletrack sono affari di famiglia, da prendere a tutta velocità per aumentarne il piacere. A meno che la linea di tramonto che ci accompagna non imponga una ulteriore doverosa sosta…

Ora si! Basta distrazioni, si stantuffa fino alla fine. Montate le luci si ricomincia a mulinare le gambe destinazione finale. Icefoot ha evaporato l’alcool e si lancia, Cinci non molla affatto e rilancia, Spargel, Ucio e Vaivai accelerano… un incitamento martellante si fa strada alle nostre spalle: “GO! GO! GO!” incalza Pippo… un invasato Medioman ci supera in tromba urlando a squarciagola “Fanculo ToboPivo!!! Fanculo GiovEnduro!!! Evviva l’Ostric!!!”.
Miracolo di Pippo o miracolo del brinjevec?


Distanza totale: 60.7 km
Altitudine massima: 1039 m
Totale salita: 1288 m
Total time: 08:11:23
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Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Google Foto

2 commenti su “Lo spettacolo dell’Ostric, i miracoli del Brinjevec”

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