La Veglia di tredici MIB

20-22 settembre 2019

La località di Punat e la sua splendida baia accolgono in parte venerdì ed in parte sabato l’arrivo degli entusiasti cicloescursionisti pronti ad ammirare le bellezze dell’isola di Krk.

Saranno due giorni intensi e ricchi di scoperte, la pianificazione degli itinerari è stata fatta a puntino e lautamente pagata all’organizzatore.

Sabato 21 settembre 2019

La partenza avviene dal campo base di Villa Sunce.
Prima su sentiero tipicamente carsico, poi su asfalto tipicamente stradale, si sale ai 300 metri dello scollinamento previsto. La massa multicolore si ricompatta e si presta ai primi scatti di giornata.

Baska adagiata in fondo all’isola ci aspetta.
Basta qualche colpo di pedale in linea retta.
Casca l’idea di fare un bel bagnetto.
Burrasca! Freschetto! Dobbiam cambiar progetto!

Jury e due suoi discepolli danno spettacolo, il gruppo si adegua, comincia kazzeggio on the beach…

E’ giunta l’ora di pedalare sul serio. Dopo pausa caffè si saluta la cittadina e si comincia a salire, direzione chiesetta panoramica Sv. Ivan.

L’incedere è spettacolare. Dapprima tra le rocce con vista stupenda, poi in ombrosa e ben tenuta pineta sempre in costante ascesa. Al culmine si rifiata in area sosta prima di affrontare una traversata lunare.

La curiosità su ciò che ci aspetta d’ora in poi è tanta.
Saremo ripagati da abbondanti dieci chilometri di emozione pura che scorre sotto le nostre ruote e si apre davanti ai nostri occhi.

Manuel novello MIB, ribattezzato Streif, ci ricorda che non è il caso di fare la fine del suo amuleto.

E’ infatti ora di mettere qualcosa sotto i denti e cade a fagiolo un sentierino semi-enduristico molto divertente che ci porterà dritti dritti ad una tavola imbandita. Il fagiolo però non è l’unica cosa che cade, svariati elementi in calo glicemico assaggeranno il gusto amaro della bianca roccia.

Il cibo viene velocemente divorato, la birra viene facilmente deglutita, Spargel viene diabolicamente posseduto!

Stuzzicato su argomenti di generico gossip, si lancia infatti in una filippica articolata densa di significato, zeppa di doppisensi e ambiguità di difficile interpretazione: solo una accurata analisi del testo riuscirà in parte a farci intuire che cosa volesse dire.
La seguente emblematica frase suggellerà come un Bignami la problematica comprensione del suo elaborato: “magnavo un panin mentre brusavo cadaveri!”
Chi sa sa, chi c’era saprà per sempre, chi non c’era non saprà mai…

E’ metà pomeriggio, si risale verso l’arrivo della zipline, per comodo sterrato si prosegue fino al suo punto di partenza. Ciò dà la possibilità di abbracciare con uno unico sguardo il versante opposto solcato in mattinata. Nel mentre qualcuno cerca di scroccare un giro a sbafo.

Vonde monadis! El sol magna le ore!!

Ci aspetta un’ultima affascinante risalita verso il Veli Vrh Krk. In un primo momento si era pensato di circumnavigarlo, il tempo di luce rimanente lo avrebbe consigliato. Ma il magnetismo che ha prodotto anche verso il più restio dei sburtan-MIB ha reso ineludibile la sua scalata.

Utilizzando gli strumenti tecnologici più efficaci, cinque dita tra sole ed orizzonte, ci rendiamo conto che ci viene concessa un’ora prima del tramonto.

Sotto le mentite spoglie di Capitan Traccia, Spargel detta la via con piglio deciso. La banda lo segue in una delle discese ad attraversamento obliquo più spigolose di sempre.
Santa VaiVai, se non fosse Santa, fanculerebbe a ragion veduta il resto del gruppo. Sul fatto che lo abbia fatto nella propria intimità non vi è alcun dubbio!

L’epilogo della prima giornata è quasi alle porte, ancora qualche passaggio da affrontare in serenità, Punat è sempre più vicina.

Dopo un’ora di discesa, più o meno sburtan per qualcuno, più o meno in sella per qualcun altro, la vista di uno sterrato sembra accontentare tutti. Cinci sentenzia: “tra poco ci sarà un bivio, discesa DH a sinistra, sterrato a destra. Vista la stanchezza, la poca luce, le costole, i labirinti, la crisi del comunismo, la scelta di andare a destra è giocoforza obbligata”

Ma quanto è bello catapultarsi in una downhill vista mare?!?! Tredici felici MIB sballonzolano e saltellano nella direzione verso dove batte il cuore…

Domenica 22 settembre 2019

Un cielo parzialmente velato toglie i pedalatori dalle braccia di Morfeo. La mattina presto serve a delineare le strategie di giornata, i tattici del gruppo si affrontano in serrato dibattito, eliminare i pedoni sarà il primo obiettivo.

Oggi si punta verso il nord dell’isola, in partenza la Marina e i cantieri di Punat sono inseriti nel percorso ciclabile. Il capogita indica la linija da seguire.

Procedendo paralleli alla strada principale si pedala lungo la ciclovia per giungere sopra Krk e quindi scendere per andare a visitarla. La località pullula di turisti dagli argentei capelli, c’è fermento, centro storico da visitare tra viuzze, mura antiche e lungomare.

Ma è soprattutto per un motivo che abbiamo deciso di calarci nel capoluogo dell’isola.
Vedere se corrisponde a realtà il funzionamento della famosa Scala Ciclistica Vettoriale Magnetica Bidirezionale a Doppia Lettura di Kom von Krk.
Costui era un eccentrico scienziato e ciclista austriaco dell’800 che, in vacanza da queste parti con i suoi amici per una due-giorni in velocipede, scoprì quanto segue: sul molo di Krk una forza magnetica allinea in maniera casuale ciclisti appartenenti allo stesso gruppo. Studi approfonditi hanno dato una chiave di lettura definitiva dopo vari esperimenti sempre andati a buon fine.

La lettura della scala va effettuata con doppia chiave:

  1. Partendo da sinistra verso destra si conteggia il primo elemento come il più forte in salita e l’ultimo come il più scarso nella stessa specialità.
  2. Partendo da destra verso sinistra si conteggia il primo elemento come il più scarso in discesa e l’ultimo come il più forte nella stessa specialità.

Di seguito ecco i risultati del nostro esperimento.

Ancora una volta la Scala di Kom von Krk ha avuto ragione. Ulteriore dimostrazione a rafforzare la tesi è notare nella seconda foto come tutti gli elementi vengano magneticamente attratti dall’elemento più forte. Al contrario nella prima foto nessun elemento viene attratto da quello più scarso.

Per chi volesse ulteriormente approfondire l’argomento il nostro consiglio è leggere il trattato originale in tedesco dell’autore Kom von Krk dal titolo “Bidirektionale, doppelt ablesbare magnetische Vektor-Fahrradwaage” edizioni Wundermib 1838. Facilmente procurabile in tutte le edicole.

Archiviata con evidente soddisfazione collettiva la prova della Scala, si ricomincia a pedalare in salita in un lungo e piacevolissimo sterrato. Il giovane della compagnia, ancora un po’ inesperto, paga caro l’aver stillato ogni goccia di energia il giorno prima non mettendo così in conto le fatiche odierne. Paternamente viene aspettato evitando controproducenti rimbrotti.

Sognando cevapcici, raznici e Karlovackici attraversiamo Skrbcici, Linardici e Milohnici.
Arriviamo quindi alla baietta tanto sognata, un manipolo di eroi sfida il gelo delle acque limpide di fine settembre.

Ritemprati ed affamati, le gambe ricominciano a girare alla ricerca del ristoro che suggelli questo splendido weekend. L’aver precedentemente snobbato questa indicazione rende il nostro vagare più incerto.

Girovagando a destra e a manca tra tutti i paesi “ici” dell’isola sbarchiamo finalmente, grazie anche a precise indicazioni dei tipici abitanti dei luoghi, nei pressi di Malinska. Troviamo la konoba perfetta, temperatura perfetta, in una terrazza perfetta, con una cameriera perfetta dotata di cucina perfetta…

Siamo quindi arrivati allo step finale. Con il classico abbiocco post prandiale si riparte in salita asfaltata. C’è sempre la salita dopo aver mangiato…
Si prosegue per sentierini divertenti ed impegnativi, carsisticamente sassosi.
A ciel sereno arriva il fulmine di Bussola! Si sa che è un biker coraggioso, nulla lo ferma, né il 39 di febbre, tantomeno il non aver tagliandato la bici negli ultimi 39 mesi.
Però nessuno avrebbe immaginato che, oramai quasi in dirittura d’arrivo, arrivasse ad urlare candidamente ai quattro venti la seguente frase: “Ciò muli… due giorni de terreni scassadi, tredici bici, gnanca un guasto tecnico!!!”
Ovviamente cinque minuti dopo lo sfortunato Aleksij vede inesorabilmente afflosciarsi la sua ruota posteriore nel sentiero più ben battuto di tutto il weekend.
Il dilatarsi del tempo ci fa decidere di boicottare il taglio per il lago. Si devia a capofitto sulla ciclabile asfaltata diretta verso Punat. Nelle prime posizioni il ritmo è incalzante e si susseguono sorpassi e controsorpassi. Quando Icefoot sta per sferrare l’attacco finale al succitato Bussola, la maledizione di quest’ultimo gli provoca un’uscita di catena che non si era mai vista, nemmeno ai tempi eroici di von Krk!

Comunque a Punat si torna, nubi minacciose minacciano, un weekend favoloso è ai titoli di coda.


Giorno 1

Distanza totale: 50.88 km
Altitudine massima: 545 m
Totale salita: 1461 m
Total time: 09:51:06
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Giorno 2

Distanza totale: 56.96 km
Altitudine massima: 212 m
Totale salita: 925 m
Total time: 07:41:09
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Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Google Foto

3 commenti su “La Veglia di tredici MIB”

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