Nanos

8 giugno 2013

Eccoci qua!  Che dire, è stato un giro fantastico per spirito di gruppo, per l’itinerario, per i posti attraversati ma soprattutto per il piacere di condividere con i propri amici la stessa passione…

Partenza da Senozece : all’ appello risultano presenti  Bussola con gomme nuove, Diesel con forcella nuova, Icefoot con raggio nuovo.
Dopo pochi km, a Dolenja Vas, l’incontro con il Prof reduce già da 3 ore di pedalata su ruote strette che ci mette in allerta sul caldo al quale stiamo andando incontro soprattutto per l’ ora e il dislivello che ci attende. Foto di rito, convenevoli , prova bici, saluti.
Tra saliscendi più o meno impegnativi e con un ritmo da  gita inps, con il massiccio del Nanos sempre  alla nostra destra, raggiungiamo sempre per asfalto Vrabce da dove ci lanciamo in una discesa spericolata verso Podnanos.
Siamo al 17° km , a 175 mt. di altitudine, dobbiamo farne circa 70 e arrivare al punto più alto a 1313 mt…..
Iniziamo la classica salita verso la cima subito fuori dal paese con un ritmo decente e con un Bussola scalpitante che infatti non rivedremo più se non al piccolo rifugio alla fine della strada asfaltata. La sorpresa , all’inizio piacevole, è che a metà salita comincia leggermente a piovere per poi trasformarsi in un vero e proprio acquazzone che ci accompagna fino al ricongiungimento con Bussola.
Decidiamo di non andare verso il rifugio del Plesa (antenne) x non sprecare energie inutilmente ma ad un bivio inevitabilmente sbagliamo strada che ci porta proprio verso là. Ce ne accorgiamo dopo 1,5 km di salita con pendenza molto elevata, dietrofront a riconquistar la retta via.
La salita continua imperterrita e dopo un ennesimo bivio arriva il secondo temporale, quindi ne approfittiamo per mangiar qualcosa e ricaricar le pile. Sdegnato Bussola si rifiuta  di dare indicazioni ad una coppia di bikers lasciando a me il piacere di farlo. La parola internazionale “pivo” mi fa capire che vogliono andare in cima al rifugio.
Siamo al 32° km , mancano 5 alla vetta  e Diesel fa un pò fatica a carburare, come si sa entra in forma verso il 50°
L’ ultimo km di salita è forse quello più divertente, un sentierino nel territorio dell’orso dove alla sn ci chiude il monte e a dx c’è un bel strapiombo. Siamo arrivati alla base del Suhi vrh dove lasciamo le bici e ci inerpichiamo in cima che si raggiunge in 5 minuti di camminata. Siamo stanchi ma felici di essere arrivati: tutto intorno tuona e minaccia una nuova pioggia ma riusciamo a rifocillarsi, a godersi il panorama ed a scattare le foto di rito.
Torniamo alle nostre bici con poca voglia di pedalare ma ben presto inizia la lunga discesa su strada forestale che macinando km su km  ci porta fino a Strane, paese nel versante est ai piedi del Nanos.  Il contakm segna 50 quindi decidiamo di allargare il giro ancora verso est, nel bosco verso Landol, dove metteremo in mostra le nostre qualità di cestisti. Da lì ancora tra sterrati e strada asfaltata torniamo verso Senozece imboccando a Laze l’ ultimo sterrato che ci riporta al punto di partenza dopo 69 km e circa 2000 mt di dislivello.
Immagine predefinita
Icefoot
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