Mission: (im)Possible

2 settembre 2018

Venerdì mattina: seguo in esclusiva e in tempo reale le pazze peripezie di uno scapestrato in missione sul Mangart.
Sabato sera: mi carico di adrenalina davanti al grande schermo seguendo le incredibili traversie di Ethan Hunt in Fallout.
Domenica pomeriggio: è il mio turno, carico come una molla, parto per la mia Mission (im)Possible.

Preparo con cura ogni dettaglio, non dimentico l’ultimo ritrovato al plastico che potrebbe agevolare il mio procedere.

Devo arrivare in un punto prefissato, nome in codice: Mackolje. Tre terribili tornanti mi aspettano minacciosi. Per fortuna non sono solo, il Grillo ed il Rospo non mi abbandonano mai, travestiti da movimento centrale non smettono di mandarmi segnali in codice… CRI,CRA,CRI,CRA…

Nonostante il notevole sforzo decido di andare oltre, voglio di più. Punto ancora più in alto. Prebenico variante bassa diventa l’obiettivo, superato il quale mi affaccio sopra la valle dell’Ospo. Il Rospo si sente a casa, in discesa smette di gracidare.
Verso Crnj Kal si addensa un Crnj Ciel…
La variante interna per Predloka è infida, pendente e sassosa. Un tetro figuro guida in salita un trattorino con rimorchio vuoto sobbalzando ogni metro. Mi appiattisco lateralmente, mi squadra e non favella, ma è evidente che vorrebbe dirmi: “si amico, ho appena squartato e gettato un cadavere nella discarica qui sotto, fatti i caxxi tuoi…”. Passo vicino la discarica, tiro dritto, mi faccio i caxxi miei…

Sono nella valle del Rizana, la missione prende forma. Strade, stradine, pozzanghere… sembra un labirinto. Sono al posto giusto nel momento concordato, il segnale che attendevo non tarda ad arrivare.

A questo punto trovare il labirinto nel labirinto è un gioco da ragazzi.

Ho giusto il tempo di guardarmi attorno, fingermi turista, scattare fotografie fondamentali rendendomi il più possibile anonimo.

Finalmente la mia missione è completata, suggello con l’inchiostro l’ardua operazione portata a termine.

Non mi resta che cercare la via del ritorno, mi convinco che seguendo la corrente non posso sbagliare.

Sarà l’adrenalina, l’incognito, la fatica, tanto che mi viene sete e trovo un posto dove bere una meritata birra. I proprietari del locale si pentiranno per sempre di avermela rifiutata, il loro Paradiso lo faccio diventare un inferno!!

Ora sì che posso tornare a casa, brodo e stracchino mi aspettano.


Distanza totale: 37.74 km
Altitudine massima: 229 m
Totale salita: 894 m
Tempo totale: 03:08:14
Scarica

3 commenti su “Mission: (im)Possible”

  1. ti è andata bene a non dover usare il ritrovato plastico, secondo me non è usabile se non su copertoni di carta velina, non almeno quello che hai acquistato, fai un test su una gomma usata così ti renderai conto che è un intervento chirurgico inserire il vermicello con quella forchettina in dotazione. Ma hai latticizzato le gomme?

    1. Dopo l’ennesima foratura sono passato al lato oscuro. Comunque mi è stato consigliato di avere un punteruolo x allargare il buco per inserire più facilmente il vermicello.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.