Ma và in mono!

2 aprile 2018

Mi dico spesso “Ma và in bici!”…
E’ un motto che pratico il più possibile… andando al lavoro, in vacanza, con i figli, con i MIB e non MIB.
A Pasquetta, complice la famiglia dai suoceri, divento osservante ortodosso di questa religione.
Voglio spingermi più in là dei soliti giri in provincia.
Mi aiuterà un nuovo navigatore (un vecchio smartphone).
Mi aiuterà una nuova app.
Mi aiuterà il treno.

Il tour prevede 90 km x 7 ore x 2.000 metri positivi.

Si parte da Gorizia stazione.
Si attraversa l’altipiano della Bainsizza.
Si scende nella Valle dell’Isonzo a Kanal.
Si risale verso il Korada.
Si attraversa la Brda (il Collio sloveno).
Si ritorna a Gorizia stazione.

Dopo soli 6 km, si rompe la leva del cambio, per usura del cricchetto.
Vado avanti ed indietro presso il ponte di Salcano, per cercare di “ingranare” il metallo abraso…
La catena è scesa sul pignone da 12 e non ne vuol sapere di risalire.
Impreco il titolo, ma al femminile.
Applico poi il motto alla lettera, rassegnandomi al mono-pignone!!!

Trovato il legnetto giusto, lo infilo nel posteriore, cioè nel c…ambio, ed inizio la mia salita verso il Monte Santo.

Non sono l’unico, in queste zone, ad avere il pallino dell’inventiva.

Devio in discesa verso il Texas (in località Grgar) e da questo momento non vedrò nessuno per ore…

…o quasi…

L’ altopiano della Bainsizza è soprattutto noto per essere stato campo di battaglia nella prima guerra mondiale.

Il mono-pignone, dopo un po’, stufa.  Al posto del legnetto provo ad usare una fascetta regolabile (regalata dall’amico Diesel) e tutto diventa più facile…(diciamo così!)

L’aria è frizzante ed i nevai sono ancora tanti.

In lontananza, le meravigliose cime sono cariche di neve…Porezen, Razor, Vogel, Krn.

La curiosità mi spinge fino ad un bacino artificiale idroelettrico…

…praticamente un lavandino gigante!

Da qua mancano pochi chilometri di discesa fino a Kanal, ma realizzo subito che la mia traccia è pensata per una bici da trekking.
Non mi tiro indietro ed affronto i quasi 6 km di sterrato con i pneumatici 700×23.

E’ ora di pranzo passata, ma a Pasquetta tutti i buffet/osterie/ristoranti sono chiusi. Solo un bar brulica di italiani.

La banana, che si è fatta trasportare fino ad ora, è stata sacrificata per la causa.

A Kanal sono a metà del dislivello complessivo.
Ingrano il giusto “grano” della fascetta e pedalo senza pensare a ritmo sostenuto.

Lo spartiacque che passa per Lig verso il Korada è una meraviglia per gli occhi. Il Matajur innevato domina ogni inquadratura e la valle dello Judrio, in livrea invernale, esalta ogni piccolo paese e frazione.

Quando inizia la discesa, mi lascio andare (non potendo pedalare).
Ha ragione chi pensa di candidare la Brda come patrimonio Unesco. La mano dell’uomo ha stravolto la natura, ma ha reso affascinante (con la luce primaverile) ogni vigneto.

Immagine tratta da www.vina-erzetic.com

Ho poco tempo. I treni oggi sono pochi.
Arrivo in stazione con soli 3 minuti di anticipo… e non mi sento stanco.
Questa è gioia.

ULTERIORI INFORMAZIONI

Il treno regionale Trieste-Gorizia costa 4,75 euro sola andata.
Il supplemento bici dura fino a mezzanotte e costa 3.50 euro.

Ho pianificato il tour con Komoot.
Dal sito è facile costruire una traccia su base Openstreetmap.
Purtroppo la versione gratuita non permetto di scaricare il file GPX e limita enormemente le funzionalità della app.
L’acquisto ha un costo non trascurabile (max 30 euro per tutte le mappe mondiali), ma durante l’anno vengono proposti sconti del 30%.
L’app è ricca di informazioni e avvisa con una suadente voce femminile la giusta direzione, tenendo lo schermo spento.
Sul mio vecchio smartphone, con app + GPS + modalità aereo, a fine giro la batteria segnava il 25% di carica residua.

Ho provato ad usare anche RideWithGPS. L’editor delle tracce è potente, il GPX è scaricabile, ma l’abbonamento è caro e solo annuale.

Per la prima volta ho usato uno smartphone come navigatore. I vantaggi rispetto ad un Garmin sono il costo limitato, lo schermo grande e dettagliato e le infinite app.

L’ho fissato al manubrio con Finn, un acrocchio in silicone (link su Amazon). L’aggeggio è perfetto e stabile. Anche su fondo smosso. Merito dello smartphone di dimensioni contenute.

Ho testato anche una borsa imbottita come accessorio da manubrio. Attaccata con il velcro, mi ha permesso di avere sempre a portata di mano barrette, frutta secca, l’action-cam e il mini treppiede.
Diventerà un elemento fondamentale per ogni futura escursione.
Ho usato questa (link su sito inglese).

La cam usata per foto e video è una Sjcam M20. La durata della batteria è fenomenale.


Flickr_MIB
Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Flickr

4 commenti su “Ma và in mono!”

  1. il giro che hai fatto lo puoi fare tutto su strada bianca, più impegnativo ma non trafficato, se mi avvisavi ci trovavamo sul Monte Santo, c’eravamo anche noi saliti a pregare per una discesa senza cadute, dal Monte Santo parte una bella dh con drop e salti

  2. Cercavo invece l’asfalto, perché ho poca gamba.
    Traffico, comunque, pari a zero.
    Vi ho pensato, ma avevo voglia di libertà e di testare gambe e fiato.
    Ho altre idee in zona….Vi farò sapere.

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