NanOstric, le cime irraggiunte

3-4 marzo 2018

Per colpa di un infido virus regionale che mette a letto gli orfani di Debora, salta il prefissato weekend delle MIB Olimpiadi a cavallo del confine austroitalico.
Per non perdere la forma psicofisica tenacemente acquisita per l’evento, il resto del gruppo si organizza per una due-giorni domacia, sabato trekking, domenica bici.

3 marzo 2018

QUASI NANOS

La Voikova Koca sul Plesa o la cima del Suhi Vrh: sono questi i punti di arrivo che Icefoot propone a Bussola e Cinci come obiettivo di giornata. L’unica certezza è l’abitato di Strane, il fatato luogo di partenza.

L’organizzazione è curata come sempre: Cinci dimentica le ciaspole in macchina, Bussola dimentica le pedule a Tarvisio, Icefoot ha due paia di scarponcini ma… hai visto “Il Cacciatore”?… Attrezzati quindi a dovere si parte.

Fatti due passi fuori dal paese subito il primo dubbio: un bivio, destra o sinistra? Sarà grazie ad un sorprendente Bussola occhiodifalco, scopritore di una freccia gialla seminascosta, che troveremo la retta via. Non sarà l’unica cosa semisepolta dal manto bianco durante il nostro cammino.

Continuiamo la nostra marcia indefessi, per nulla intimoriti, anzi del tutto rassicurati da un agile e minaccioso quadrupede da difesa.

La salita in bosco è costante e spettacolare, tanto silenzio e tanta neve. Il rumore dei passi scricchiolanti che affondano è la nostra colonna sonora. Evitiamo la deviazione per la chiesetta, qualche orma di passaggio umano che ci ha preceduto arriva fino a qui, decidiamo di puntare verso la nostra meta solcando un manto completamente intonso.

Si procede lentamente, con prudenza, la salita è tosta e necessita attenzione. Chi è dietro sfrutta le orme davanti per un avanzamento più agevole.

Col passar del tempo la consapevolezza che non metteremo piede né al rifugio né sul Suhi Vrh si fa via via sempre più evidente. Poco male, puntiamo ad arrivare almeno fino al bivio, non abbiamo le brandine, ma panini e bevande non mancano.
Durante la sosta la temperatura sottozero dei 1150 m si fa sentire, velocemente siamo pronti per la discesa di circa 500 m di dislivello. Scendendo la contropendenza in alcuni tratti risulta ancora più accentuata.

Alla deviazione precedente decidiamo di raggiungere la chiesetta di Sv. Bric (San Fabrizio, Sv. Prof)

Padre Cinci officia un breve ricordo del Santo malato e benedice le reliquie ivi custodite.

Si ricomincia a scendere, gli accumuli di neve ci accompagnano e ci racchiudono. L’atmosfera è magica dentro e fuori dal bosco.

La concentrazione e la soglia di attenzione su dove mettere i piedi però non ci abbandona mai.

Il sabato snowtrekking volge al termine, sorprendente e spettacolare.
In crisi mistica da congelamento ai piedi Bussola cerca un agnello sacrificale…

…dovrà accontentarsi di un semplice zampone.


Distanza totale: 6.76 km
Altitudine massima: 1118 m
Totale salita: 604 m
Tempo totale: 03:38:14
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4 marzo 2018

QUASI OSTRIC

All’allegra combriccola del giorno prima si unisce per l’uscita ciclistica il venerando Diesel, che al sabato ha preferito comodamente rullarsi sul divano di casa preservando la forma per la giornata odierna.
Il ritrovo è al confine di Pese, il punto di arrivo è la cima piramidale dell’Ostric.
Il programma recita un percorso di circa 55 km, quasi totalmente asfalto free, i programmi sono fatti per essere stravolti… Basterà aver affrontato la prima deviazione dopo il bivio per Nasirec per rendersi conto di ciò.
Ad Herpelle la banda dei quattro entra nel circuito dei muretti di Slope ed inizia il mix di fatica e divertimento che questo inverno finalmente nevoso ci ha spesso regalato. Si scivola, si derapa, si spinge, si fa gara a rimanere più possibile in sella.
Cinci se può sbagliare un bivio lo sbaglia, Bussola si sente alquanto defraudato.
Oggi tanta neve ma anche tanto sole, proprio tutte le sfortune…

La traccia recita che dobbiamo arrivare a Markovscina, si potrebbe deviare per asfalto, ma fino a quando il fondo è così agilmente pedalabile sarebbe un delitto rinunciarvi.

Capita così che dopo un errore di direzione, poco più di un’ora di pedalata e circa 8 km di falsopiano nella neve, ci troviamo sul trafficato stradone che collega Kozina verso Obrov. Nostro malgrado a Markovscina non andiamo in cerca di avventure verso la Mala Vrata e facciamo scattare il piano B(itume) fino ad Obrov.
La deviazione verso Golac, nonostante asfalto e salita, viene salutata da tutti con gioia. Abbandonare pericolose vicinanze con pullman e macchine e riassaporare silenzi e bianca natura ci fa dimenticare quanto sia ancora lontana la cima dell’Ostric.
Affrontiamo la rampa che dal paese sale verso Zagrad, abitato base di partenza per la salita in cima. Che per noi, come immaginavamo, sarà invece punto di arrivo: anche il tentativo di appropriarsi di mezzi più idonei per la salita risulterà vano!

Scambiamo due parole con una escursionista solitaria che ci conferma l’impossibilità di salire addirittura a piedi, ma che ci regala l’unica foto di gruppo.

 

Come la cima del Nanos il giorno prima, anche oggi la vetta è quindi irraggiunta.
Troveremo consolazione nella gostilna di Golac rimandando alle futura stagione gli obiettivi di questo weekend comunque bellissimo e rigenerante nella frizzante aria d’oltreconfine.


Distanza totale: 54.75 km
Altitudine massima: 775 m
Totale salita: 984 m
Tempo totale: 06:53:24
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2 commenti su “NanOstric, le cime irraggiunte”

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