Ciclovia Alpe Adria in famiglia

30 aprile – 1 maggio 2017

Divertente e goduriosa due giorni lungo la pista ciclabile Alpe Adria da Tarvisio a Carnia (UD).
Sessanta (60) km che hanno divertito i bambini (di 10 e 8 anni) e la moglie.
La gita, che si può fare in un giorno, è stata “allungata” per godersi una “vera vacanza”.

Parcheggio la macchina alle ore 10.00 alla stazione di Carnia.

Il treno passa alle 10.31, ma ho 4 bici da ri-montare. L’idea è di partire con due borse laterali e due zaini per una 2 giorni in autonomia.

NEGATIVO: la biglietteria è automatica. Ci vuole un sacco di tempo per i 4 biglietti ed i 4 supplementi bici. Il supplemento costa più di un biglietto passeggero, ma scopriremo che vale 24 ore. Nella stazione, nessuna indicazione e nessun addetto. Dal piazzale non si vede né da dove arriva né da dove parta la ciclabile. Per il binario 3, bisogna portare “a peso” le bici attraverso il sottopassaggio con scalini.

Sul binario siamo in due famiglie, totale 8 ciclisti.
Il treno arriva con 4 minuti di italico ritardo. Le carrozze non evidenziano le zone di carico, e inizia il panico.

NEGATIVO: il treno non evidenzia con un segnale le carrozze abilitate al carico. E’ impossibile sapere a priori che ci sono due carrozze con i portabici.

Ovviamente, ci ammassiamo tutti e 8 in una sola carrozza. Appendere le bici ai ganci alti con la ruota anteriore è una barzelletta…borracce iniziano a rotolare sul pavimento.

Ma il treno è una figata. Nuovo, tecnologico e con decine di bottoni nella toilette.
Il percorso in galleria ci porta a Tarvisio Boscoverde in mezz’ora.

NEGATIVO: per uscire dalla stazione, serve nuovamente fare le rampe di scale “a peso”. Nel sottopasso, nessuna indicazione sulla direzione giusta. Per fortuna, non seguendo la folla, punto a destra verso una porta aperta….

INIZIA ORA L’AVVENTURA SULLA CICLOPISTA !!!

Temperatura sui 15° gradi, ma con gran sole.
Sullo sfondo, le montagne sono innevate.

Dopo 50 metri, prima sosta turistica.
Un cartello indica il Percorso per l’Orrido dello Slizza.

Parcheggiate le bici, iniziamo l’erta discesa: in mezz’ora (sui siti si dice di solito 1 ora….noi eravamo ancora freschi) siamo scesi e risaliti dalla profonda gola. Da vedere almeno una volta, anche se non si tratta di “vero orrido”.

E’ ora di pranzo. L’area picnic sotto la statua del soldato napoleonico piace a tutti.

I bambini si lanciano a tutta sulla salita in falso-piano. Ma comunque, ogni 200 metri c’è una sosta: sellino basso, catena caduta, troppo caldo, troppo freddo, sete…
A Tarvisio centro, Gianluca comincia già a lamentarsi. Butta male.
L’importante è scollinare lo spartiacque tra il bacino idrografico dello Slizza e quello del Fella. Il “gate” evidenzia l’inizio della discesa… E discesa sia !

Da ora, ci attendono quasi 35 km di discesa verso Chiusaforte, la nostra meta odierna.
Gianluca non ci crede, e continua a fare il “piombo”.

La deviazione al Rifugio Casa Alpina Julius Kugy di Valbruna, con cioccolata calda e caramelle gommose, ridà benzina alla sua testa.

Ed alla sua fantasia… la pendenza è giusta per imparare ad andare “senza mani” e provare “imprese funamboliche”.

Prima di Pontebba, pausa gioco per i bimbi (costruzione diga) e pisolotto per i genitori (su una panchina).
Pontebba viene raggiunta in allegria. Veloce pausa in una “artistica” area gioco in via Roma 28, prima di iniziare la parte più affascinante del viaggio.

Un susseguirsi di gallerie e ponti eccita i bambini che con lucette e gran velocità macinano chilometri.

Pausa obbligata alla splendida cascata nelle vicinanze dell’area di sosta di Cadramazzo.

Dopo il ponte reticolare in acciaio, la Stazione di Chiusaforte è raggiunta.

Sono le ore 18.30. ci sono volute 7.30 ore per fare 40 chilometri. Ma siamo felici.
Anche l’economia del paese è aiutata con una pizza alla taverna Da Luisa – Dal Vito.
Il paese sembra vuoto. Incrociamo solo una biscia di passaggio.

L’affittacamere Al Cerbiatto ci offre una splendida serata davanti alla fiamma della stufa a pellet, in carenza della televisione. Ma vuoi mettere le barzellette?

Alla mattina, lasciamo suonare la sveglia. Con 1 ora di ritardo superiamo sotto alle coperte la fredda aria mattutina.
Mancano 20 chilometri all’automobile. La padrona di casa dice che ci vogliono 20 minuti… forse in macchina! Noi ci metteremo 2 ore e mezza!

A Resiutta scopriamo le mille attrazioni del paese, che non vive di solo “Pollo fritto”.
Purtroppo il Museo minerario e la Galleria del ghiaccio (dove si produceva la birra Dormisch) sono chiuse (è il 1° maggio).
Grande soddisfazione per il nuovo tratto, non ancora inaugurato, che da Resiutta porta a Moggio Udinese. Qua la pista ciclabile termina.

La viabilità alternativa verso Campiolo non è però da meno, ma la stanchezza comincia a farsi sentire.

Dopo lo splendido ponte ferroviario abbandonato, siamo ritornati al punto di partenza.

Che fare, dopo un lauto pranzo Al Girarrosto di Venzone?
Bordano è vicino. La città delle farfalle ci aspetta, un po’ assopita….la sorpresa più grande è invece alla Casa delle farfalle, quelle VERE !!!!

A migliaia, le crisalidi vengono portate ogni settimana dal Costa Rica, per dar vita ad umide serre equatoriali. Il museo è preso d’assalto dalle famiglie in gita fuori porta. Voto: 10+

Ma non è finita. Ad Interneppo, apprezziamo (?!?) il Monumento al dissipatore sismico… ma i bimbi sono più interessati al gelato sul lungolago.

Che dire… una 2 giorni intensa ed appagante alla scoperta di piccoli tesori.

NOTE

Tratta Tarvisio Boscoverde-Carnia lunga 60 km.
Per chi vuole farla in due giorni con i bimbi, ci sono difficoltà a trovare da dormire dopo Pontebba.
A Chiusaforte ci sono l’affittacamere Al Cerbiatto e la pensione Martina.
Nel paese di Resiutta non ho trovato granché.
A Moggio ci sono il Residence B&Bike e la Locanda San Gallo, gestiti dalla stessa famiglia.
Da questo punto di vista (alloggi), il sito ufficiale della pista ciclabile Alpe Adria (www.alpe-adria-radweg.com/it) ed altri siti sono di poco aiuto.
Lungo la pista si trovano delle indicazioni di stanze e numeri di cellulare, ma non sono pubblicizzati su internet.
La Casa delle farfalle merita una visita (www.bordanofarfalle.it).

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