Tesoro, si è alzato il Lipnik!

28 novembre 2016

Domenica mattina, previsioni stravolte, pioggia persistente e bagnata.
Diesel complice complicanze si ritira. Cinci, Icefoot e Medioman tentennano e temporeggiano. Bussola tuona sotto il cielo terso di San Giovanni est e, neanche fossimo sua moglie, ordina: “Ma cos’è questo spirito da cagoie? Avanti! Ore 9 Ospo!”

Alle 9.25 puntuali il ritrovo è sincronizzato, Icefoot e Cinci che abitano nei paraggi direttamente in bici, Bussola e Medioman meccanizzati. Lungo la valle fango e pozzanghere non mancano, il divertimento è solo all’inizio. La salita costante diventa bella tosta per arrivare a Crnj Kal dove si effettua il primo pit stop.

foto-27-11-16-10-15-16

Superato il paese degli scalatori e delle sculture lignee ci lanciamo in discesa nel sentiero che porta a Loka fermandoci però al primo bivio per infilarci nella prima novità di giornata. Deviazione in salita nel bosco per stradina  larga che diventa sentiero impervio da affrontare con prudenza e bici a spinta. Il treno che sibila qualche metro più sopra ci conferma che siamo sulla strada giusta.
Come i 4 protagonisti di “Stand by me” cominciamo a camminare lungo i binari, Bussola fa un inquietante ritrovamento…

foto-27-11-16-10-48-10

Dopo un veloce rifocillamento siamo sulla strada battuta che collega Crnotice a Podpec, Icefoot è tentato ad andare a trovare una sua recente fiamma nel paese della famosa torre, la ragion di Stato lo porta a deviare la truppa verso Praproce, che sarà solamente lambita.

La salita è lieve ma lunga, costante, inesorabile. Medioman sbuffa, Cinci consuma più energie a controllare ogni 2 secondi il suo nuovo orologio con pulsazioni che a pedalare. Un attimo di commozione e raccoglimento scuote la scorza dura  dei MIB quando passano vicino al luogo dove venne visto per l’ultima volta il giovane virgulto del gruppo, ivi scivolato nella giungla tentacolare dalla quale non fece mai più ritorno (Maverick, se ci sei, batti un colpo!)…

Lo strappo più impegnativo è quello che porta alla deviazione verso il Kojinik ma dopo qualche giro di pedale la vista, e  non solo, viene appagata dallo spettacolo della Ciceria.

foto-27-11-16-12-38-50

Sulla sinistra appare il Golic, sembra vicino, ma in queste distese infinite le lunghezze sono indefinite. Così come le altezze: nei ricordi di Icefoot il Lipnik doveva essere una continuazione piana rispetto al livello solcato dalle biciclette, evidenti esigenze di difesa verso nuove invasioni hanno portato all’innalzamento della cima…

foto-27-11-16-12-35-09

foto-27-11-16-12-41-56

Spingere la bici più che una esigenza pratica diventa un piacere naturale che permette di assaporare l’essenza della natura.

2016-11-27-12-50-22

2016-11-27-12-47-27

foto-27-11-16-12-46-35

Il Lipnik è conquistato!

foto-27-11-16-12-51-44

Dopo circa 20 km di assenza di discese, dopo la giusta ricompensa agli stomaci brontoloni e dopo aver convenuto che la possibilità di un caffè risulta al momento remota, ci si butta nella valle sottostante.

foto-27-11-16-13-08-35

foto-27-11-16-13-08-50

La prima parte è tecnica e necessita molta attenzione per non rischiare di scendere per la via più breve scivolando direttamente in fondo. Poi il sentiero diventa meno ripido ma permette di saggiare velocità e tenuta in una corsa sfrenata e divertente che taglia tutto il costone e arriva fino a Zadid.
Bussola è indemoniato e tiene testa agli scafati Icefoot e Medioman ma una menzione speciale va a Cinci che dopo i primi tre compagni risulta essere di gran lunga il migliore.
Solo la segnalazione di un punto panoramico ferma la corsa dello scatenato quartetto.

foto-27-11-16-13-21-28

foto-27-11-16-13-21-56

Arrivati a Zadid/Sassetto, bisogna prendere una decisione. Il programma di Icefoot prevedeva il raggiungimento di altre 3 cime, l’orologio di Cinci ed il fatto di essere a fine Novembre prevede un taglio verso Zanigrad. La mulattiera sassosa per raggiungere il paese fantasma non lascia alcun dubbio sul perchè Zazid significhi Sassetto…
A Zanigrad l’unico edificio in piedi è la chiesetta di Santo Stefano , il suo albero secolare sorregge i vivi e protegge i morti.

foto-27-11-16-14-03-36

Il sentiero che affrontiamo successivamente scende in picchiata verso la valle di Hrastovljie, ennesimo attraversamento della ferrovia, passiamo accanto la parete rocciosa che sale verso Podpec.

foto-27-11-16-14-09-38

Siamo a valle, con un colpo d’ occhio si riesce a distinguere tutto lo dispiegarsi della traccia effettuta, fatica e divertimento. E nei pressi di Predloka la fatica finale, l’Ornella di Crnj Kal, 120 metri di dislivello in circa 300 metri di sviluppo lineare, fondo sassoso ma abbastanza compatto.
Noi umani l’abbiamo fatta rigorosamente a spinta, anche Cinci si è risparmiato per una futura sfida con Duracell o il Prof.

La discesa verso Ospo è un dettaglio, le libagioni finali sono la giusta ciliegina per una uscita da incorniciare!

foto-27-11-16-15-15-52


Distanza totale: 38.22 km
Altitudine massima: 790 m
Totale salita: 1264 m
Tempo totale: 06:48:21
Scarica

Flickr_MIB
Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Flickr

Un pensiero su “Tesoro, si è alzato il Lipnik!”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *