Quelli del sabato… e quelli della domenica!

14 maggio 2016

Quelli del sabato…
Il meteo è instabile, le previsioni non chiariscono, i MIB nicchiano…


Patoco si alza all’alba e va in perlustrazione: da bravo soldatino controlla l’evoluzione di Giove Pluvio prima in città e poi, siccome lo sguardo non riesce a spaziare verso l’orizzonte, si sacrifica e decide di salire qualche metro di dislivello per controllare meglio la situazione.

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Il suo sforzo non sarà vano, suona la carica a tutti i MIB dormienti… giù dalle brande!!!
Il tempo è ottimale, non saranno piccoli ostacoli ad ostruire il nostro cammino.

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Al Patoco richiamo qualcuno si gira dall’altra parte nel letto, un altro sghignazza gufando, un terzo accampa scuse geriatriche. Solo due impavide reclute rispondono all’ordine senza battere ciglio!
E saranno ampiamente ripagati, il comitato d’accoglienza ha preparato un palco d’onore.

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Siamo al confine di Lipica, Bussola propone un innovativo giro sul Taiano, Patoco rilancia un inedito giro sul Taiano, Icefoot prende la testa del gruppo…
Al grido di “meglio una doccia che una boccia” si parte!

Solito singletrack delle altane, il ritmo è buono, Lokev è dietro l’angolo. La direzione è verso le grotte di San Canziano, di comune accordo si decide di allargare verso Kacice-Pared, la coesione dei tre è da far invidia al trio Lescano…

Squarci di sereno nel cielo e di serenità nell’animo, nuovi tratti sterrati allungano tracce MIB nel Carso sterminato. Siamo arrivati alle grotte, strappetto verso Betanja, finiamo nel bel mezzo di una fila di trattori festanti con clacson assordanti… vita rurale…
Il paesino con lo strapiombo verso il Reka è sempre affascinante.

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Dopo un giusto merendino si riparte in discesa, Patoco prende appunti per future passeggiate con famiglia, un po’ di asfalto ci ricorda che sotto sotto siamo tutti un po’ bitumari…

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Il tempo scorre, bisogna tener conto degli orari di rientro, Bussola indica che siamo davanti a Margherita, la bussola indica invece uno sterrato verso nord. Icefoot è alla ricerca di un collegamento per raggiungere il monte Straza, la direzione verso la Vremsica confonde i suoi compagni di pedale, tutto è sotto controllo. Scavalchiamo l’autostrada, ancora un impegnativo strappo e poi discesone scorrevole che ci porta in prima battuta all’ormai famoso prato dei picnic.

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Siamo in zona ed un’occhiata alla grotta Petnjak diventa una tappa obbligata.

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Così come diventa d’obbligo fare marcia indietro e tornare verso casa, Patoco paventa tuoni e fulmini in quel di Muggia… “l’acqua cheta rompe i ponti”…
Acceleriamo quindi in direzione Povir, lambiamo Divaca e in prossimità di Lokev i primi nefasti presagi prendono forma, il domacio isolano sbianca in volto, l’acqua cheta è arrivata fino a qui…

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15 maggio 2015

… e quelli della domenica.

Il meteo è in miglioramento, le previsioni sono chiare, i MIB sono carichi…

L’orario ed il luogo di ritrovo sono fissati dal giorno prima, ci sono solo alcune defezioni dell’ultimo minuto dei simpatizzanti MIB, presenti invece Cinci, Diesel, Medioman, Prof e Specy.

Qualcuno propone un’uscita “salite e discese” ma ci si accorda per un Gemina “al contrario”…

La bandiera rossa sul colle sopra Monrupino segna l’ideale punto di partenza, il sentiero viene subito facilmente imboccato.

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Poche centinaia di metri e viene subito perso, con la segnaletica che vuole farci passare direttamente per il via. Sarebbe il circuito circolare più veloce della storia.

Il Prof non si perde d’animo ed all’altezza della casa carsica (dove anche quest’anno nessuno ha intenzione di immolarsi per le nozze carsiche) chiede consigli ad un “giovine” autoctono che ovviamente ci indica l’errata via…

Pe fortuna il percorso viene ritrovato e ci porta allo stagno di Monrupino, dove il gracidar di rane copre qualsiasi altro rumore.

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Si prosegue verso cava Petrovizza, Sagrado, si sale al castelliere di Rupinpiccolo per ammirare cielo, mare e pianura, fino laggiù dove la ciminiera monfalconese s’erge…

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I cartelli del Gemina sono sempre molto criptici, evidentemente nessuno ha mai pensato che si possa utilizzare tale sentiero partendo da est… infatti subito dopo Sgonico vogliono farci tornare a… Sgonico!

Ma i trascorsi carsolini di Diesel e il Garmin di Medioman ci permettono di proseguire passando per lo stagno di Sales (glissando sul castelliere, grazie ad una “visita parenti”…) e lungo vari saliscendi.

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Una pausa di riflessione può spesso essere necessaria…

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Alla fine raggiungiamo Samatorza, dove, come “vecchi bagoloni” triestini, non ci resta che una pausa “merenda” alla prima frasca aperta!

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Dopo abbondanti libagioni, ripartire è un po’ morire… ma gli impegni di figli scout, famiglie a casa, Formula 1, sono imprescindibili. Lambito il monte Scozza, passata Bristie e toccata Santa Croce, il gruppo si divide a Campo Sacro. Da qui ancora Prosecco, Monte Grisa e Opicina…

Buon rientro a tutti… alla prossima!

PS: ma perchè il sentiero Gemina si deve percorrere solo da Sistiana a Monrupino? Una domanda che non troverà risposta…

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Quelli del sabato…

Distanza totale: 61.97 km
Altitudine massima: 637 m
Totale salita: 1807 m
Tempo totale: 05:14:46
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… e quelli della domenica

Distanza totale: 51.31 km
Altitudine massima: 371 m
Totale salita: 1043 m
Tempo totale: 05:11:36
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Tutte le foto di Quelli del sabato… le trovate nel nostro album su Flickr

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