Parenzana 2 e mezzo

20-22 maggio 2016

Spargel ha voglia di libertà, esplorazioni e scoperte.
Lancia l’amo.
Il Prof abbocca, salta fuori dall’acqua e si mangia Spargel in un sol boccone.

Ipnotizza ed indottrina l’amico al “purismo” del cicloturismo, alla bellezza dell’acciaio, della dinamo e del parafango, alla comodità dei campeggi e delle sacche da viaggio.
Come i seguaci di Dianetics, Spargel scialacqua un’intero stipendio nell’acquisto di bici teutoniche indistruttibili, borse polacche a prova di esondazione e si china nello studio dei più nascosti blog di viaggiatori del mondo.
L’illuminazione arriva inaspettata…invece di Eureka, a Fossalon si ode un urlo:
“P-a-r-e-n-z-a-n-aaaaaaa”.

Trovato il week-end giusto, scatta il piano: partenza in due, ritorno in tre. In mezzo, fritto misto…
Dopo kilometriche email organizzative, si parte nel tardo pomeriggio per guadagnare terreno.
In due ore si vuole raggiungere Sicciole (Slovenia), partendo dalla foce del rio Ospo (Muggia-Italia).

Dopo aver parcheggiato in zona strategica, si “sellano i cavalli”: 25 kg di tara da aggiungere ai fisici scolpiti dei due MIB.
Anche se previsti solo 200 km di viaggio totali, la preparazione e gli accessori farebbero impallidire un Navy Seal. Solo il purificatore d’acqua è stato ritenuto non indispensabile.

Si parte!
Dopo 200 metri siamo già fermi per la prima foto.

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Alla prima salita (distanza parziale 1 km), si sputa sangue per il peso.

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Ma presa l’abitudine anche alla scarsa stabilità dei mezzi, il duo procede con chiacchiera spensierata su chi ha fatto l’acquisto più figo tra i due.
Skofije, Dekani, Bertoki, Koper, ovvero Scoffie, Villa Decani, Bertocchi, Capodistria.

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In centro alla città, solo il GPS guida i due Babbi Natali sui giusti marciapiedi.
Izola, Strunjan, Portoroz, ovvero Isola, Strugnano e Portorose sono raggiunte in un baleno.

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L’appartamento B&B Giulia viene raggiunto con il sole basso, che illumina con calda luce le saline di Sicciole.

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Siamo accolti con due bicchieri di birra. Alla richiesta del Prof di un succo d’arancia, la signora Giulia fa una battuta sulla sfortunata moglie!
Segue discussione sul sindaco detto l’Obama de Piran, non molto amato da queste parti.
Cena dal famoso gourmet Ribic, con calamari fritti da 15 euro a porzione, ma la panza ringrazia tale bontà.
Il Prof cerca di convertire Spargel al consumo quotidiano di un caldo brodino idratante, ma senza risultato.

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Al mattino, l’abbondante colazione battezza l’inizio giornata. La signora Giulia si merita una recensione nella pagina MIBAdvisor.
E mentre i due si abbuffano, altri MIB scalpitano.
Cinci e Patoco hanno avviato i motori muscolari alle 6.20 da centro città, raggiungono Icefoot che parte da Semedella e si lanciano in una reazione fisica degna dei marines.

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Medioman e MrBlue (alias Valmi) hanno spento il motore della Zafira alle 8.30 al park delle saline di Sicciole. Sul posto, già pronto MrFleg, mitizzato fotografo di gnocca (ndr: MrBlue e MrFleg sono new-entry, attratti dallo spirito MIB).

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Obiettivo della giornata: pranzare in piazza a Grisignana.
Il gruppo parte a tromba… troppo a tromba. Prof arranca in ultima posizione e così attacca bottone ai vicini di pedalata condividendo le origini istriane e ricordi infantili.

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Quando addocchia i polpacci di MrBlue, crede di avere avanti a se un olimpionico in ottima forma.
Si respira solo alle vecchie stazioni… e quando si sbaglia strada. Appena la traccia della Parenzana si interrompe, Medioman e Cinci, memori di un percorso “già percorso”, trainano il gruppo lungo un cartello con scritto “No Parenzana”. Risultato: 3 MIB feriti alle braccia da rovi assassini, 2 borsoni da viaggio caduti per strada.

A Buie, pausa foto e crema solare.

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MrFleg ammette di aver fatto casino con le macchine fotografiche: reflex a casa e mirror-less battery-less.
MrBlue perde la pompa, ritrovata da un altro turista. Difatti, la ciclabile è percorsa ininterrottamente da ciclisti, soprattutto stranieri, soprattutto donne (e non solo…), particolare che MrFleg evidenzia sonoramente.

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Il gruppone procede sotto il sole beone, con un solo obiettivo: sedersi davanti ad un piatto di qualsiasi cosa, ma guarnito col tartufo.
Grisignana compare alla vista con tutto il suo vociare di turisti.

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La cittadina istriana è diventata una ex-tempore artistica ed a ogni angolo ci sono scorci interessanti.

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Facciamo slalom tra la folla e decidiamo in soli 40 minuti in quale locale sederci.

Ma senza MrFleg, che deve ritornare velocemente a casa, credendo questo un giro CAR (leggi Con Ansia di Ritorno).

Anche Patoco deve improvvisamente lasciarci, ma solo dopo il trittico birra-pappa-palacinka (leggi omelette con marmellata o Nutella)… La moglie gli stravolge i piani, volendolo a casa entro 2 ore. Il fatto di doversi fare Grisignana-Trieste (leggi 80 km) in impennata non lo preoccupa.

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Birre di rito, foto di rito, cazzate di rito. Cameriere simpatico, prezzo onesto. Per il Prof che si concede il bis culinario, il brodino vale un 7+, per gli altri MIB fusi col tartufo tranne Icefoot che vuole finalmente gustare il pescato del mare grisignanese.

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E’ giunta l’ora dei saluti: i MIB giornalieri devono ritornare al parcheggio (lungo un percorso alternativo covato a lungo dal duo Medioman-Icefoot, che coinvolgerà nelle loro divagazioni anche un indomito MrBlue), mentre Spargel e Prof devono portare i loro trattori fino a Parenzo, alla stupenda locanda San Eleuterio, prenotata su Booking per soli 35 euro, e…
COLPO DI SCENA!!!
Cinci non vuole perdere l’occasione di spararsi una Trieste-Parenzo-Trieste. L’idea gli frullava in testa dall’alba, così dal suo zainetto estrae spazzolino e divisa per le “vasche” serali (leggi fare struscio).

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Il duo diventa un trio. La salita diventa una discesa verso Levade. Le ruote piene diventano vuote… Prof buca 2 volte.

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Sotto una “lipa” (leggi tiglio), è il momento di stagnare due camere d’aria (leggi attaccar toppe)… nonché occasione per conoscere 3 ferraresi in gita esplorativa verso Porek (riporto la pronuncia ferrarese). Il trio MIB è così superato dal gaio trio che, ovviamente, non ha bucato… non ancora, almeno.

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Si parte verso Montona. Prof medita su combinazioni logistiche:
– letti prenotati a Parenzo per i MIB: 2;
– MIB da sistemare: 3;
– Numero componenti gruppo ferrarese: 3;
– Possibili combinazioni all’hotel San Eleuterio: a questo punto, 3 camere doppie!

L’idea viene comunicata a Cinci ed alla possibilità di sistemarlo in una stanza con un nuovo compagno di viaggio… l’idea non deve essere piaciuta.
Tutte le volte che nostri possibili compagni di camera sono in vista, il Cinci si ferma: una volta per fare pipì, una volta per sgonfiare le gomme… Dividere la camera con uno sconosciuto proprio non gli va. La tensione viene stemperata facendo amicizia con due muli ed una capretta.

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Ma il destino ha messo una spina d’acacia sulla strada di un ferrarese.
Cinci li supera a mille, ma il Prof, da bravo ciaccolone, si ferma per capire il problema e discorrere sulla vita: film, bici, Porek, e amenità varia.
Li lasceremo al loro destino, con il dubbio che siano mai ripartiti…

Ma i MIB ora cambiano pagina. Sono le 18.00: è l’ora del gelato. A Visinada troviamo un market aperto 7 su 7 e ci spariamo un Magnum bi-strato. Mai gelato è stato più buono.
Col sapore di cioccolato ancora in bocca, ci fiondiamo sulla lunga discesa di 20 km lungo tracce di terra rossa, tra vigne e campi di grano, tra raggi di sole bassi all’orizzonte e lunghe ombre strette come spilli…

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E spilli furono: doppia foratura per Cinci e Spargel. No problem, grazie alle tasche da Eta-Beta di Spargel, ogni attrezzo da officina necessario esce a chiamata.

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L’adrenalina sale, le strade crescono fino a diventare statali: l’arrivo al mare obbliga il passaggio su larghe rotatorie e, come nel Tour de France, il gruppo si spezza e poi si ricompatta, frullando a 110 rpm, eccitati dal profumo del mare… tranne Cinci, che invece pedala per non perdere il polpaccio ogni volta che incrocia dei cani bastardi(ni).

Prof guida con sicurezza il gruppo verso l’agognata doccia calda. Ore ed ore di Google Maps e Booking stanno dando i frutti sperati… Vicolo San Eleuterio è presto raggiunto, ma qualcosa non quadra.

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Nei suoi 100 metri di sviluppo, i MIB vanno avanti ed indietro per due volte. Della locanda, nessuna traccia.
Come è possibile? Risposta: il proprietario è il sig. Inc-Cool-8… sembrava troppo bello per essere vero. Qualche risata esce dai negozi vicini… Nella mia mente penso a “Stupidi turisti in braghe corte”.

Sono le 20.00. Il gruppo diventa agitato e scoordinato. Non sappiamo da che parte muoverci per avere alte probabilità di successo. Finché un’agenzia è intercettata quasi per caso. In 5 minuti rimediamo quasi allo stesso prezzo pro-capite una camera con frigo, bagno senza finestra e garage senza chiave. Ci è andata di culo, a soli 300 metri dal mare. San Eleuterio, ovviamente, non lo conosce nessuno…

E’ sabato sera. Ci vestiamo per l’occasione: Spargel casual, Prof casual con sandali e calzini alla tedesca, Cinci casual con scarpe da bici e suola in carbonio, superando, in stile, le collezioni di Prada.
L’allegro trio viene salutato e riverito dalla cameriera del ristorante Sarajevo… per evitare di venir fregati nel primo ristorante della città vecchia, decidono di vederseli TUTTI! Dopo 1 ora e 3 km di viuzze percorse come Pacman, si decide per disperazione. La fame verrà placata con 2 pizze (Cinci e Spargel) e due insalate (Prof).

E’ domenica mattina. Alle 7.00, tutti in piedi.

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Bisogna pianificare la rotta del ritorno. Sono 3 giorni che Spargel porta con se LA TRACCIA DI PATOCO, più mitica della spada nella roccia. Ma al sacro percorso toccato dalle ruote patochiane, il Prof non vuole piegarsi. E così inizia la morra da Mercante in fiera…
Vincerà la strada nel mezzo, ovvero OpenCycleMap che collega il punto A (Parenzo) al punto B (Sicciole).

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E mai scelta è stata più azzeccata! All’astio iniziale, amplificato da qualche sentiero sbagliato nei primi chilometri, subentra entusiasmo e piacere delle scoperta. A Cervar si vede finalmente il mare… e guadi… e paludi… e casette abbandonate… e rapaci giganti… e il Sentiero di San Martino… e la Chiesetta di San Martino… e la barca istriana… e il venditore di formaggi e grappe.

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Siamo a quota zero sul livello medio mare. Alla foce del fiume Mirna (leggi Quieto), il Prof propone un cambio rotta, con curva a 90° e risalita lungo la bonifica.

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La giornata cambia decisamente tono. Gli spazi sono immensi, il caldo bruciante, la salita verso Nova Vas impegnativa.

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L’acqua fresca del cimitero è l’occasione per incrociare un gruppo di pensionati tedeschi in bici. Fino a Verteneglio, sarà una gara ai sorpassi.
Anche se domenica, il centro del paese è animato da sole donne, con il bar principale strapieno e vocioso.
Il percorso prevede poi Buroli, Materada, Iurizzani, Grota, Plovania.
Una sgommata è d’obbligo quando si intravede una mandria di vacche istriane.

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L’idea di Spargel di altri calamari fritti da Ribic accende il turbo al trio. Peccato che il cameriere dai capelli unti, al primo sguardo, ci classifichi come “ciclisti puzzolenti” e quindi non meritevoli dei morbidi cuscini del ristorante. Cinci si sente discriminato ed inizia ad agitarsi. Per evitare guai, decidiamo di placare la fame pedalando… e pedalata su pedalata arriviamo a Pirano.

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Superare il centro richiede capacità da vasellina. Milioni di turisti brulicanti sbarrano il percorso, ma noi ci infiliamo e sgusciamo spinti dal profumo di fritto… ci fermeremo solo all’ULTIMO ristorante, evitando di cadere a mare.

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Sono le 12.00. Menu? No problem: calamari fritti (per due) e brodino (per uno)… tanto per cominciare. Il pranzo dura 2 ore. Il gelato 1 ora. Il giro in centro un’altra ora.

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Alle 16.30 si riparte, lungo la salita più erta d’Istria. Il rischio vomito è quasi sfiorato.

Si procede con lentezza… la strada è nota, e noia e stanchezza rallentano la spinta.
Finché compare Icefoot all’orizzonte. Visti il Giro d’Italia ed il Motomondiale spaparanzato sul divano di casa, ha pensato bene di farci il tifo negli ultimi km… e di stuzzicare Cinci minacciandolo di spoiler del risultato di MotoGP.

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Prof pedala a fatica. Spargel pedala come se nulla fosse. Cinci pedala in accelerata, gasato dei suoi 230 km in due giorni, ormai un tutt’uno con la sua bici.

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Chi in tre, chi in due, chi in un giorno, tutti i MIB e simpatizzanti hanno vissuto scorci, profumi, panorami, amicizie e sapori di un’Istria da amare… ed hanno ora una nuova storia da raccontare.

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NOTE:
1) La Parenzana, lungo la vecchia linea ferroviaria, è un percorso lungo, in virtù della sua bassa pendenza. A tratti noiosa, io la sconsiglio quando fa caldo ed il sole picchia. In alcuni punti, la segnaletica è assente e verso Kastelier è facile perdere la traccia, dove il rilevato autostradale ha tagliato l’originario percorso. Noi ci siamo salvati grazie ad una traccia GPS.

2) Con Spargel abbiamo provato a saggiare una configurazione da cicloturismo impegnativo. Siccome per 3 giorni si possono portare le stesse cose necessarie per 15 (tenda esclusa), ci siamo flagellati con borse a pieno carico. Grazie alle ruote da 28″ e pneumatici da trekking, il peso quasi non si sente, anche se inerzia e stabilità possono togliere sicurezza nella guida.

3) Ottime impressioni per le bici nuove di pacca, appositamente dedicate al viaggio lento: utili il cavalletto, la dinamo nel mozzo e le luci, una seduta comoda non troppo distesa. Il sellino in pelle della Brooks mi ha soddisfatto.


Andata

Distanza totale: 119.44 km
Altitudine massima: 302 m
Totale salita: 2451 m
Tempo totale: 11:58:05
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Flickr_MIB
Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Flickr

3 pensieri su “Parenzana 2 e mezzo”

  1. Complimenti a Spargel che ha lanciato l’ idea e al Prof che ha contribuito a svilupparla e poi deliziosamente a descriverla.
    E bravi tutti i MIB di contorno!

  2. bravi muli come sempre nelle zingarate che fate , percorsi e paesaggi noti della vicina Istria, che fa sempre piacere ripercorrere anche se al momento solo da tastiera.
    poi con le signore ci potete dire come avete fatto a marcare 2 giorni di assenza totale da casa 🙂 per giunta nel weekend???

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