Su e giù dal Cielo

2 aprile 2016

Volete un giro fuori dal normale? Basta chiedere ad Icefoot ed al Prof.

Presso l’allevamento di salmoni a Bagnoli, 4 MIB (Bussola, Cinci, Diesel e Prof) ascoltano ad occhi sgranati la proposta di Icefoot: essere il primo gruppo ciclistico che sale in “rewind” tutto il monte Carso… ovvero pedalare (o spingere) in salita lungo le discese enduro più famose.
Fu così che il gruppo affronta in SU la discesa (in salita) di Crogole (scalette di legno comprese) ed il Tobograd, sfidando la gravità, pedalando quando si poteva e spingendo quando non si poteva.

Dopo 10 minuti, sempre Icefoot, ebbro della sua idea, indica una nuova traccia nella boscaglia (ovviamente lungo la linea di massima pendenza) per evitare un noioso e chiaro sentiero: e fu così che i cinque entrano nel regno di “Riccioli d’oro ed i tre cinghiali”. Ecco la sala da pranzo tutta sgrufolata, ecco la zona notte con giacigli di foglie secche, ecco il giardino con terreno franato… per fortuna i tre cinghiali non si vedono.

Durante la fase di sburtanbike, i pensieri di tutti vanno alla nostra collega Spoletta, che a 200 km di distanza si guadagna il podio alla Kremenjak Trail di Premantura (Pola).

Ma il posto nell’Olimpo viene guadagnato dai MIB a suon di urla, quadricipiti ipertrofici e sfide all’anossia. Diesel ed il Prof, con gli occhi fuori dalle orbite per lo sforzo, ingaggiano duelli a suon di spallate nel tenere la linea verso il Dargobot (Tobograd al contrario)… Icefoot e Cinci puntano ad arrivare in cima per primi, tagliando le curve. Bussola, in un modo o nell’altro segue gli altri.

La terra è secca e screpolata. Le curve a rollercoster fanno paura… soprattutto perché le scarpette con tacchette scivolano sul fondo duro e compatto durante la spinta. Da lontano, sembriamo dei gatti Silvestro che si arrampicano su di uno specchio. Il set è perfetto per delle foto da copertina, ma nessuna ha una macchina fotografica a documentare l’evento.

Sotto il castello di San Servolo, tutti son gasati come mandrilli per la prova superata. La carenza di ossigeno durante la salita ha fatto cadere un ciuffo di capelli al Prof, che ora inizia a menar le danze.
In senso orario, si pedala su tecnico sentiero sul costone alle spalle di Kastelec, fino alla panca pentagonale che abbraccia una quercia, per poi scendere lungo un ripidone al paese.
Ed è qui, che il gruppo raggiunge il CIELO: l’immenso prato a sud di Kastelec si estende a vista d’occhio fino allo strapiombo sopra Ospo. Dinnanzi a noi, si vede solo Tinjan. Nel mezzo, il vuoto.

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La già estatica visione è amplificata dalla presenza di decine di cavalli allo stato brado che pascolano in una quiete irreale, in questo far-west a pochi km dalla città. I MIB rimangono impalati di fronte a tanta bellezza.

Per evitare di spaventare puledri e ronzini, il Prof si allontana dal sentiero, con l’idea di prenderlo poco sotto. Ma la strategia crea solo un momentaneo disorientamento, incasinato ulteriormente dai recinti elettrici da scavalcare.
Raggiunta la traccia, inizia il GIU’, ovvero la discesa tecnica verso Ospo, che fa felici Diesel, Icefoot ed il Prof, ed imprecare Cinci e Bussola.
Il gruppo ricompattato ricomincia il SU verso le pareti di Crni Kal, superando il paese e raggiungendo le falesie piene di arrampicatori.
Mentre il Cinci ci saluta con la gamba destra ipertrofica, l’unica che ha spinto in questa uscita dopo i recenti fastidi sciàtici, i MIB rimanenti si mettono in ligia processione, con bici a mano, lungo le basi delle pareti, dribblando i climber di almeno 5 o 6 nazioni diverse e le nuvole di marijuana.

Tra pareti a strapiombo ed antri ipogei, i MIB sono fermati solo dal passaggio di un treno merci.

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I carri in curva parabolica a meno di tre metri di distanza fanno una certa impressione!

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Ancora 50 metri di dislivello, e la meritata pausa si apre sulla valle del Risano. Il CIELO è di nuovo vicino.

Ore 12.30. Il rientro è obbligatorio per Diesel entro le 13.30: gambe in spalla per un rientro al fulmicotone.

Rapido passaggio al Castello di Crni Kal con discesa tecnica, salita verso la cava, traverso dell’area bruciata, single track nel bosco e Kastelec è di nuovo raggiunto. I MIB si lanciano di nuovo GIU’ per il Tobograd, ormai senza segreti cm dopo cm.
Solo Icefoot, troppo pieno di se, valuta male le dimensioni di canale messo di traverso e, a dispetto di tutte le raccomandazioni, si tuffa con la bici che si insacca e gli abbraccia la panza. Caduta inevitabile, ma senza conseguenze.

Siamo partiti in 5, siamo tornati in 10 (4 MIB + 3 zecche con il Prof + 2 zecche con Icefoot + 1 zecca con Diesel).


Distanza totale: 38.41 km
Altitudine massima: 437 m
Totale salita: 1642 m
Tempo totale: 05:46:45
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Flickr_MIB
Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Flickr

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