Guide in Carso

10 aprile 2016

6 MIB + 3 ospiti triestini + 2 ospiti friulani = 11  mountain biker in giro per il Carso Triestino.

Dopo una settimana di frenetici botta e risposta tra post sul forum MIB con Daniela e Roberto, messaggi su Facebook con Doris e Fabio, contatti sotterranei con Michele per il tramite di Spargel, con consulti meteo e meditazione sul percorso, alla domenica mattina ci ritroviamo in 11 biker al posteggio del Centro Lanza.

La meta è chiara e semplice nella mente del Prof e di Spargel: trastullarsi sui sentieri del Carso con fine ultimo arrivare all’agriturismo di Filipcjie Brdo.

Agli ospiti friulani vogliamo far apprezzare la bellezza della costa, quindi il gruppo si muove compatto verso l’inizio della Napoleonica, per ammirare il golfo triestino, spaziando dall’Istria alla città, da Miramare fino alla laguna.

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Ma c’è solo il tempo per la foto di gruppo e via, subito si riparte perché l’acquolina è tanta (!!!)…

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L’itinerario prosegue lungo l’itinerario CAI n°1, tra Prosecco e Santa Croce, con alcuni strappetti e divagazioni, sino a giungere alla vedetta Slataper di monte San Primo dove il panorama dona la scusa di una pausa.

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L’infido sentiero a saliscendi è illuminante per capire subito di che pasta è fatto Roberto: potenza e controllo su due ruote a monostelo. Basta poco per scoprire la sua passione ultratrentennale, nata con una Bianchi in acciaio.
A sua insaputa, Prof e Bussola gli conferiscono l’iscrizione onoraria nell’esclusivo Club Zeppelin, che fino ad oggi annoverava il solo Patoco quale membro rappresentativo… ovvero cavalli di razza della stessa pasta.

Il Cinci prende le redini del gruppo e trascina tutti lungo un divertente singletrack che Diesel non gradirà… troppo sassoso, troppo boscoso, troppo scorrevole, troppo scassato… e la valvola (non quella cardiaca) dice: “No, a me non la si fà, mi piego, ma non mi spezzo”, cosicchè anche la latticizzazione se ne va a farsi benedire e si ritorna alla buona vecchia camera d’aria.
L’operazione è sponsorizzata dal Lidl, che fornisce a molti MIB gli attrezzi per il primo soccorso meccanico.

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L’attesa dona l’occasione buona per conoscere l’intraprendenza giramondo di Fabio e Doris, con lo sport nel sangue.

Tappa fugace a Santa Croce, di fanciullesca memoria per Doris, e senza perdersi d’animo, il gruppone continua lungo il CAI n°1 nel bosco Babiza, fino alla torre piezometrica “Liburnia”, purtroppo chiusa, e da qui all’abitato di Aurisina.

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E’ giunta l’ora di cambiare rotta e “lepre”: Sparghel prende le redini e dopo un tracciato SE-NO ruotiamo di 90° a SO-NE,  per far conoscere ai “foresti” (e non) la grotta Caterina, luogo di religiosa adorazione di tutti i geologi festaioli (e non), dove riecheggiano ancora gli echi del mistico canto: “Odino, Odino, no stane mandar piova, manda vino”.

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Ed ecco che si scopre che anche Michele è adepto delle escursioni ed arrampicate. Nella mente del Prof già si delineano sottosezioni MIB dedicate alle attività sportive alternative sulle falesie della Val Rosandra, che potrebbero trovare facili iscrizioni tra Maverick e signora.

E più avanti ci aspetta la grotta Lesa con una gran sorpresa: a bocca aperta, il gruppone ammira infervorato  il gran lavoro di ripristino di mura ed edifici militari in pietra a secco ad opera della famiglia Lupinc, a memoria del nonno morto nella Grande Guerra. E mentre Roberto gusta ammirato panorama e bianco calcare, Daniela ammira Prepotto e chiede lumi sulle casette carsiche per un prossimo investimento immobiliare.

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Dopo lo stop cultural-turistico-morfologico, finalmente un po’ di salita… uno “strappetto” fino alla cima del San Leonardo, dove solo un panorama a 360 gradi lenisce le fatiche per lo sburtanbike.

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Lo spirito di tutti si ritempra guardandosi attorno, ma arriva purtroppo la prima delusione della giornata… Bussola dovrà a  breve abbandonarci per rientrare a pranzo in famiglia… Niente Filipcjie Brdo per lui…

Per la gioia dei soliti (ehm) si discende il ghiaione del versante nord, raggiungendo un divertente (ehm, ehm) singletrack, dove Doris sfoggia capacità tecniche e sorriso, che ci porta alla magica tripla 45-3-45 (formazione CAI), quasi tutti fino a Sales…

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Quasi tutti perchè Bussola, guidato dal suo proverbiale senso dell’orientamento, lascia che gli altri 10 sbaglino strada, facendo sì che il rotolio delle sue ruote lo porti fino alla strada asfaltata…

…e gli altri? Scendono tutti lungo il giusto sentiero, domandandosi dove sarà il Bussola, mentre già iniziano i primi contatti con le squadre dei cani da valanga, la protezione civile e le badanti di Casa Serena!

Tutto è bene ciò che finisce bene, tranne per Diesel che decide di forare ancora la ruota anteriore… La scusa è quella buona: “Siamo un po’ in ritardo, fermiamoci per un caffè-merenda di mezza mattina a Sales”…

A Sales tutto tace, a Colludrozza non s’ode moka… Solo a Sgonico nitrisce un cavallo posteggiato… Vada per un merendino a Gabrovizza, allora!

E merendino sarà… alle 13:45 da Milic ci concediamo una pausa e mentre si ordinano affettati, vino, uova, grappe, il sole ci cucina lentamente e si insinua tra noi il dubbio… ma Filipcje Brdo? Purtroppo per Spargel neanche stavolta si riuscirà a raggiungere l’agognata meta (oramai mero miraggio).

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Il tempo fugge, mentre le nuvole arrivano, così dopo solo due orette di libagioni bisogna rimettersi in moto per ritornare al punto di partenza, dove salutiamo i nostri graditi ospiti, nella speranza di non averli traumatizzati (!!!) e di ritrovarci presto nuovamente a pedalare in loro gradevole compagnia.

PS: un cablogramma a tarda notte segnala un losco figuro, vestito in blu-bussola, rincorrere e superare dei ciclisti in bici da corsa tra Samatorza e Prosecco…


Distanza totale: 41.86 km
Altitudine massima: 395 m
Totale salita: 927 m
Tempo totale: 08:27:49
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Flickr_MIB
Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Flickr

2 commenti su “Guide in Carso”

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