Izola-Podgorje “si sta un attimo”

14 novembre 2015

“Il racconto che segue è liberamente ispirato dalla fantasia; somiglianze con luoghi, persone o fatti realmente esistiti sono da considerarsi puramente casuali”.
Le proposte per il Sabato dello zoccolo (en)duro MIB sono quantomeno bellicose: obbligo di protezioni integrali, gravity estremo, abbattere tutti i record downhill su STRAVA, la RedBull Rampage al confronto sarebbe stata una passeggiata.

Con queste premesse Patoco e Cinci, poiché sprovvisti dei parastinchi (timida scusa), optano per una traccia flow disegnata artigianalmente da Patoco, rivista da Maverick, benedetta da Don Ciclope (il parroco dei ciclisti), che in soli 33km tra asfalto e sterrato unisce Isola a Podgorje.
La Tabella di Marcia recita:

  • 8:00 ritrovo Largo Barriera
  • 9:20 sosta shopping Specialized Izola
  • 12:00 arrivo Podgorje
  • 13:00 pranzo rifugio Tajano
  • 15:00 doccia

A convincere definitivamente il Cinci è anche la promessa di salita al Tajano dalla durissima carraia di Podgorje, che conferisce al giro un grado di difficoltà consono al MIB.
Sarà vano anche il tentativo di Icefoot, che compare (su mandato del Direttivo MIB) in Largo Barriera di buon mattino con in mano due paia di parastinchi, cercando di dirottare il duo Marathon sulla non-retta via.

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L’arrivo a Isola è fulmineo, tanto da far pensare che sia il caso di prenderla con più calma: shopping senza ansia, 2 minuti a sbavare davanti a una S-Works da OTTOmilaEURO, pausa caffè al bar e doppio giro di foto.

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Finalmente la traccia ha inizio, prima salita: subito bloccati contro una parete ripida e fitta di vegetazione, la traccia entra nel greto di un torrente tra sassi e rovi; dietro front (eppure avevamo fatto controllare il percorso da Maverick…). Aggiriamo la collina da una strada di penetrazione agraria, fondo in cemento con pendenze mostruose, l’onore MIB è salvo.
Prima discesa: pochi km e la traccia si perde di nuovo, ma un guizzo di genio del Cinci intravede tra i rovi un possibile passaggio, siamo salvi (o quasi); imbocchiamo una salita ripidissima e sassosa che ci costringe persino a un breve sburtain, un gruppo di villici ci guarda con compatimento, un mulo ci riconosce e ci viene incontro.

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La salita continua senza troppi complimenti, si inizia a sentire un’ombra di fatica, tanto da suggerire la prima frase non priva di senso: “beh, una volta a Podgorje decideremo se fare il Tajano o meno”, entrambi annuiscono, intimamente convinti di farlo ad ogni costo.
La salita termina in uno dei tanti ameni paesini dell’Istria, i colori dell’autunno dominano, troppo bello per non fotografarlo, Cinci fa da modello nelle sue pose più ispirate.

CinciPoser

Pochi chilometri e ancora un borgo degno di nota, la piazza, la fontana… la tappa è d’obbligo: merenda e nuovo giro di foto artistiche.

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Nella successiva ora e mezza i due MIB continueranno a ripetersi di essere praticamente arrivati a Kubed, salvo arrivarci non prima delle 13, orario in cui sarebbero dovuti essere comodamente a tavola in cima al Tajano. Man mano che il tempo passa risulta sempre più chiaro che non solo la stima dei tempi era smodatamente ottimistica, ma anche il computo dei chilometri da percorrere decisamente fallace. Soltanto i bei panorami, i passaggi tra gli uliveti, un bellissimo sentiero nel bosco e i colori dell’autunno carsico, riusciranno a distrarre i due MIB dal divario che cresce tra loro e il pranzo che sfuma come nebbia all’orizzonte.

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Kubed è zona nota, lo spostamento sino a Hrastovlje non presenta intoppi particolari, a parte la fame che azzanna un Patoco rimasto a secco di scorte alimentari. In queste condizioni e con ansia da rientro innescata da telefonata della PatocoMoglie, si giunge sotto il massiccio di Osp, che a guardarlo da sotto sembra piuttosto minaccioso. La traccia si sviluppa parte su asfalto ma per lo più su sterrato, con pendenze mai lievi, a tratti severe; lo scollinamento sull’altopiano verso Podgorje è una vera conquista, almeno per il famelico Patoco; Cinci gode di ottima forma e disserta sul senso della vita.
Verso le 15 Podgorje è conquistata, con “sole” tre ore di sforamento rispetto alla tabella di marcia.

Patoco rosicchia il Nobby NIC posteriore del Cinci, quest’ultimo reagisce scovando un locale impossibile nella periferia di Podgorje (paesino che già di suo è una periferia), da fuori sembra chiuso ma varcata la soglia nasconde un bar ristorante in piena regola. Probabilmente i due MIB sono stati vittima di un’allucinazione, non lo sapremo mai. Evviva: due panini, uno strudel, due litri di Coca Cola e la fame è vinta, in tutto in tempi da fast food.
Con potenti mezzi informatici viene comunicata la posizione al Quartier Generale MIB, che risponde col massimo rispetto per le due reclute in difficoltà… l’eco delle risate risuona attraverso la fibra ottica sino alle porte di Lubiana. Specy ci informa che un percorso simile qualche anno prima fu coperto in ben 10 ore… la Patoco moglie osserverà che “poteva dirlo il giorno prima”.
Si torna a casa. I due MarathonMIB si saluteranno a Kozina, dove un Patoco esanime imboccherà la ciclabile, mentre un fresco e pimpante Cinci approfitterà di essersi liberato della zavorra per l’ultimo tiratone di giornata, ma senza strafare perché il giorno dopo lo aspetterà altrettanta impresa con Maverick!


Distanza totale: 100.35 km
Altitudine massima: 513 m
Totale salita: 2872 m
Tempo totale: 08:29:02
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Flickr_MIB
Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Flickr.

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