Doppia disfatta

17 ottobre 2015

C’è chi può permettersi una intera domenica di gita in terra istriana (i MIB esploratori)…
…e c’è chi si incontra il sabato mattina, con il rischio di pioggia in area bisiaca.
Sotto la benedizione dei lupi di San Giovanni di Duino, si presentano il Prof con Patoco, che arrivano con auto da Est, e Spargel, che arriva con auto da Ovest.
I tre MIB proseguono motorizzati fino a Jamiano, perché le idee sono ancora confuse… Solo il tempo si è deciso, volgendo al bello.
Prof e Spargel danno i numeri (CAI, si intende): il primo 79, il secondo 75.
La verità scorre nel mezzo (ovvero traccia nel mezzo tra i due sentieri) ed il Prof ci mette lo zampino. Trainando a forza il trio controvoglia, inizia lo sburtan-bike tanto odiato.

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Il linciaggio è evitato grazie al panorama ed ai ruderi cultural-militari.

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Ora l’obiettivo è percorrere il mitico CAI 79 fino a Gabria, ovvero lungo tutto il vallone di Gorizia.
La traccia è un infinito singletrack su fondo sdrucciolevole, sassi infidi e sommaco bagnato. Le calze sono zuppe dopo pochi chilometri.
Le scarpe nuove di Spargel emettono “scintille”. Le tacchette SPD mal si sposano con i pedali flat, impedendo allo stoico MIB un appoggio stabile e sicuro.
Il numero 79 porta sfiga…. anche questo secondo tentativo MIB in due anni deve essere abortito.
Il gruppo analizza il problema e formula la soluzione: “Si cambi percorso!”
Spargel, felice, propone la traccia dell’Anello del Terstelj, furbamente memorizzata nel suo Garmin.
Ripercorrendo tratti della gara Kras-Cross, si arriva alla torre di Cerje.

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Dopo una rapida visita, sgranando gli occhi sul costo di ogni dettaglio di marmo, ferro e legno di tale monumento, è arrivata l’ora di soffrire.

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L’obiettivo è raggiungere la cima del Terstelj. Anche questa meta non sarà raggiunta.
L’esile traccia che punta al Faitj Rib è una sfida all’impuntamento. Il Prof urla davanti, Patoco segue in modalità Trail, Spargel rischia di incendiare l’erba alta.
Tra sburtan-bike, rovi, zecche (il Prof ha il cavo popliteo dal sangue buono) e l’orologio che implacabile “magna le ore”, il gruppo compatto decide di scegliere l’opzione “carareccia”… non prima di una breve sosta del Prof per cambio del “budel”.

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L’uscita “nè carne, nè pesce” richiede una nuova consultazione delle mappe per trovare un rapido ritorno alla base. Il Garmin propone una linea diritta fino alla meta… Chissà perchè i MIB si perdono in mezzo ad un prato.
Spinti dalla curiosità di vedere delle cavità naturali, indicate dal segno KAVERNA su un paletto, si inventano col macete tra lo scotano la traccia mancante.

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Alla vista dei “buchi” chiaramenti artificiali e risalenti al conflitto ’15-’18, Spargel sparisce… come un cane segugio, perlustra tutti gli ingressi fornendo nomi, cognomi, DNA e dati sull’ultimo pasto di chi si è avvicinato a quei luoghi negli ultimi 100 anni.

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Kostanjevica è subito raggiunta. Verso Sela na Krasu i MIB non resistono ad un riposino alla fermata dell’autobus del paese, baciati dal sole.

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Jamiano si trova ora  200 metri di dislivello più in basso. A bomba, il gruppo si fionda lungo il sentiero che taglia il versante.

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Solo alla fine Spargel ammette di essere giù di tono causa raffreddore… nessuno gli crede visti i Watt espressi!


Distanza totale: 28.73 km
Altitudine massima: 421 m
Totale salita: 757 m
Tempo totale: 04:16:19
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Flickr_MIB
Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Flickr.

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