Raft-bike

28 marzo 2015

Primo vero weekend primaverile, nuova uscita “esplorativa” MIB. Ritrovo al Sincrotrone per il gruppo sabatino con poche idee e ben confuse.

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Presenti Cinci, Diesel, Duracell, Maverick, Medioman, Prof.
C’è chi parla di Auremiano, chi di Glavicorka, Razuscica e Ostric, chi di Val Rasa, chi di Mahnic… E siccome l’autobus non arriva, non ci resta che pedalare… tutti concordi, si va verso il Timavo-Reka.

Allora via, lungo sentieri sterrati, verso Lokev, proseguendo per Preloze sino alle grotte di San Canziano. Qui, tra ricerca di sentieri dimenticati ed altri preclusi da lavori in corso, circondati da autoctoni intenti nella pulizia delle stradine di paese, non resta altro che effettuare una sosta ristoratrice e foriera di decisioni sul percorso da seguire.

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Il Prof, sicuro delle sue conoscenze sentieristiche illustra tracce gialle, rosse e nere sulla carta messa a disposizione da Diesel… “scendiamo qui lungo questo tracciato rosso (tutti annuiscono), poi prendiamo questo tratto nero (pochi annuiscono), infine qui dove non c’è nessun tracciato (???)”. Ma tutti si fidano di lui e gli lasciamo carta bianca.

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E la domanda che ci poniamo tutti è: “Aaron Gwin è stato qui?”

Allora si scende da Betanja, si risale verso Brezec, si prosegue fino alle rovine del castello di Skolj, dove in fondo alla valle vediamo finalmente scorrere il fiume Timavo nel suo tratto epigeo finale, prima di inabissarsi nelle grotte di San Canziano.

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Alcune locali, intente nella pulizia delle rovine dai rifiuti lasciati dai soliti incivili, ci salutano sorridenti, ignare della nostra passione per il raft-bike. Appena fuori dal maniero un ripido sentiero di terra smossa, pietre franose e scalini legnosi permette alle giovani di scendere fino al Timavo per raggiungere, lungo il corso del fiume tra sabbia e radici, le loro abitazioni a Famlje e Skoflje. Le salutiamo e rimaniamo ad ammirare il panorama… ignari del nostro futuro!

“Scendiamo di qua fino al Timavo, sentierino con bici a mano e poi un po’ da spingere, fino a rimontare in sella” sono le parole del nostro Prof. Questo significa seguire le locali lungo il sentiero poco sopra descritto…

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Un primo tratto verticale ci obbliga a scendere aggrappati agli alberi, artigliando con le scarpe il poco terreno stabile, cercando di non scivolare sui tronchi lisci e di non scaricare troppi sassi su chi ci sta sotto…

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Impegnativa discesa, ma quale piacere appena giunti lungo il corso del Timavo! Il lavoro meraviglioso della Natura non può che farci rimanere estasiati!

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Il sentiero prosegue a lato del corso del fiume, talora toccando le sue acque, talora trasformandosi in piccoli tratti ferrati come se ci trovassimo in alta montagna…

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Pian piano il fondo impervio di radici e sabbia si trasforma in una compatta carrareccia che ci porta fino alla strada ed al ponte sul Timavo, dove Duracell medita un tuffo carpiato ritornato bi-ruotato!

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Il ritorno passa per Famlje e Gorice, fino a incontrare il stradone che ci riporterà fino a Dolnje Lezece, dove qualcuno si lancia in una seconda merenda…

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Qui il gruppo si divide, tre MIB rientrano, tre MIB decidono di assaggiare la cucina della signora Margherita alla gostilna Bzku… 2 giri di birre, fusi col tartufo, cavapcici, lubjanska ai ferri… 3 ore di relax sotto al sole, un pomeriggio impegnativo!

Il ritorno al Sincrotrone scorre veloce lungo i sentieri già percorsi al mattino, con la luce gialla di un sole ormai pronto al tramonto.


Distanza totale: 42.42 km
Altitudine massima: 476 m
Totale salita: 721 m
Total time: 07:41:17
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Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Google Foto

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