Le creste della Ciceria

22 novembre 2014

Cicio no xè per barca!

Recita l’enciclopedia Treccani:
“I Cici abitavano (ed abitano ancora oggi, in numero ridottissimo), le montagne della Ciceria, zona interna dell’Istria tra Trieste e Fiume. Si dedicavano principalmente all’attività pastorizia ed alla produzione di carbone, ma in cerca di fortuna si calavano nell’austroungarica Trieste, porto dell’Impero asburgico, in cerca di fortuna e spesso finivano per essere imbarcati sulle tante navi che il porto ospitava, ma non riuscivano facilmente adattarsi alla vita di mare (onda su onda…)”.

Recita il credo MIB:
“I MIB abitano (e abitavano negli anni ’90, in numero crescente), nell’area cittadina di Trieste, lembo estremo d’Italia tra il Carso ed il mare Adriatico. Si dedicano principalmente ad attività nel terziario e nella manovalanza specializzata, ma in cerca di fortuna si spostano verso il Carso sloveno, porta degli ex regimi dell’Est, in cerca di fortuna e spesso finiscono per imbarcarsi in una delle tante avventure che il territorio offre e per questo non riescono facilmente ad adattarsi alla vita di città (stress su stress…)”.

Un sabato mattina di novembre.
Il desiderio era al limite.
La congiunzione astrale, unica, tra stabilità metereologica e giornata libera.
E’ il momento giusto per una traversata delle CRESTE DELLA CICERIA!

L’entusiasmo subito si placa per la mancata partecipazione omnia dei MIB.
Chi deve sopportare parenti, chi deve sopportare i lavori in casa, chi deve sopportare il dolore fisico, chi deve sopportare un compleanno ai gonfiabili.
Solo MEDIOMAN, CINCI ed il PROF decidono di sopportare la fatica della pedalata.

Partenza ore 8.30 dal Manicomio (OPP):
CINCI si presenta vestito da palombaro: triplo strato pneumatico dalle scarpe al casco; nello zaino c’è il ricambio leggero.
PROF si presenta vestito con 3/4 e giacchetta da mezza stagione; nello zaino c’è il ricambio pesante.
MEDIOMAN si presenta in bermuda (o mutandoni?); nello zaino non c’è ricambio.
Sembra che qualcuno, da dietro il muro, rida…

L’auto è ormai piena, di bici, di ciacole, di aspettative…e di sole.

Quindi, a Podgorje, l’abbigliamento MIB si è invertito.
Il palombaro si è denudato, il teen-ager si è vestito, il Prof è rimasto uguale. Gran lavoro, senza tenere conto dei 4 gradi esterni alla macchina.

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Dopo la foto stile “La firma in bianco” di Magritte, si parte coi brividi. Il ritmo deve essere sostenuto per forza, per scaldarsi dentro.

E gli animi si scaldano subito…anzi si incendiano.
Il PROF vuole puntare alla vetta del Kojnik lungo un sentiero nuovo e ripido. Il resto del gruppo vuole proseguire per la carrareccia…Nessuna parola, solo azioni di forza. Il PROF non desiste e trascina il gruppo per un singletrack da scordare in salita ma da ricordare quale futura discesa.
Verso la cima…verso le canottiere…le canottiere?
Si, le canottiere di due gitanti, troppo sudate per guardare il panorama…l’improvvisato spogliarello ci rimarrà sempre celato, come celati sono rimasti i nostri polpacci all’attacco dei loro due pseudo-cani, abbastanza incazzati. Il sorriso MIB li ha ipnotizzati!

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E’ tempo di scattare un’altra foto ricordo tra il timbro di vetta ed il monte Taiano, laggiù in fondo.

E da ora inizia il roller-coaster delle Vette.
Un unico single track, lungo, infinito e giallo, che segna la prateria e la nostra fatica.

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Come in “Mezzogiorno di fuoco”, scatta il duello tra “anziani”…Il PROF ed il CINCI iniziano a roteare le cosce, a scalare i pignoni, a sudare nel vento, sfidandosi come bambini verso ogni cima…(fino alla fine, 15 km di testa-a-testa).

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Il gruppo giunge alla cima del Golic, come personaggi della migliore tradizione dei cartoni animati giapponesi (?): il PROF, pedalando, ansimando, con tuffo finale a pelle di leopardo per tagliare il traguardo di una salita finalmente sconfitta, cotto e pesto come Rocky Joe dopo un combattimento contro Toro; il CINCI e MEDIOMAN con la bolla dal naso per la riposante salita, spingendo la bici, orgogliosi di poter dire “noi c’eravamo quando è salito fin lassù sui pedali“!

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Ormai il paesaggio è sublime.  Si è nel nulla, immersi nel tutto.

La visione è aerea, metafisica…ai nostri piedi, le tracce nell’erba autunnale sono come i Tagli di Fontana, mentre anche il Triglav, imbiancato, ci benedice dal lontano.

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Non resistiamo…e ci scattiamo una foto edonistica dietro l’altra.
Sul libro di vetta, i nostri nomi si aggiungono a quello di Maverick, che ci ha preceduto di 2 giorni.

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I km passano lentamente…tra maestosi saliscendi delle creste della Ciceria.

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Ma la vetta del Zbevnica è raggiunta dopo soli 15 km…i 15 km più faticosi da un’anno a questa parte.

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Segnamo orgogliosi il nostro passaggio sul libro di vetta, mentre dalla vetta conquistata il nostro sguardo spazia per 360°, in ammirazione della natura che ci circonda.

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Pur nella desolazione che sembra regnare sovrana, sono presenti i segni di chi si prende cura dei viandanti ed esploratori.

Dobbiamo quindi lasciare il segno dovuto del nostro passaggio in omaggio di chi ci ha preceduto e di chi ci seguirà.

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MEDIOMAN è quasi felice di iniziare la discesa verso UN ristorante, ancora da definire.
Il PROF, come di consueto, non dice nulla e decide la direzione. Questa volta sceglie una linea invisibile tra l’erba alta, segnata solo da pali bianco-rossi.
Il CINCI non apprezza ed il PROF lo sente da lontano…come ne sente il ghigno, appena si esibisce in un carpiato con avvitamento per colpa di una subdola pietra croata.

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Per i MIB ormai la giornata è piena. Sono le 13.30 e urge trovare una domacia gostilna. Inizia così il viaggio di ritorno, tutto su asfalto, verso Dane, Vodice ed infine Jelovice.

La Konoba Lovac è un abbaccio accoccolante. Dal 1902, accoglie viandanti, pellegrini, cacciatori bresciani ed ora anche MIB affamati.
3 Karlovacko, parsut di prasez cicio, bobici, funghi e “fusi col sugo de galina” hanno su di noi l’effetto di un coffee-shop.

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Il tempo passa, ma a noi non interessa…solo la nuvola bastarda che nasconde i vitali raggi del sole ci fa risvegliare con i brividi autunnali.
Pagati 10 euri a testa, ci vestiamo con tutto quello che disponiamo e voliamo verso la civiltà.

Perché: Ciceria xè per bici!!!


Distanza totale: 37.58 km
Altitudine massima: 992 m
Totale salita: 1212 m
Tempo totale: 06:21:02
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Flickr_MIB
Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Flickr

2 commenti su “Le creste della Ciceria”

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