Kastelec-Osp-Crni Kal

4 ottobre 2014

Alla fine sono uscito da solo per un giro mega-super…nel senso che, uscito svogliato, sono ritornato ringiovanito di 10 anni grazie a nuove esplorazioni.
In tre ore abbondanti, ho chiuso un circuito ad anello dove 80% dei percorsi era nuovo…cosa rara, da queste parti.

Trasferta via bitume per Caresana, Prebenico, San Servolo fino a Kastelec, punto di partenza.
Qui, dopo essermi impegnato con documentazione cartografica a casa, ho finalmente scovato (a dir la verità è ben segnato già sulla strada) il sentiero “fantasma” che da anni ricercavo…il CAI sloveno deve essere passato da poco, perché i bolli sono quasi fluorescenti.
Sulla mappa, una linea-sentiero collega Kastelec con Osp, 300 metri più in basso…cosa mi aspetta?
Dopo essermi infrascato lungo una carrareccia semi-abbandonata (con elevato rischio di forature) – (poi ho scoperto che è possibile by-passarla per altre vie), ho raggiunto il pianoro “Paradiso”…sono rimasto a bocca aperta in questa landa gialla, con vista aperta a destra-sinistra e sentiero sparato diritto verso Tinjan…poi è comparsa Trieste, con il suo golfo…cielo blu, nuvoloni batuffolosi, ed io, diritto, lungo la linea, inizio a scendere verso il nulla…ho quasi paura di finire di sotto…sensazione bellissima, mentre la valle di Osp si apre davanti la mia bici.
Ma davanti a me ci dovrebbe essere la parete di Osp…spero che la strada curvi…
Ed infatti, curva secca a destra, ed il sentiero diventa impestato. Anzi, tecnico…per arrivare ad Osp, scende a zig-zag.
Sopresa…tutto pedalabile.
Primo tratto: il più tosto…erba alta (meglio farlo in inverno) e massi smossi…due penalità…durante lo stop, mi accorgo che ho il fiatone e che le mani mi fanno male…ed ho solo iniziato la discesa!
Curva stretta e poi secondo tratto: banale, nella ghiaia smossa.
Curva stretta e poi terzo tratto: banale…ma alla mia sinistra vedo il vuoto…non mi fermo a vedere se il baratro dei climber inizia proprio lì.
quarto tratto: divertente, nel sentierino stretto scavato dalle acque, su banconi di flysh, poi sassi, poi misto…due penalità.
Arrivato ad Osp, sono felice come una Pasqua…guardo le famose pareti dietro di me: impressionanti!
Le ruote da 29”, secondo me, mi hanno aiutato più di qualche volta a non cappottarmi.

Il secondo obiettivo è stato Crni Kal, raggiunta per la ciclabile che parte da Misja Pec, già percorsa in parte dai MIB… ma stavolta proseguo fino al centro paese, lungo ghiaia, asfalto, sentieri di campagna.
E’ la prima volta che entro in paese, è l’impressione è positiva… uomini e donne di legno, intagliati in tronchi d’albero, sono disseminati quà e là da un’artista sconosciuto…a decine…molto gradevole. Scopro che ci deve essere la casa carsica più vecchia di queste aree… del circa 1400, con scritte glagolitiche…(gli storici sono avvisati).
Ma il mio obiettivo è la vecchia torre distrutta nel 1600, sopra di me e sopra le pareti d’arrampicata.
La strada, dal centro paese, porta dritta dritta al monte Stena (omonimo) e da quà imbocco erroneamente, per puro spirito esplorativo, una strada semi abbandonata.
Sono ormai sul pianoro sopra Crni Kal, con una vista aperta sulle aree che portano a Podgorje ed interessate anni fa da un incendio…non c’è più traccia di alberi bruciati…la natura ha avuto il sopravvento.
Imbocco una forestale più marcata, e poi un’altra, e poi un’altra…con un giro orario del monte Stena, in parte parallelo alla linea ferroviaria, arrivo alla famosa torre.
Che spettacolo! Da qualche anno c’è una passerella aerea che collega la torre, costruita su uno spuntone indipendente, alla terraferma.
Nel canalone sotto di me, arrampicano a decine…è un punto di vista insolito…un dedalo da esplorare con i bambini.
La vista è spettacolare…dal mare fino alla Cicerja…ad ogni rilievo e cima, associo ormai un giro MIB.

Il tempo stringe…parto per un sentierino tecnico e poi cerco una traccia CAI verso Kastelec, il mio punto di partenza-arrivo.
La trovo…una nuova gradevole sorpresa, questa strada nei boschi…ad un bivio, il bollino porta a destra…ed io lo seguo, ma con un dubbio.
La mia bussola mentale dice che la direzione è un’altra, che forse avrei dovuto proseguire a sinistra…
Dopo 300 metri, sono quasi convinto a ritornare indietro, ma una raffica di spari di una pistola o mitraglietta semi-automatica mi fa salire l’adrenalina…
qualcuno faceva tiro-assegno o forse giocava alla guerra…io, non mi sono guardato indietro ed ho proseguito di gran carriera lungo la traccia già imboccata.
Le raffiche non smettevano…ma ero felice di allontanarmi sempre più…anche con la sensazione di sbagliare strada.
Poi, all’improvviso, la strada diviene un single-track come nell’alveo inciso di un torrente…veloce, in discesa, divertentissimo…
Porca loca…la strada è quella giusta! Arrivo a Kastelec, mentre abbandono il sentiero CAI che sale ripido a destra verso San Servolo…Sarà per la prossima gita.
Il tempo è stretto, e rinuncio ad ogni discesa nel bosco.
Solo asfalto fino a casa, per essere a pranzo.
Nessun problema tecnico.
Ma tanto divertimento.

Per la discesa tecnica Kastelec-Osp, la sfida è aperta!


 

Distanza totale: 13.72 km
Altitudine massima: 447 m
Totale salita: 599 m
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