Dobratsch (2167 m)

25 ottobre 2014

“Dobratsch? E cos’è il Dobratsch?”
Sei mesi fa Medioman ha proposto a tutto il gruppo MIB una salita ad un monte tra Villacco ed Arnoldstein, con possibilità di pernottamento…
Nessuno l’ha preso molto sul serio, anche perché nessuno conosceva questo panettone, il Dobratsch, appunto.
Solo lui, insistente e ripetitivo per settimane, fomentato anche dal Cinci, ci ricordava che la cosa si poteva/doveva fare prima dell’inverno.
Finché, non so come, è stata fissata una data… sabato 25 ottobre.

La mia illuminazione è giunta a fine settembre, dopo una gita ai laghi di Fusine, quando dai piedi del Mangart, verso nord, ho intravisto una enorme roccia brulla… ma proprio enorme, con un’antenna gigantesca in cima… un Nanos all’ennesima potenza.

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Per la prima volta mi è stata chiara l’idea di Medioman… l’impresa mi è subito sembrata epica… ma quante sorprese, ancora da scoprire!!!

La stressante settimana lavorativa si conclude con un salto dentro la macchina di Medioman, già pronto con le bici caricate la sera prima. A casa, ho avuto il via libera per la due giorni (moglie e nonni tutti Santi).
Raccolto per strada il Cinci, più stressato di me, ci allontaniamo il più possibile dai nostri uffici, come un’astronave spaziale, verso un viaggio nel tempo e nella spensieratezza.

E non sto scherzando… il regalo fatto a tutti da Medioman ha avuto poteri taumaturgici. Emicranie, nervosismo, problemi esistenziali, tutto sciolto come neve al sole quando siamo entrati nella accogliente magione austriaca in puro stile alpino sixties… un tuffo nel passato… una coccola quasi familiare tra il salotto col mobile-bar, il bagno con la moquette, lo spargher a legna in cucina, il tepore dei caloriferi elettrici…
La cena da Holder è stata pura magia… tra l’acquario giapponese da una parte e 6 energumeni in una nuvola di fumo al piano bar dall’altra, noi ci siam goduti una cena da re.

La mattina ci accorgiamo però di due cose andate storte:

  1. il tempo butta male, rispetto alle previsioni di sole ci accoglie invece un mare di nuvole basse;
  2. l’atmosfera non ha guarito la congestione intestinale del Cinci, che colto da raptus, si colpisce ripetutamente il ventre correndo per casa (ovviamente senza soluzione al problema).

Ore 8.45: come orologi svizzeri, arrivano Diesel e Bussola, il primo, con abiti invernali regolamentari, il secondo con maglietta e la domanda: “Ma fa freddo in cima?”. In realtà è solo una farsa…
Dopo il caffè e la foto di rito, si parte, da quota 890 verso i 2167 metri dell’enorme macchia scura sopra di noi.

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Salita costante, lunga ed infinita, nel freddo ed umido… come ci si veste con tempi così? Quindi subito, dopo le prime rampe, scatta la pausa spogliarello…

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Finché…NEVE…ma NEVE quella bella con il giusto spessore, compatta da percorrere in bici con gran divertimento.

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Dopo due ore e mezza, circa, siamo alla prima tappa del giro, il parcheggio dove termina la Villacher Alpenstrasse, strada panoramica a pagamento (peggio per loro) ed inizia il sentiero verso la cima.

Prima sorpresa: le nebbie si diradano e si intravede, sul blu cobalto, la traccia a zig-zag che ci aspetta. FIGAZIA.
Seconda sopresa: la strada, improvvisamente, ci viene sbarrata da un “Divieto di bici” !!!!!
NOOOOOOOOOOO !!!!!
Non possiamo rischiare un secondo Kazziatonen austriaco !!!!!!!!!

La paura del giudizio popolare verso 5 italiani in mutandoni ci fa desistere dal nostro obiettivo senza troppe rimostranze… purtroppo cediamo in pochi secondi e non ci rimane che annegare il dispiacere nell’alcool.
Ci consoliamo con le birre e gli sguardi innocenti di 3 giovani cameriere che ci accolgono alla Rosstrattenstüberl (a dir la verità un po’ divertite… di cosa, poi… non avranno mai visto 5 italioti che non conoscono il tedesco?)…
E NO!!!! Bussola, il tedesco, lo conosce!!! E SCOPRE CHE IL DIVIETO VALE SOLO D’ESTATE!
Urlo di gioia dei 5 calzamagliati con gran divertimento delle cameriere.

Ormai brilli, con l’equilibrio instabile e la pancia piena di aria, ci spariamo di gran carriera verso la salita.
Inizia quasi una corsa a chi arriva primo alla prima curva, rutti compresi.
Ma la selezione naturale miete le sue vittime… ad uno ad uno, cediamo al fondo ghiaioso, ai cumuli di neve bagnata, agli ingorghi di escursionisti con i loro cani…
Nessuno molla il colpo, perché più si sale, più ci si avvicina al paradiso… Nel vero senso del termine !!!!

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Un mare di cotone è ormai sotto di noi… in lontananza, come isole, si scorgono minuscole cime di montagne: Mangart, Jalovec, Grossglockner…

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Stitched Panorama

Siamo al centro di un gigantesco girotondo, e tutto ruota attorno all’immensa antenna del Dobratsch… un missile bianco e rosso pronto per il lancio.

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Ci lanciamo verso la rampa finale, ma è come buttarsi nelle nuvole… ultima ripidissima salita, verso le due chiese e la croce di legno.
E’ una giornata fantastica…

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Sono le 15.15 e dobbiamo ancora pranzare… che si fa? Ma si va a mangiare dalle giovani pulzelle!!!
La discesa è più impegnativa del previsto, con slalom tra gli escursionisti, i loro cani, con un terreno che varia dalla neve foffa ed insidiosa a quella ghiacciata, alla ghiaia.
Gli ultimi metri sono immersi nella nebbia… ma a noi, ormai, interessano solo “Kaiserschmarren” e “Wienerschnitzel” che dopo 20 minuti di discesa ci appaiono magicamente davanti, golosamente serviti dalle carinziane fanciulle.

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Ore 16.45: Che si fa? Si torna a casa? Anche si… per la stessa strada dell’andata… ma la temperatura adesso sembra sotto zero!
Ci scaldiamo scegliendo una scorciatoria: la pista da sci abbandonata!

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Chi sceglie le linee dritte, chi fa zig-zag, chi decide di farla a capriole… il povero Bussola rimedia una facciata con svirgolamento del pollice sinistro. Dopo 3 minuti lo vediamo comparire con un dito quasi pendulo, ma è un illusione ottica! E’ solo gonfio e tremante (sperem…).

Dopo aver saggiato lo stoicismo del Bussola che richiude il ditone dentro ai suoi guanti, non ci resta che lanciarci giù giù fino alla valle di Bad Bleiberg, lungo la stessa strada forestale che in salita era sembrata così lunga e lenta ed adesso scorre ad una velocità media di 30 km/h sotto le nostre ruote.
In meno di trenta minuti siamo al punto di partenza, pronti a gustarci una moka di italico caffè ed austroungarici dolci.

Guardandoci negli occhi non possiamo che condividere le emozioni di una giornata splendida (confidando nella miracolosa guarigione del pollicione di Bussola…), con il proposito di istituire il ritrovo annuale “obbligatorio” dei MIB nel Villacher Land.

PS: la massima di Bussola per la giornata “meglio una caduta in più che un giro in meno”.


Distanza totale: 41.69 km
Altitudine massima: 2149 m
Totale salita: 1592 m
Total time: 07:30:50
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Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Google Foto

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