Da Hrastovlje verso Rakitovec (alias Giro dei “minch…”)

13 settembre 2014

Il mondo è fatto a scale…c’è ci scende e c’è chi sale.
E sabato mattina, dopo una notte bagnata, 4 MIB si sono dati appuntamento nella valle dell’Ospo per sfidare le intemperie e salire sulle alture di Hrastovlje.
Medioman e Cinci arrivano puntuali alle Cariatidi di Rabuiese, dove io li aspetto in bici.
Il cielo è ancora grigio e la temperatura è frizzante. Mi compiaccio delle mie scelte tecniche: “Mhm…ho fatto bene a mettere i pantaloni a 3/4 e la maglia intima termica a maniche lunghe”.

Diesel ci deve attende alla linea di confine…ma dov’è Diesel? Il pit-stop prostatico lo ha mimetizzato in mezzo alle frasche.

Il nostro obiettivo è completare l’anello di Hrastovlje nella parte rimasta non percorsa…il primo tentativo mio e di Medioman si era concluso per mancanza di tempo nel mese di aprile 2014. Il ritardo accumulato ci aveva fatto etichettare dalle rispettive mogli come “Minchioni”.

Al parcheggio, il tempo è migliorato…anzi, è pazzescamente bello!
Mi lamento delle mie scelte tecniche: “Mhm…che caldo…ma perché non ho le maniche corte!!!!!”

Si parte per Kubed, lungo una strada forestale in parte fangosa e poi sempre più scivolosa.

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Tappa di rito al campanile panoramico di San Floriano, per poi salire lungo il crinale fino al nostro primo obiettivo: la torre panoramica metallica. IL TOTEM. Salita-discesa-salita-foto-discesa.

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Oggi la vista è stupenda e nitida. Giornata ideale per i tafani ed i loro banchetti sulle nostra pelle nuda….
Scopro che il mio pedale Crank-brother, alias egg-beater, non funziona…la molla è uscita dalla sede dopo un impatto con una roccia.
Ci vorranno le mani-morsa di Diesel per completare il lavoro di tira-spingi-sforza dei meccanismi da me fatto con un cacciavite pericolosamente vicino alle dita di Medioman…tre MIB contro uno sbattiuova.

Il sole è alto, ma i sommachi sono ancora intrisi d’acqua…nessuno riesce a scansare una doccia tra i cespugli lungo il sentierino.
I km aumentano (siamo già a quota 5,5) quando scopriamo che il Fungo Magico ci indica la via… La Via del Fungo.
I cartelli si susseguono, e noi li seguiamo, senza sapere la meta finale…ma la direzione sembra quella giusta.

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Dopo Smokvica, raggiungiamo velocemente Movraz, mentre innanzi a noi il nastro di asfalto sembra disegnato su un muro. E’ la terribile salita al 16%.

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Le ore passano e già guardiamo gli orologi: l’ora del rientro si avvicina, e non siamo neanche a metà.
Prima di arrivare alla stazione ferroviaria di Rakitovec, ci infiliamo in un sentiero segnato che ci porterà fino sul monte Kuk, permettendoci di completare il giro antiorario finora a noi sconosciuto.

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L’altipiano è fenomenale…piatto, brullo, giallo…la pausa pranzo è meritata.

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L’orologio ci è nemico, e qualche minuto lo perdiamo per la verifica del colore rosso sui nostri indumenti, alla vista di un branco di mucche…la paura di un toro mimetizzato inquieta il Cinci.
Medioman invece, farfuglia possibili scorciatoie verso la macchina…solo dopo scopriremo il suo segreto. Nessuno lo ascolta, così ci buttiamo sull’ultimo tratto di discesa-salita che ci riporterà alla torre metallica.

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L’anello di Hrastovlje è quasi completo…il ritorno è vicino.
A me ed a Medioman brillano gli occhi, perché ora ci attende la Direttissima: 250 m circa di discesa verticale verso il parcheggio…sulla mappa, il sentiero è corto, sovraimpresso alle linee di livello dense come un wafer…

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“Sarà una figata” penso dentro di me…ma Cinci mi ruba la pole-position…lo seguo a pochi passi, ma questi avrebbero già dovuto “accenderci le lampadine”…Ma i MIB, quando partono per le discese, scendono…
…e dopo esser scesi-risaliti-scesi-risaliti-scesi dalla bici per superare tronchi, sassi sporgenti, pietraie taglienti, i MIB sono quasi alla rottura: io, preferirei scendere, magari a piedi, solo per vedere come finisce il sentiero…gli altri tre, con un muso schifato, propongono la risalita degli ultimi 100 metri.

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Accetto a fatica, ma poi mi ricrederò…Ci manca solo la lunghissima discesa, ovviamente più lunga, lungo il sentiero pedonale del crinale, semi-nascosto dall’erba alta…Solo 30 minuti in più per arrivare appena a Kubed.
Io e Diesel ci divertiamo…Cinci non si capisce mai…Medioman, stranamente, ha la bocca disgustata…
Così scopriamo che assieme ai dolori articolari, anche l’articolazione della sua sella telescopica non funziona. Il blocco non blocca, e la sella segue in maniera sconclusionata i movimenti sussultori della pedalata…per fortuna ha la sella imbottita.
Ma cio che preoccupa Medioman è il rischio di una seconda medaglia da minchione…Siamo in ritardo, la bici non funziona, ma soprattutto, deve fare la spesa prima del ritorno a casa…previsto per le 14.30, mentre sono già le 14.15.

La parola M-I-N-C comincia a formarsi nel cielo, con le nuvole che si addensano una ad una….finchè inizia a piovere.
In tre siamo già alla macchina, a caricare le bici…e Medioman, dov’è?
Sotto il diluvio arriva come una locomotiva a stantuffo, con la sella che sale-e-scende senza sosta…Signor Specialized, Lei si merita un bel ZERO…

Rimangono solo due cose da fare…scappare verso la macelleria e telefonare a casa per rassicurare le mogli.
Scriveremo al signor Carta Tabacco affinché inserisca nelle sue mappe l’anello ciclistico ormai noto come IL GIRO DEI MINCHIONI.

2 Malfunzionamenti meccanici (tutte multinazionali straniere)
3 morsi da tafani, con conseguenze infiammatorie “da paura”


Distanza totale: 29.62 km
Altitudine massima: 492 m
Totale salita: 1203 m
Total time: 05:02:02
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Tutte le foto di questa uscita le trovate nel nostro album su Google Foto

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